come e perché ISLAM è il DEMONIO

poi, perdere la vita per andare in organi di polizia e organi istituzionali della Stato a denunciare i criminali, le truffe, gli abusi, piccoli furti, violazione delle norme sindacali, ecc.. non succederà mai nulla! INFATTI LO STATO MASSONE GIÀ CONOSCE TUTTE QUESTE COSE E NON HA BISOGNO CHE TU LE DEBBA DENUNCIARE!
“Il flusso di migranti è legato all’Isis”. Allarme del capo dell’Antiterrorismo .. lo finanzia!
quando la Costituzione è il Corano stesso? TU DEVI MORIRE! http://uniusreiorwarw666imf.blogspot.com/2017/05/la-costituzione-e-il-corano-stesso.html

#Joe #Biden crea il suo political action committee ] [ sei un professionista del bullismo CIA NATO: potresti essere un sacerdote di satana, ed io so che in USA i cannibali sono organizzati molto bene! ORA COME UN SERPENTE TU DEVI MANGIARE LA POLVERE! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/06/01/usa-biden-crea-suo-comitato-politico_14c2eb02-8a80-4493-afe9-0e6361246d8e.html
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Islamico Allah Akbar: nazismo anticristo Assemblea Generale dell’ONU [[ in questa pagina il mio è il secondo commento ]] islamic Allah akbar: nazism antichrist UN General Assembly ]] Qur’an becomes the Constitution, shariah becomes the law, and all humanity has to undergo genocide, if ISLAM is not Satanism, then what is Satanism?

Coran Devient la Constitution, devient la loi de la charia, et toute l’humanité doit subir un génocide, si l’islam n’est pas satanisme, alors quel est le satanisme?
Se convierte en el Corán Constitución, se convierte en la ley sharia, y toda la humanidad tiene que someterse a un genocidio, si el Islam no es Satanismo, entonces ¿cuál es el satanismo?
Corano diventa la Costituzione, shariah diventa la legge, e tutto il genere umano, deve subire il genocidio, se ISLAM non è il satanismo, poi, cosa il satanismo è?
https://worldisraelnews.com/israeli-ambassador-elected-vp-un-general-assembly/
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Lorenzojhwh HumanumGenus · Figlio del Re dei Re presso Regno di Dio
sei un professionista del bullismo CIA NATO: potresti essere un sacerdote di satana, ed io so che a NApoli sono oganizzati molto bene! Carlo Amurri https://www.facebook.com/carlo.amurri SEI UN CALUNNIATORE! e sei un vigliacco che non mi risponde! io in questo server non ti voglio più vedere!
https://it.sputniknews.com/mondo/201706014572662-russia-mondiali/

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH
AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Al Sisi a Riyadh: “Il terrore è saudita occidentale” https://youtu.be/gRuRBrmWDnY 31 mag 2017Il
Presidente egiziano, Abd al-Fattah al-Sisi, in casa del lupo, a Riyadh,
alla presenza del Presidente USA, Donald Trump, dice: “Il terrore è
occidentale”.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Give so many weapons to Hitler Salman shariah? Is a really smart choice!
dare tanti armi ad Hitler Salman shariah? è una scelta veramente intelligente!
Trump wants to sell lots of weapons to Riyadh. Why are Israel (and its friends) staying mum?
Trump vuole vendere molte armi a Riyadh. Perché Israele (ei suoi amici) rimangono mamma?
AIPAC
ha suonato l’allarme quando un presidente popolare ha voluto vendere
armi ai Sauditi nel 1981; Ora un presidente impopolare sta facendo lo
stesso, con poca resistenza
AIPAC sounded the alarm when a popular
president wanted to sell arms to the Saudis in 1981; now an unpopular
president is doing the same, with little resistance
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

il mio è il quarto commento ] perché negare una Patria a tutti gli ebrei del mondo: questo è il semitismo dei sauditi?Why deny a homeland to all the Jews in the world: is this the Semitism of the Saudis shariah Arabia Allah akbar? http://www.timesofisrael.com/guterres-denial-of-israels-right-to-exist-is-anti-semitism/
UN chief: Denial of Israel’s right to exist is anti-Semitism
In meeting with Simon Wiesenthal Center, Secretary General Guterres rejects efforts to deny Jewish history in the Holy Land

Il capo delle Nazioni Unite: il divieto del diritto d’Israele di esistere è l’antisemitismo
In riunione con il Centro Simon Wiesenthal, il Segretario Generale
Guterres respinge gli sforzi per negare la storia ebraica in Terra Santa
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quì è il primo commento! Donald TRUMP is an idiot, steals his enemies and humiliates his friends! He is an inconsistent man without a direction! Donald TRUMP è un idiota, si fa calpestare dai nemici e umilia i suoi amici! è un uomo incostante senza una direzione!
Trump’s personal attorney summoned in Russia probe
Michael Cohen says he previously turned down invitations to testify and requests for info on contacts he had with Russians
L’avvocato personale di Trump ha convocato nella sonda Russia
Michael, Cohen dice che in precedenza ha rifiutato inviti a testimoniare e
richiede informazioni sui contatti che ha avuto con i russi
http://www.timesofisrael.com/trumps-personal-attorney-summoned-in-russia-probe/
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We now have the certainty of the priests of Satan Bush Rochefeller and Morgan and
his Obama wristbands commanding in the US: indeed, Trump will extend ambassador Usa to Tel Aviv The Cnn reports it by citing administration officials
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Pubblicato il 30 mag 2017 A Venezuela reage ao golpe – Il Venezuela reagisce al golpe della CIA ] [ https://youtu.be/ZgtdjXMx8Y4 ] Il giornalista e saggista Francisco das Chagas Leite Filho intervista Beto Almeida, giornalista e scrittore brasiliano, presidente del canale televisivo TV Comunitária e membro del Comitato Direttivo di Telesur, di ritorno da Caracas. Beto ci parla della evidente rivoluzione colorata – o Primavera Latina, come Thierry Meyssan la definisce – che è in atto in Venezuela e che, diretta dagli Stati Uniti, viene fomentata dalle oligarchie locali, secondo un copione ormai consolidato e contestualizzato alla realtà del paese in cui viene applicato.
Malgrado il quadro catastrofico che i media forniscono attraverso i canali ufficiali, Caracas è una città attiva e sicura, salvo il quartiere di Altamira, scelto come teatro di scontri durissimi. Ma il Presidente Maduro si è impegnato a istituire un’Assemblea Costituente per dare ai golpisti un’adeguata risposta sociale.
Traduzione a cura di Alberto Inzaghi
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O jornalista e ensaísta Francisco das Chagas Leite Filho entrevista Beto Almeida, jornalista e escritor brasileiro, presidente do canal de televisão TV Comunitária e membro da Junta Diretiva da Telesur, que acaba de voltar de Caracas.
Beto nos fala sobre a patente revolução colorida – ou Primavera Latina, como Thierry Meyssan a chama – que está ocorrendo na Venezuela e que, dirigida pelos Estados Unidos, vem sendo fomentada pelas oligarquias locais, de acordo com um roteiro bem estabelecido e contextualizado à realidade do país onde ele é aplicado.
Apesar do cenário catastrófico que os meios de comunicação fornecem através dos canais oficiais, Caracas é uma cidade activa e segura, fora o bairro de Altamira, escolhido como o palco de combates acirrados. Contudo, o Presidente Maduro comprometeu-se à criação de uma Assembleia Constituinte para dar aos golpistas uma resposta social adequada.
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jewish temple III kingdom 31.05.2017 | non esistono persone oneste intellettualmente in questo sito con cui io posso parlare! ]
Trump aveva promesso il trasferimento della sede diplomatica Usa in campagna elettorale ma ora teme che una tale mossa possa irritare i palestinesi e compromettere i suoi sforzi per rilanciare il processo di pace con Israele. SOLTANTO, UN IDIOTA CHE NON HA MAI PRESO IN MANO UN LIBRO DI STORIA POTREBBE CREDERE A QUESTE FANDONIE! gli islamici che non riuscirai a dominare? sono quelli che ti uccideranno! STORIA: Maria ragazza egiziana 18anni, fu rapita e stuprata dal branco per mesi, con l’acido le fu distrutto il crocifisso che aveva tatuato sulla pelle del polso, e con acido fu minacciata di essere sfigurato il suo volto se avesse rimosso il velo islamico e se non avesse firmato l’atto di conversione all’ISLAM.. a sua padre che era andato a denunciare questo delitto alla polizia egiziana, gli fu detto: che della figlia non si doveva preoccupare perché ora, lei era sotto la protezione dell’ISLAM!
https://it.sputniknews.com/mondo/201705314570868-usa-media-trump-uscira-accord-di-parigi-trattato-onu-sul-clima/
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Trump aveva promesso il trasferimento della sede diplomatica Usa in campagna elettorale ma ora teme che una tale mossa possa irritare i palestinesi e compromettere i suoi sforzi per rilanciare il processo di pace con Israele. SOLTANTO, UN IDIOTA CHE NON HA MAI PRESO IN MANO UN LIBRO DI STORIA POTREBBE CREDERE A QUESTE FANDONIE! gli islamici che non riuscirai a dominare? sono quelli che ti uccideranno! STORIA: Maria ragazza egiziana 18anni, fu rapita e stuprata dal branco per mesi, con l’acido le fu distrutto il crocifisso che aveva tatuato sulla pelle del polso, e con acido fu minacciata di essere sfigurato il suo volto se avesse rimosso il velo islamico e se non avesse firmato l’atto di conversione all’ISLAM.. a sua padre che era andato a denunciare questo delitto alla polizia egiziana, gli fu detto: che della figlia non si doveva preoccupare perché ora, lei era sotto la protezione dell’ISLAM!
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quì ci sono i mostri 666 SpA FED NWO Morgan gli orchi ] il Center for Medical Progress ha pubblicato un nuovo reportage sullo scandalo che da quasi due anni vede coinvolto il colosso americano degli aborti, la Planned Parenthood, al centro di un disgusto commercio di organi di feti abortiti nelle loro cliniche. Nel nuovo video girato segretamente, diversi manager della Planned Parenthood scherzano su come fare a pezzi i neonati e ammettono che la vendita di organi di feti abortiti è redditizia.
Proprio su questo immondo commercio Generazione Voglio Vivere aveva pubblicato nel 2015 un ampio Dossier sul numero di Ottobre della sua Rivista. Hai per caso visto questa notizia sui più importanti quotidiani italiani o al telegiornale?
Ovviamente No!
Condividi la notizia sui social!
Il video riporta gli interventi e le presentazioni fatte durante uno degli incontri annuali che organizza, in segreto, la Federazione Nazionale dell’Aborto degli Stati Uniti (NAF). Circa il 50% dei membri e dirigenti della NAF è anche membro di Planned Parenthood.
La Dottoressa Lisa Harris, Direttrice Medica di Planned Parenthood nel Michigan, è la prima ad apparire nel video e ad ammettere che «Le nostre storie in realtà non hanno molto a che fare con gran parte del discorso e della retorica pro-choice (pro-aborto), non è vero?».
La Dottoressa si riferisce a quello che accade nelle loro cliniche, veri e propri mattatoi di bambini smembrati pezzo dopo pezzo…
«Le teste (dei feti) si bloccano e non riusciamo a farle uscire», racconta alla platea la Harris provocando una risata generale tra i partecipanti all’incontro. Storie del genere «fanno parte della nostra esperienza. Però non esiste alcun posto dove possiamo condividerle».
Si rimane inorriditi dinanzi all’insensibilità e alla freddezza di certi racconti, come quello della Dott.ssa Uta Landy, della Planned Parenthood Federation of America, che ha provocato le risate del pubblico per aver ricordato un episodio in cui “un occhio (del feto che stava smembrando, ndr) cadde sopra il mio grembo. Che schifo!”.
Fare a pezzi un bambino…è questo il loro lavoro! È questa la realtà dell’aborto!
Che aspetti? Fai girare questa notizia!
La Dott.ssa Susan Robinson, che effettua aborti presso la clinica della Planned Parenthood nel Mar Monte, in California, ci ha tenuto a precisare che «il feto è un piccolo oggetto robusto, e farlo a pezzi, voglio dire, farlo a pezzi il primo giorno è molto difficile».
Un verità talmente brutale che la stessa Dott.ssa Lisa Harris è costretta ad ammettere «che qui c’è violenza» e che il concepito «è una persona» che viene uccisa.
Nel video si vede anche la Dott.ssa Ann Schutt-Aine, Direttrice dei Servizi per l’Aborto della Planned Parenthood nella Costa del Golfo, la quale ha raccontato che se sta eseguendo un aborto e si accorge che sta per comparire l’ombelico del bambino «potrei chiedere una seconda serie di pinze per tenere il corpo dentro il collo dell’utero e staccare una gamba o due, affinché in questo modo non si tratti di un aborto a nascita parziale», proibito dalla legge degli Stati Uniti.
Cos’altro aggiungere?!
A proposito della compravendita di organi di feti abortiti, Deb VanDerhey, Direttrice Nazionale del CAPS della Planned Parenthood Federation of America, ha affermato che alcune cliniche della sua organizzazione «potrebbero voler vendere organi e tessuti di bambini abortiti per aumentare il loro reddito. E non li possiamo fermare».
Un’ammissione di colpa che fuga ogni dubbio a riguardo: queste persone dovrebbero essere fermate e messe in galera.
Jerusalem Yerushalayim

revenge dhimmis goyim Yitzhak Kaduri murtids. Allontanati burn satana in Jesus’s name: amen alleluia! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.

adesso abbiamo la certezza i sacerdoti di Satana Bush Rochefeller e Morgan e suo portaborse Obama comandano in USA: veramente, Trump prorogherà amb.Usa a Tel AvivLo riferisce la Cnn citando funzionari dell’amministrazionehttp://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2017/05/31/trump-proroghera-amb.usa-a-tel-aviv_d848b480-91da-4c55-aaaf-d8a1c65f9dbb.html

http://www.webalice.it/looooo/socci.htm
come e perché ISLAM è il DEMONIO!

http://web.tiscali.it/martiri
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba34
AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

La Costituzione è il Corano stesso http://uniusreiorwarw666imf.blogspot.com/2017/05/la-costituzione-e-il-corano-stesso.html
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

http://web.tiscali.it/martiri I nuovi perseguitati di don Giorgio Paximadi
http://www.caritas-ticino.ch/Riviste/elenco%20riviste/riv_0204/Rivista%20N4%202002.htm Da Caritas set.ott.02)
Martiri nel XX secolo (1900-2000): 45 milioni e 400 mila. Martiri dal 1950: 13 milioni e 300 mila. Media annuale dei martiri dal 1950: 278 mila all’anno. Martiri degli anni recenti: 171 mila all’anno. Martiri del 2000 (l’ultimo anno del secolo): 160 mila. Il comunismo, con i suoi milioni di cristiani uccisi per la fede, è stato – ed è – così sanguinario che risulta difficile negarlo anche ai minimalisti più accaniti. Ma certamente il capitolo di attualità più scottante è quello delle persecuzioni nei confronti di cristiani attuate da mani islamiche. <http://www.workshop-culturacattolica.it/software/PhpAdsNew/adclick.php?n=a8f21687> Antonio Socci: I nuovi perseguitati. Indagine sull’intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio. Il merito più grande del recente libro di Antonio Socci, I nuovi perseguitati, ed PIEMME. Indagine sull’intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio, è quello di fare luce su una verità storica di grandissima importanza che, tuttavia, viene ignorata totalmente dalla maggior parte delle persone. Anche se forse si dovrebbe dire abilmente nascosta. Chi conosce il numero approssimativo dei cristiani martirizzati nella storia del cristianesimo?
Chi quello dei cristiani uccisi nel XX secolo solo per il fatto di essere cristiani?
Chi è a conoscenza del fatto che tutt’oggi esiste un numero considerevole di cristiani perseguitati che pagano la fedeltà alla loro fede con la vita? Basta porre queste domande in giro, anche tra quanti si dicono cristiani, per rendersi conto dell’ignoranza totale che avvolge tali questioni. Alcune cifre riportate possono fare intuire la vastità del fenomeno e la gravità di tale ignoranza: “se in due millenni sono stati calcolati circa 70.000.000 di cristiani uccisi per la loro fede, ben 45.500.000 (circa il 65 per cento del totale) sono martiri del XX secolo”. Si tratta di cifre che leggendole viene il dubbio di trovarsi davanti ad errori di stampa, ad una svista, ma non è così, come è dimostrato anche dal fatto che lo stesso libro di Socci non è stato in alcun modo smentito. Ma se queste cifre sono drammatiche, forse ancora di più lo sono quelle relative alle condizioni dei cristiani nel mondo di oggi: “attualmente circa 160.000 persone ogni anno trovano la morte a causa della loro fede in Gesù Cristo […] attualmente, dai 200 ai 250.000.000 di cristiani sono perseguitati a causa della loro fede in Cristo, e altri 400.000.000 subiscono restrizioni non piccole della loro libertà religiosa”. A questi dati si possono aggiungere i 33 missionari cattolici uccisi nel 2001. L’ignoranza su una tale tragica verità appare quindi come qualcosa di sconcertante e sorge il sospetto che in qualche modo sia voluta: “si tratta di un fenomeno di dimensioni terribili, per questo sconcerta il poco interesse delle maggior organizzazioni umanitarie, il silenzio dei Paesi liberi e dell’Onu (quando non la sua azione favorevole a quei regimi illiberali) e la rimozione operata dai mass media, infine l’indifferenza dei cristiani d’Occidente pronti a lanciare campagne di solidarietà o veglie di preghiera per qualsiasi fatto sociale, ma quasi mai per i cristiani perseguitati, occuparsi dei quali ritengono quasi esecrabile in quanto andrebbe a minare il “dialogo ecumenico” o costringerebbe a parlare di regimi e ideologie che pare non si debbano mai criticare”. Non solo quindi troppo poco si fa per recuperare la memoria storica di quel “grande macello” che è stato il Novecento, ma si chiudono gli occhi anche davanti a quello che accade oggi in più parti del mondo. Spesso lo si fa finendo per attribuire agli stessi cristiani colpe imperdonabili, ignorando invece totalmente l’apporto decisivo della stessa storia cristiana. Socci non manca di evidenziarlo attraverso il commento di un intellettuale ebreo americano, Michael Horowitz: “Armati della conoscenza dei peccati commessi nel nome della cristianità e orrendamente inconsapevoli del ruolo fondamentale del cristianesimo nella storia dell’Occidente, le elites dei nostri giorni sono indotte a pensare ai cristiani come coloro che perseguitano, non come le vittime”. http://web.tiscali.it/martiri Questo errore di prospettiva va corretto e il libro di Socci si presenta come un validissimo e agile strumento per questo scopo. Infatti, in primo luogo permette di avere un’idea complessiva di quel “grande macello” che fu il Novecento, recuperando anche quelle dimensioni del martirio cristiano troppo spesso confuse, o meglio, ridotte ideologicamente a conflitti di carattere politico, come nel caso dei martiri spagnoli degli anni trenta. Ma lasciamo anche in questo caso che siano le stesse parole scritte da Socci a darcene un’idea più chiara: “Il caso più terrificante è senz’altro la Spagna degli anni Trenta. […] Dal 17 e 18 Luglio 1936, data della sollevazione militare contro il governo repubblicano, la carneficina si fa sistematica: in agosto furono massacrati 2.077 ecclesiastici con una media di 70 al giorno. Fu solo dopo questa strage, un anno dopo, che il 1° luglio del 1937, uscì la lettera dei vescovi i quali si schierarono a fianco dei “nazionali” e dopo quel documento il massacro andò a scemare per virulenza. Dunque la lettera come ha spiegato il cardinale Tarancon fu la conseguenza di quelle morti e non il contrario. Questione decisiva perché fa capire che si trattò di un martirio inflitto per odio alla fede cristiana e non per motivazioni politiche”. In secondo luogo, tale libro risulta di fondamentale importanza per chiarire l’effettiva situazione di quei milioni di cristiani ancora oggi perseguitati senza che i media ne diano notizia.
Internazionale islamica? Religioni da sempre tollerate e rispettate da più di un decennio non lo sono più, è in atto una violenza senza precedenti nel mondo islamico tendente ad estirpare ogni minoranza religiosa con metodi raccapriccianti e violenze psicologiche continue. Mi chiedo se esista un progetto criminale finanziato dall’Arabia Saudita, che io chiamo Internazionale Islamica? Grumo, 11/08/02 prof. Lorenzo Scarola
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A questo riguardo la persecuzione dei cristiani nei paesi islamici è indubbiamente di gran lunga la più tragica, anche se il libro non manca di evidenziare come la situazione sia tremenda pure per i cristiani che vivono in quei paesi in cui è ancora oggi presente un regime di matrice comunista, nonostante i più si ostinino a dire che il comunismo non esista più. Nei paesi islamici la situazione è così dura che la riduzione della popolazione cristiana è stata drastica: “All’inizio del secolo i cristiani in Turchia erano il 32 per cento della popolazione, mentre oggi sono appena lo 0,6 per cento. In Egitto i cristiani copti erano il 20 per cento nel 1975, oggi poco più del 10 per cento. In Siria dal 40 per cento erano precipitati al 10 per cento nei primi anni Novanta e oggi sono al 7,8. In Iran dal 15 per cento siamo passati al 2 per cento del 1993 e allo 0,5 attuale. In Iraq dal 35 al 5 e oggi al 3,2”. Anche nei così detti paesi moderati la situazione dei cristiani non è delle più rosee. A titolo esemplificativo si prenda l’Egitto: “si è svegliati dagli altoparlanti delle moschee che impongono di pregare, la radio (come la TV) bombarda tutto il giorno esortazioni e propaganda islamica anche in tram e in taxi (spesso con pesanti accuse ai cristiani senza che questi possano difendersi), si è costretti a studiare il Corano a scuola (comprese quelle cattoliche), un cristiano, che porta la croce al collo rischia di essere picchiato o vedersela strappare per strada, così come rischia un prete cristiano, nel lavoro statale i cristiani non possono accedere a certi livelli, come pure nell’esercito e nella politica, talora alle bambine cristiane è imposto il chador nelle scuole, è praticamente impossibile costruire nuove chiese ed è difficilissimo avere il permesso di ripararle, proibito anche annunciare il cristianesimo ad altri, davanti ai tribunali i cristiani non sono considerati come i musulmani ed è proibito sposare un cristiano per una donna, mentre una cristiana deve di fatto accettare l’Islam per sposare un mussulmano”. Se questa è la situazione nei Paesi moderati, essa raggiunge livelli inauditi nei paesi integralisti in cima ai quali si trova sicuramente l’Arabia Saudita: “La Costituzione è il Corano stesso. La legge vieta ai cristiani ogni tipo di culto, catechesi o di preghiera non solo pubblica, ma – di fatto – anche privata, nelle proprie case. È vietato festeggiare le ricorrenze cristiane e perfino scambiarsi gli auguri di Natale per telefono (mentre è obbligatorio rispettare il Ramadam), tanto più è proibito anche solo avere in casa un Vangelo o portare addosso simboli religiosi, come il crocefisso (perfino alla Croce Rossa in operazioni di soccorso è stato imposto di cancellare il simbolo e non esporre la bandiera) […] Sono centinaia i casi documentati di cristiani arrestati per aver partecipato clandestinamente a preghiere in case private”. Tuttavia non ci si è resi conto del livello a cui giunge attualmente la persecuzione nei confronti dei cristiani, se non si leggono le pagine che Socci dedica ai milioni di cristiani uccisi nel mondo: Timor Est, Pakistan, Indonesia, Nigeria, Sudan, per citarne alcuni. Il Sudan, ad esempio, che per i media non esiste, è in guerra dagli anni Cinquanta, ma non se ne parla. http://www.webalice.it/looooo/socci.htm “Forse perché – suggerisce Socci – è un jihad, una “guerra santa” contro i cristiani e coloro che non accettano l’islamizzazione forzata”. Si parla di 2 milioni di morti causati dai bombardamenti sui villaggi e sui campi di atterraggio dove arrivano gli aiuti internazionali, compiuti per ridurre alla fame il sud del paese cristiano ed animista. Il colmo di tale situazione però è che nel maggio del 1999 lo stesso Sudan “viene eletto membro della Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite (insieme a campioni di libertà come Cina, Cuba, Libia e Vietnam), mentre gli Stati Uniti vengono esclusi per la prima volta in 50 anni”.
Risulta pertanto di fondamentale importanza leggere il libro di Socci, se si vuole incominciare avere uno sguardo critico su quello che accade intorno a noi, recuperando la memoria e il significato originario, nonché tutt’ora valido ed attuale, della parola martirio, secondo la tradizione cristiana.
È infatti importante, in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui vengono chiamati martiri uomini che suicidandosi uccidono migliaia di persone, recuperare l’autentico significato cristiano di martirio; ovvero, il dare la propria vita per un altro, per affermare Gesù Cristo, per affermare l’amore infinito di Gesù per l’uomo, amore che arriva a perdonare gli stessi carnefici. È proprio di fronte all’esperienza tragica di tanti cristiani del nostro tempo che, superata l’indifferenza del mondo, si fa strada il Regno di Cristo: “È impressionante l’indifferenza con cui si accettano discriminazioni, persecuzioni, violenze e morte inflitte alle popolazioni cristiane che sono normalmente pacifiche, solidali, refrattarie alla violenza. Ed è ancora più straordinario constatare come tanti cristiani del nostro tempo, con le loro famiglie, siano disposti a correre rischi mortali o ad accettare vessazioni quotidiane, persecuzioni e perfino il martirio per non rinnegare Gesù Cristo”. Giulio Luporini
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

trova piombo alluminio e ferro nei vaccini ma, vogliono azzittirlo
dottor Montanari cosa hai trovato nei vaccini?
http://ilsalutista.it/trova-piombo-alluminio-e-ferro-nei-vaccini-vogliono-azzittirlo-32751
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la truffa del sistema bancario monetario ] [ Dal blog di Barnard: La Banca Centrale Europea crea tutti gli euro che esistono. E’ una specie di governo di questa Ue. Dopo appena 13 anni la moneta unica aveva letteralmente fatto a pezzi ogni singolo paese dell’Eurozona, Germania inclusa (diedi i dati in Tv 3.000 volte). Tutto il mondo finanziario extra europeo sapeva (e sa) che l’euro è fallito. A quel punto l’unico modo perché l’unione monetaria non crollasse in una catastrofe economica da libri di storia era se il creatore dell’euro, la Bce, si metteva a comprare una gran massa dei beni finanziari emessi dagli Stati-euro che ormai erano visti come semi-spazzatura dal mondo. Questo per artificialmente tenerne i prezzi e gli interessi a un livello di decenza. Draghi con la Bce lo fece: l’operazione si chiama Quantitative Easing (Qe). Ma non bastò, anzi, le cose andarono anche peggio per motivi che già scrissi 3 milioni di volte. Il problema era che anche le aziende private nell’Eurozona andavano da vomitare. Dovete sapere che anche le aziende emettono beni finanziari, cioè titoli. E allora Draghi alla disperazione si presentò l’anno scorso a giugno e annunciò un altro Qe, però questa volta per le aziende, col nome di Cspp. E si mise a comprare miliardi in titoli di aziende per puntellarle anche se semi decomposte. Dovete capire che un’azienda ha in pratica due modi di finanziarsi con prestiti: chiedere in banca o emettere titoli. E Draghi annuncia che ora la Bce gli compra i titoli. Ok. Uno dice: be’, se serve a salvare il mobilificio di Ancona con 80 operai, perché no? La risposta è tragica e ci apre sulle porte dell’infamia della Bce. Le piccole aziende non possono emettere titoli, sono condannate alla gogna del prestito da banche, fine. Infatti la Bce di Draghi precisò che avrebbe acquistato titoli di aziende “corporate”. Che significa? Che avrebbe comprato i titoli dei cani grossi, come Telecom, o Vw. Ops! Ma per noi italiani già questa è una sciagura, perché da noi le piccole medie aziende sono il 98% delle imprese e creano il 78% della ricchezza dell’Italia. Sfiga. Crepate. Titoli Benetton? Certo che li compriamo, dice Draghi.
E allora uno apre il pdf che mi arrivò a fine ottobre per mail, e scopre, transazioni bancarie alla mano, a chi stanno andando i 125 miliardi che Draghi ha programmato di sborsare per ‘puntellare’ le aziende. E uno vomita. Petrolieri, mega imprese di servizi, industrie di armi, auto di stralusso, nucleare, colossi delle privatizzazioni, giganti dal fashion o del farmaco, persino casinò e produttori di champagne. Centoventicinque miliardi di regali a ’sti tizi. Operaio, commessa, crepate in Liguria, Marche, Puglia… L’ipotermico di Teramo? Ma scherziamo? Mille eurooooo? Ma cosa pretende? Palate di miliardi di euro invece a Shell, Eni, Repsol, Total, una trentina di aziende spagnole di servizi del gas, produttori di centrali nucleari come Teollisuuden, come Siemens, e Urenco. Poi gli Agnelli con la finanziaria Fiat Exor (Ferrari), Renault, Mercedes, Vw. Poi criminali di guerra come Thales, che hanno venduto armi in Africa sulla puzza di milioni di cadaveri. Poi i nemici giurati dell’acqua pubblica, cioè i colossi francesi Vivendi e Suèz. E ancora i super-colossi: Solvay, Nestlé, Coca Cola, Unilever, Novartis, Michelin, Ryanair, Luis Vuitton, Danone, assicurazioni Allianz, Deutsche Telekom, Bayer, Telefonica, Moët & Chandon, e il mostro delle scommesse Novomatic…
Soldiiiiiiiiiiiiii yes! La Bce fa proprio l’interesse del pubblico, con qualcosa come 17.900 piccole medie aziende europee che sono il cuore dell’impiego in Ue totalmente fuori dal festino. Ecco cosa dovete rispondere a chi vi rampogna “Ci vuole più Europa”. Basterebbe questo articolo per tagliargli la gola, a ’sti assassini. In Italia ’sta porcata vede fiumi di soldi versati in prima fila ai super big dell’energia, ma nessuno becca palate di liquidi come l’Eni; seguono Snam, Enel, Terna, Hera, e altri minori. Poi: Atlantia (Mediobanca, Goldman Sachs, BlackRock e Cassa Risp. Torino), le Generali, Telecom Italia, Luxottica, e i soliti Agnelli con Exor. E tu che cazzo vuoi? Tu chi sei, cittadino? Chi sei, sfigato piccolo imprenditore? Chi siamo noi, eh?, da quando Jaques Attali, uno dei padri della Bce, ci definì «la plebaglia europea»? Eccovi una notizia. Anche se, mi si perdoni, non sono immani tragedie come i 104 indagati del Pd di Travaglio-Gomez, la Raggi e la Cgil che fa i ruttini sul Job Act. Good luck Italians, good luck piccoli imprenditori e dipendenti che mai avete capito un cazzo.
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http://uniusreiorwarw666imf.blogspot.com/2017/05/islam-e-sempre-stato-il-satanismo.html ISLAM è SEMPRE STATO IL SATANISMO
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I NUOVI PERSEGUITATI CRISTIANI. [ SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! tu non sei mai entrato nel satanismo! ISLAM è SEMPRE STATO IL SATANISMO! ] Conferenza n.17 del 26 gennaio 2007, Ospite: Antonio Socci / Argomento: Cristianesimo
L’INTOLLERANZA ANTICRISTIANA, Il cattolicesimo è oggi la religione più perseguitata del mondo. Milioni di cristiani hanno perso la vita nel secolo appena concluso. E milioni rischiano la vita ogni giorno. Antonio Socci è stato ospite del nostro Centro Culturale il 26 gennaio 2007. Erano presenti circa 230 persone. Il coraggioso giornalista cattolico ha affermato: sono fratelli che non dobbiamo dimenticare. Ecco l’intervista che ha concesso a Mario Palmaro per il Timone:
Il cattolicesimo è oggi la religione più perseguitata del mondo. Antonio Socci non usa giri di parole per rompere il velo di silenzio che avvolge la sofferenza quotidiana dei cristiani ai quattro angoli della terra. Il suo libro “I nuovi perseguitati” è diventato un caso editoriale, come accadeva per certi reportage dal Vietnam di Piero Gheddo ed Egisto Corradi, che raccontavano al mondo occidentale una versione dei fatti diversa da quella ufficiale. Socci – columnist del Giornale – compie innanzitutto un ottimo lavoro di cronista, e racconta al lettore un genocidio strisciante che sfugge incredibilmente all’attenzione dei mass media occidentali: nel mondo, milioni di persone sono duramente perseguitate, fino alla morte violenta, perché professano la loro fede in Gesù Cristo. Si capovolge uno dei pregiudizi del XX secolo: la Chiesa non già come perfida persecutrice ma come inerme, grande perseguitata.
Socci, come è nata l’idea di questo libro?
L’ho scritto per dovere di coscienza. Per motivi di lavoro, in questi anni ho visto passare sotto i miei occhi moltissime agenzie di stampa che riferivano di massacri in corso contro i cristiani. Avverto questo dramma come la passione di Cristo che continua duemila anni dopo. E percepisco il dovere di partecipare a questa prova come parte del Corpo mistico che è la Chiesa: anche se vivo qui in Italia non mi può essere estraneo ciò che sta capitando ai miei fratelli in Sudan, o in Cina, o in qualche angolo sperduto della Terra.
Quali sono state le prime reazioni al suo libro?
Ho lanciato un segnale di aiuto, e devo dire che gli ambienti laici lo hanno accolto con grande stupore e ancor maggiore interesse: dapprima c’è incredulità, poi partecipazione anche commossa a questo dramma. È difficile non provare meraviglia e stupore di fronte alla persecuzione contro i cattolici di ogni latitudine, perché in questi uomini vedi la presenza reale di Cristo nella storia. Gente semplice, con una fede semplice, tutt’altro che desiderosa di compiere gesti eroici e di cercare il martirio, ma trascinata contro la propria volontà in un martirio quotidiano, fatto di discriminazioni sul lavoro, di umiliazioni per la strada, di angherie e violenze subite dai propri figli a scuola o durante i giochi. Un martirio silenzioso destinato a restare probabilmente sconosciuto, senza canonizzazioni e riflettori del media system.
Il mondo cattolico occidentale è consapevole di questa persecuzione di massa che continua senza sosta?
Ho la sensazione che alle volte si preferisca girare la testa dall’altra parte, si abbia una strana vergogna di questi fratelli che soffrono per colpa del Vangelo. Questa è una grande occasione mancata, perché è soltanto la pietà e l’amore per Cristo Crocifisso che cambiano il cuore dell’uomo e lo conducono a provare pietà e amore verso l’uomo povero, sofferente, umiliato. Una cristianità che non sente come ferite inferte al Corpo mistico di Cristo le tribolazioni che colpiscono i fratelli nella fede, è una cristianità che esprime una solidarietà per gli ultimi non più credibile. La solidarietà verso i poveri deve avere radici a forma di croce, altrimenti è solo filantropia.
Non crede che a questo strano imbarazzo abbia contribuito anche una certa rinuncia allo slancio missionario, all’ansia di predicare il Vangelo e promuovere la conversione degli uomini che non hanno ancora conosciuto Cristo?
C’è un cattolicesimo progressista che considera comunicare Cristo una violenza. Ma questa idea non appartiene certo alla Chiesa. Giovanni Paolo II ha in realtà promosso da tempo una nuova evangelizzazione, e spesso se ne sente parlare. Il problema è che, in perfetta buona fede, siamo abituati a pensare la missione come un compito, una cosa che facciamo noi uomini. Il cardinal Ratzinger a proposito dei primi cristiani ci ricorda come il cristianesimo si diffuse per contagio, non per una strategia studiata a tavolino. Dobbiamo prestare attenzione a ciò che Gesù fa nella storia, perché siamo dentro un disegno guidato da altri.
Osservando commossi i cattolici perseguitati nel mondo, ci accorgiamo che la Chiesa è l’unico luogo in cui tutte le miserie vengono accolte, la verità viene difesa senza per altro contestare l’ordine costituito. È la forza della Grazia, che davvero sovrabbonda e sopravanza ogni nostro limite.
Fonte: Il Timone n. 19, Maggio/Giugno 2002
PER APPROFONDIRE
– Antonio Socci, I nuovi perseguitati. Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio, ed. Piemme
– www.antoniosocci.com (il sito ufficiale di Antonio Socci) http://www.amicideltimone-staggia.it/it/articoli.php?id=26
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Non esistono i martiri della Tv, “Molti di voi avrebbero preferito un martire prima dell’ora di cena, invece avete un direttore che se ne va in un paese libero, e al massimo vi toccherà una striscia con Michele”. L’editoriale che sogniamo di Bianca Berlinguer – di Giuliano Ferrara
di Giuliano Ferrara, 5 Agosto 2016 Non esistono i martiri della Tv, Bianca Berlinguer Mi hanno anticipato l’editoriale di Bianca Berlinguer, direttore uscente del Tg3. Ecco il testo.
“Cari telespettatori, ho diretto questo telegiornale per sette anni. L’ho diretto con Berlusconi, con Monti, con Letta, con Renzi. Nessuno mi ha mai dato fastidio, in senso politico. Presidenti e direttori generali della Rai hanno fatto il loro lavoro e io il mio. Ho parlato attraverso mille servizi, collegamenti, show, notiziari vari, delle lotte sociali, dell’economia, dell’industria, dei migranti, del terrorismo, di come va il mondo, delle guerre, degli americani, dei califfi, dei papi, delle battaglie parlamentari, dei cambi di governo, dei tycoon, dei tecnocrati, del fenomeno Royal Baby, sempre dicendo con compostezza e spero anche con grazia più o meno quel che pensavo si dovesse dire sul momento. Ho scelto i miei collaboratori con un grado notevole di autonomia. Ho realizzato la mia linea editoriale, curato personalmente i servizi, i commenti, le ospitate. Ho le mie idee, le mie simpatie, le mie connessioni, dentro e fuori il Pd, nell’azienda in cui lavoro e nel mondo della politica, ma non ho fatto di tutto questo un palloccoloso collante di potere e di magheggi. Ho occupato direttamente la scena, perché mi piace andare in video e credo di saperlo fare, e si è visto sempre dove stavo nel campo del conflitto politico tra amico e nemico. Nessuno ne ha fatto particolare scandalo, salvo qualche episodio di intolleranza o di partigianeria o di faziosità, ma robetta. Succede anche alla Bbc, dove per la verità succede perfino di peggio (oltre che di meglio, ovvio).
Ora lascio la direzione, il che è appena normale, e mi viene proposta una striscia quotidiana di mezz’ora a ridosso del Tg3, mi avvarrò della competenza e dell’esperienza di Michele Santoro, un tipetto che conoscete da anni e che non è precisamente la figura del secondino incaricato di imprigionarmi nella linea governativa e renzianamente corretta. Anzi, è più tribuno di quanto lo sia io, dovrò cercare di moderarlo. Spazio ce ne sarà, infatti alla striscia il dg della Rai ha aggiunto per me due seconde serate che raccordate all’intervento informativo quotidiano promettono bene. Potremo parlare senza problemi del referendum sulle riforme costituzionali e giocare sul ‘sì’ e sul ‘no’ con una certa libertà. Faremo gli ambientalisti e i socialisti quanto ci pare. Daremo peso all’Italia in cui ci riconosciamo e castigheremo l’Italia e il mondo che non ci piacciono, anche senza necessariamente abusare dei nostri ruoli di servizio pubblico.
Ma, insomma, cari telespettatori, abbiamo esperienza, è da anni che parliamo in tv di quanto poco ci facciano parlare in tv, da anni che esercitiamo piena libertà politica e ovviamente proclamiamo che la libertà ci viene negata, è da molti anni che facciamo se necessario i fatti nostri, e quando ci va coltiviamo pregiudizi e sentimenti malmostosi di rivalsa e di vendetta verso quelli che consideriamo i nostri nemici, magari facendo l’apologia del perdono e della riconciliazione, bè , mica siamo perfetti, ma neanche gli altri sono perfetti. Ecco, cari amici vicini e lontani, come vedete non sto a fare la martire, non ce n’è di che, sarebbe ridicolo da parte mia. Pensate a come stanno messi i giornalisti turchi, e ditemi voi se in Italia, dove facciamo il bello e il cattivo tempo, possiamo permetterci il lusso morale di considerarci vittime della brutalità censoria dello stato. Sì, lo so, molti di voi avrebbero preferito un martire prima dell’ora di cena, invece avete un direttore che se ne va in un paese libero, e al massimo prima di cena vi toccherà d’ora in avanti la mia striscia con Michele. Baci”.
Ma che brava Bianca, non capisco perché Laura Cesaretti la sfotta chiamandola sempre Biancaneve.
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Sette martiri per occhi ciechi [ SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! ] E’ la lezione di un gigante dell’umanesimo contemporaneo come René Girard: “Viviamo nel secolo del martirio”. Si fatica persino a metterle in fila le notizie sulle sanguinose persecuzioni … 10/07/2009
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SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Il Papa sui martiri etiopi: “Il loro sangue è testimonianza che grida per farsi sentire” “Non fa alcuna differenza che le vittime siano cattolici, copti, ortodossi o protestanti. Il loro sangue è uno medesimo nella loro confessione di Cristo! Il sangue dei nostri fratelli e delle nostre sorelle cristiani è …
21/04/2015
L’esercito dei martiri
“Il martire scrive col sangue la sua fede: proclama, col suo sacrificio, che la verità ch’egli possiede e per la quale si lascia uccidere, vale più della sua vita temporale, perché la fede è la sua nuova vita …
Chiesa 01/08/2016
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L’islam, la chiesa e quella versione un po’ semplicistica del pacifismo francescano. “La vita della Chiesa ha sempre avuto dentro sia san Francesco sia i guerrafondai”, ha detto al Corriere Giorgio Vittadini in vista del Meeting di Rimini. Rimuginando però mi sono insospettito e sono andato a controllare le fonti. Sorpresa… di Antonio Gurrado 17 Agosto 2016 “La vita della Chiesa ha sempre avuto dentro sia san Francesco sia i guerrafondai”, ha dichiarato al Corriere Giorgio Vittadini in vista del Meeting di Rimini, a riprova del fatto che sotto le parvenze dell’odierna guerra di religione si nasconde una lotta di potere ideologica ed economica. Questa contrapposizione fra chi anela alla pace francescana e gli egemonisti rimestatori di conflitti è talmente radicata nella visione cristiana che, sulle prime, l’ho data per scontata; rimuginando però mi sono insospettito e sono andato a controllare le fonti. Tommaso da Celano dice che san Francesco s’imbarcò clandestino per la Siria pur d’intervenire lì dove “ogni giorno si combattevano dure battaglie tra cristiani e pagani”, cioè musulmani; e che, giunto al cospetto del Sultano, non gli propose di far cessare le ostilità con una cerimonia interreligiosa ma volle parlare con fermezza e coraggio “a coloro che facevano ingiuria alla legge cristiana”.
I Fioretti riferiscono poi che questo “Soldano di Babilonia”, l’egiziano Melek-al-Kamel, avrebbe gradito convertirsi ma non poté per via della propria gente: “Se costoro il sentissono”, disse al missionario, “eglino ucciderebbero me e te con tutti i tuoi compagni”. Si trattava infatti di “sì crudeli uomini, che niuno cristiano che vi passasse potea scampare che non fosse morto”; a San Francesco e ai suoi andò bene poiché vennero soltanto “presi, battuti e legati”. Sia per i Fioretti sia per fra’ Tommaso, San Francesco andò a fronteggiare l’islam “arso dal desiderio di sacro martirio”, perifrasi che, per quanto siano passati più di settecento anni, resta quanto meno singolare per indicare una lotta di potere ideologica ed economica.
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Papa Francesco studi la storia degli yazidi per capire che la guerra di religione esiste, Due anni fa Nadia Murad e altre migliaia di donne furono catturate, torturate e stuprate dagli islamisti dello Stato islamico. Nel dicembre del 2015 è stata invitata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Da quel giorno chiede di gridare allo scandalo, di non coprirsi gli occhi, di non girarsi dall’altra parte quando si descrive l’orrore di una guerra di religione. di Claudio Cerasa. Nadia Murad è una ventiduenne irachena di religione yazida e due giorni fa ha rilasciato una meravigliosa intervista al Time per ricordare la sua storia, due anni dopo una data drammatica che dovrebbe essere scolpita nella memoria di chi nega che quella di oggi sia una guerra di religione: quattro agosto del 2014. Nadia Murad, nell’agosto di due anni fa, fu una delle cinquemila donne rapite dai soldati dello Stato islamico. In quella notte, nel nord dell’Iraq, nella regione di Sinjar, vennero rapiti 6.140 yazidi infedeli e a ognuno di loro venne data una possibilità di salvezza: convert or die, convertiti o muori. In quella notte migliaia di donne furono catturate dagli islamisti e Nadia Murad, come tutti gli altri, era parte del bottino di guerra. Fu torturata e stuprata. Vide morire con i propri occhi sua madre e i suoi sei fratelli. Dopo qualche mese venne trascinata a Mosul con altre 150 giovani della sua età. A tutte venne imposto il cambio di religione (ma non è una guerra di religione). Le donne vennero ancora stuprate fino a perdere i sensi. Ai bambini, che Nadia ricorda fossero più di mille, venne fatto il lavaggio del cervello per farli diventare futuri guerriglieri. In tutto, in quei giorni, gli yazidi rapiti e ridotti in schiavitù furono circa 10 mila. Dopo tre mesi, Nadia riuscì a scappare dall’inferno costruito su misura dallo Stato islamico contro un popolo infedele. E’ arrivata in Germania, a Stoccarda. Nel dicembre del 2015 è stata invitata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Da quel giorno si è trasformata nella Ayaan Hirsi Ali del suo popolo. Chiede di gridare allo scandalo, di non coprirsi gli occhi, di non girarsi dall’altra parte quando si descrive l’orrore di una guerra di religione. Una guerra che qualcuno vuole negare, minimizzare, ridurre a semplice follia inspiegabile, magari generata da un mondo drogato dai vizi del dio denaro, ma che purtroppo esiste e che è ben rappresentata dalla storia di Nadia Murad: una donna che crede nella propria religione e che ha rischiato la propria vita perché considerata infedele da chi combatte in nome di un’altra religione.
Nel novembre del 2015 Sinjar è stata liberata dall’Isis dai peshmerga curdi e dai soldati iracheni sostenuti dall’aviazione americana ma nonostante questo i massacri non sono finiti. Poco più di un mese fa diciannove yazide sono state bruciate vive dentro una gabbia di metallo a Mosul, capitale del Califfato in Iraq, per essersi rifiutate di concedersi come schiave sessuali ai combattenti dell’Isis. Nel 2014 ci fu molto clamore per il massacro di Sinjar. Due anni dopo Nadia denuncia un silenzio scioccante. Che riguarda un mondo islamico che non riesce a essere compatto di fronte ai massacri commessi in nome dell’islam – per i wahabiti gli yazidi sono apostati, per i sunniti sono adoratori del diavolo. Che riguarda una parte del mondo femminista che in nome dell’islamicamente corretto ha rinunciato a essere compatto nella condanna degli abusi perpetrati sulle donne nel nome dell’islam. Che riguarda anche un occidente silente che riducendo la guerra di religione a un problema legato al disagio sociale non aiuta le Nadia Murad a realizzare il proprio sogno: non restare in silenzio di fronte all’orrore. Nadia Murad ha chiesto di incontrare il Papa. E chissà che guardando negli occhi di Nadia, Francesco non si renda conto che la guerra in corso è contro tutte le religioni infedeli, contro le quali combatte un esercito che uccide non in nome dell’odio per il capitalismo ma in nome di alcuni versetti del Corano. Ci vuole una Nadia in Vaticano, per dimostrare che chi guida la chiesa non ha intenzione di rimanere in silenzio di fronte agli orrori del nuovo totalitarismo. Un secolo fa, gli yazidi di Sinjar salvarono migliaia di cristiani mentre venivano massacrati dalle forze turche ottomane. Oggi tocca a noi.
5 Agosto 2016 http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/08/05/news/papa-francesco-studi-la-storia-degli-yazidi-per-capire-che-la-guerra-di-religione-esiste-102496/
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SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Si cita Ratisbona, che però fu un discorso rivolto in primo luogo all’occidente: “E’ vero, ma quella parte sull’islam Ratzinger l’ha voluta dire, non lo si può negare”. E la verità è che “l’islam è un’ideologia travestita da religione, l’hanno riconosciuto perfino persone illuminate di quel mondo”. Ma un cattolico non dovrebbe seguire il Papa, cioè Pietro? “Io obbedisco alla mia coscienza. Anche il beato Newman la pensava così. E’ lui che scrisse ‘Se fossi obbligato a introdurre la religione nel brindisi dopo un pranzo, brinderò prima alla coscienza e poi al Papa. Anche l’allora cardinale Ratzinger ripeté, in un incontro a Siena negli anni Novanta, questa massima”. E’ Newman ad aver parlato della coscienza come eco della voce di Dio, definendola ‘l’originario vicario di Cristo’”. http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/08/24/news/il-caso-socci-103119/
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Economia e finanza, ecco perché Francesco è lontano anni luce da Benedetto XVI, In Caritas in Veritate, anche Benedetto XVI condanna le storture e le devianze che talvolta appartengono alla nostra economia. Ma allo stesso tempo riconosce nel mercato una struttura che ha permesso di aprire maggiori possibilità ai paesi sottosviluppati, di far cadere le frontiere e di essere motore di una pacificazione sempre maggiore. di Michele Silenzi
7 Agosto 2016 Economia e finanza, ecco perché Francesco è lontano anni luce da Benedetto XVI, Papa Francesco e Papa Ratzinger, L’enciclica di Benedetto XVI Caritas in Veritate, promulgata nel 2009 nel pieno della tempesta finanziaria, in cui l’analisi del ruolo dell’economia nel mondo è centrale, andrebbe riletta oggi alla luce del costante attacco portato da Papa Francesco nei confronti di tutto quello che può essere riconosciuto come un sistema capitalista e liberale. Nelle sue ultime dichiarazioni, il Papa ha paragonato il nostro modello economico al terrorismo, anzi, lo ha definito “il primo terrorismo” perché genererebbe le condizioni di disagio da cui poi si propaga il terrorismo armato (mai definito per quello che è, ovvero di matrice islamista). In Caritas in Veritate non c’è un’esaltazione del mercato o della concorrenza, siamo sempre all’interno della dottrina sociale della chiesa. Inoltre ci sono aspetti dell’enciclica che non farebbero felice un liberale, in particolare l’auspicato rafforzamento dello Stato come organo di giustizia sociale e redistributiva. Ma, come tutta l’opera di Benedetto XVI, anche questa enciclica è rivolta al modo in cui la fede e l’esperienza cristiana devono confrontarsi con una ragione che abita e si confronta con la realtà del mondo contemporaneo. In Caritas in Veritate si leggono dei giudizi lontani dalle dichiarazioni di Francesco. Ad esempio, quando Benedetto XVI parla del processo di globalizzazione, scrive “nato dentro i Paesi economicamente sviluppati, questo processo per sua natura ha prodotto un coinvolgimento di tutte le economie. Esso è stato il principale motore per l’uscita dal sottosviluppo di intere regioni e rappresenta di per sé una grande opportunità”. E ancora, riguardo allo sviluppo economico, “È vero che lo sviluppo c’è stato e continua ad essere un fattore positivo che ha tolto dalla miseria miliardi di persone e, ultimamente, ha dato a molti Paesi la possibilità di diventare attori efficaci della politica internazionale”.
Un discorso simile vale per il mercato, che non è visto soltanto come il ricettacolo dei peggiori istinti umani in cui si compie lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, come dà a intendere Papa Francesco, e in cui il denaro è lo sterco del demonio. In Caritas in Veritate, anche Benedetto XVI condanna le storture e le devianze che talvolta appartengono alla nostra economia. Ma allo stesso tempo riconosce nel mercato una struttura che ha permesso di aprire maggiori possibilità ai paesi sottosviluppati, di far cadere le frontiere e di essere motore di una pacificazione sempre maggiore grazie alla sua capacità di unire e di far incontrare le diversità. Scrive Joseph Ratzinger che “il mercato, se c’è fiducia reciproca e generalizzata, è l’istituzione economica che permette l’incontro tra le persone, in quanto operatori economici che utilizzano il contratto come regola dei loro rapporti e che scambiano beni e servizi tra loro fungibili, per soddisfare i loro bisogni e desideri. La società non deve proteggersi dal mercato, come se lo sviluppo di quest’ultimo comportasse ipso facto la morte dei rapporti autenticamente umani”.
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A lezione di Europa da Ratzinger Benedetto XVI raduna gli ex allievi sulla crisi del Vecchio continente. Protagonista l’ebreo Weiler, che difese il crocifisso a Strasburgo. Per il Centro Schuman, il cristianesimo è diventato una “religione vicaria”. di Giulio Meotti
20 Agosto 2016 a lezione di Europa da Ratzinger Benedetto XVI Roma. Il Ratzinger-Schülerkreis è il circolo composto da quaranta ex allievi di Benedetto XVI che una volta l’anno s’incontrano col loro antico professore di Teologia per discutere di un tema. L’incontro si tiene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre a Castel Gandolfo. Un anno fa, Benedetto XVI scelse di riflettere sul tema “Come parlare oggi di Dio”, con la partecipazione del filosofo ceco Tomas Halik. Quest’anno, dal 26 al 28 agosto, Ratzinger ha scelto come tema la “Crisi dell’Europa”. Crisi religiosa e culturale, prima che politica. Quest’anno, per motivi di salute, Benedetto XVI non celebrerà la messa. E’ lo stesso Benedetto a scegliere ogni anno il tema, approvandone i relatori. Stavolta ci sarà il costiuzionalista ebreo Joseph Weiler, che ha coniato l’espressione “Cristofobia”, attribuendo alla cattiva influenza della generazione del Sessantotto le origini del “laicismo” che poi sarebbe divenuto “ideologia dominante dell’Unione europea”.
Fu a Weiler che l’Italia affidò la difesa del crocifisso nelle aule scolastiche di fronte alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Gli incontri con gli ex allievi risalgono al 1977, quando Ratzinger divenne arcivescovo di Monaco. Sono andati avanti quando fu eletto Papa, nel 2005, e anche dopo la sua rinuncia. Quest’anno il professor Weiler parlerà sul tema: “Your Holiness, if you will allow me to respond… on the spiritual crisis of Europe” (Santità, mi consenta di rispondere: sulla crisi spirituale dell’Europa). Il vescovo emerito Egon Kapellari interverrà invece sul tema “Alte und neue Herausforderungen für die Christen auf dem Bauplatz Europa” (Sfide veccchie e nuove per i cristiani nel cantiere Europa).
Al tema della secolarizzazione e del destino del cristianesimo in Europa dedica un paper anche il Centro Schuman, che prende il nome da uno dei padri nobili dell’Unione europea, il teorizzatore di quella “Europa delle cattedrali” come fondamento dell’identità del Vecchio continente. Spiega il professor Evert van de Poll nel paper per il Centro Schuman che “anche nella società pluralista, multiculturale, dove l’umanesimo secolarista domina la sfera pubblica, molte persone non cristiane mantengono un legame, spesso inconsapevole e indiretto, con il cristianesimo”. Il cristianesimo minoritario diventa così “religione vicaria”, un termine introdotto da Danièle Hervieu-Léger, sociologa francese della religione. “La chiesa incarna la memoria religiosa collettiva di tutta la nazione, comprese le persone che non praticano la religione cristiana”, scrive Van de Poll.
“La gente apprezza che ci sono chiese. Inoltre, le vedono in relazione con la storia del loro paese. La chiesa fa parte del patrimonio culturale nazionale”. A questo è collegata l’idea che il cristianesimo sia la “religione di default” degli europei. “Tradizioni cristiane permangono nel subconscio collettivo del popolo europeo. Nonostante la massiccia secolarizzazione e lo sviluppo di una società multi-religiosa, l’Europa è ancora cristiana. Il cristianesimo ha lasciato in Europa un ricco patrimonio culturale di valori, idee e immagini, espressioni artistiche, tradizioni, feste, rituali di nozze e funerali, di costumi sociali locali, simboli. Per questo anche persone secolarizzate si oppongono alla distruzione di una cappella, perché la considerano un bellissimo elemento del patrimonio culturale”.
Tuttavia l’Europa delle cattedrali di cui parlava Schuman sta per essere mangiata dall’edera. Basta sfogliare la collezione fotografica dell’artista francese Maxime Cotte, partito da Grenoble per testimoniare lo stato di abbandono delle chiese europee. Le fotografie sono state pubblicate ieri dal Daily Mail. “Le grandi chiese d’Europa sono lasciate marcire”, si legge. Francia, Belgio e Italia i luoghi più importanti visitati da Cotte. Detriti, affreschi che cadono a pezzi, crocifissi accatastati, piante che si arrampicano sugli altari e una tenue luce che brilla ancora attraverso le vetrate di una chiesa ormai vuota.
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Non c’è Europa senza Cristo ] [ pornocrazia dittatura laicista dogma darwin gender ] L’anima cristiana del continente nel disegno dei padri fondatori. La profezia di Romano Guardini: “Se perde questa sua essenza, non avrà più nulla da significare” di Matteo Matzuzzi Il problema, mai come ora così attuale e decisivo, è capire cosa è l’Europa. Parlando a Berlino nel 2000, in pieno dibattito sulla necessità (o meno) di riconoscere l’impronta giudaico-cristiana nella Costituzione europea, Ratzinger spiegò che l’Europa è in primo luogo un concetto culturale e storico, e solo in un secondo tempo indica una realtà geografica. Guardini l’aveva anticipato di quasi mezzo secolo. Già settantenne, il teologo e filosofo italo-tedesco, parlando all’Università di Monaco, chiariva che “l’Europa non è un complesso puramente geografico, né soltanto un gruppo di popoli, ma un’entelechia vivente, una figura spirituale operante”.
Un qualcosa in movimento, dunque, che si è sviluppato una storia “che passa per quattromila anni e a cui non si può finora paragonare nessun’altra ricchezza di personalità come di forze, in audacia d’azioni come in profondi movimenti di destini sperimentati, in ricchezza di opere prodotte come in pienezza di significato immessa in ordini di vita creati”. Certo, avvertiva Guardini, “nessuna forma di vita è eterna”. Tuttavia, “la struttura essenziale europea c’è; la vediamo anzi in ogni gesto, la percepiamo in ogni parola, la sentiamo con intensità nuova, dolorosa in noi stessi. Così siamo fiduciosi che continuerà e sarà soggetto di storia”. A patto che esamini “se stessa con la più decisa serietà” e rifletta “sul suo proprio essere”. Si tratta semmai di ridestarla, di considerare le tante cattedrali che pullulano le città non solo come vecchi musei, ma come simbolo di una grande storia comune. Utile sarebbe, forse, “farla finita con la neutralizzazione di ogni religione e di ogni etica sostantiva”, come diceva a questo giornale il cardinale Angelo Scola il 4 agosto. Le religioni, aggiungeva l’arcivescovo di Milano, “non vanno pensate come soggetti che cercano tutele, ma come realtà vitali capaci di sviluppare una soggettività pubblica, liberamente assunta e il più possibile cordialmente dialogata. In quest’età post secolare in cui, con la modernità, è stato abbandonato il riferimento a Cristo come senso di un cammino, bisogna riconoscere che tutti i tentativi fatti per sostituirlo sono falliti. Basti rifarsi al discorso del crollo delle grandi narrazioni”.
Manca, scriveva Guardini nel lontano 1955, “ciò che è più intimamente decisivo: la figura di Cristo. E non nel senso che un determinato gruppo di popoli l’avrebbe accolto come maestro religioso, il loro carattere peculiare però sarebbe stato determinato anche senza questo; ma diventò ciò che è, perché il suo spirito per quasi due millenni fu attivo fin nella loro più intima profondità e nella loro più delicata finezza”. L’essere di Cristo, continuava il teologo, “ha liberato il cuore all’uomo europeo. La sua personalità gli ha dato la capacità straordinaria di vivere la storia e di esperire il destino. La sua serietà, che lo volesse o no, ha sostenuto l’opera dello spirito europeo”. Affermazioni nette che paiono stridere con lo stato dell’Europa odierna, mostro burocratico più che casa dei popoli, incapace di rispondere alle sfide essenziali che le si pongono dinanzi e che giorno dopo giorno è minacciata da venti ostili che ne preconizzano lo sgretolamento finale.
Non è un caso che alla questione sia dedicato l’annuale incontro degli allievi del professor Ratzinger, che si stanno incontrando proprio in questi giorni a Castel Gandolfo per discutere proprio di Europa. Alla fine, come sempre, il tema è stato scelto da Benedetto XVI, benché “con una certa esitazione”, ha rivelato padre Stephan Horn, coordinatore dello Schülerkreis, in un’intervista concessa ad Acistampa. “Quando lo ha scelto, ha posto la domanda: ‘E’ ancora viva l’Europa? C’è ancora una Europa? Esiste veramente l’Europa?’”. Affermazioni che rievocano quelle di Papa Francesco, pronunciate all’atto di ricevere il prestigioso premio Carlo Magno, lo scorso maggio: “Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”.
Non è banale pessimismo, quello di Bergoglio e Ratzinger, bensì la necessità di comprendere fino a che punto il concetto “post europeo” e “anti europeo” di ragione autonoma abbia finito per compromettere non solo le fondamenta dell’ideale comunitario ma anche i pilastri su cui s’erge ogni società umana. Nel celebre discorso tenuto da Ratzinger a Norcia il 1° aprile del 2005, l’allora prefetto della congregazione per la Dottrina della fede tornò sul dibattito circa la menzione delle radici cristiane nel preambolo della Costituzione europea. “L’affermazione che la menzione delle radici cristiane dell’Europa ferisce i sentimenti dei molti non cristiani che ci sono in Europa, è poco convincente, visto che si tratta prima di tutto di un fatto storico che nessuno può seriamente negare”. Naturalmente, proseguiva Ratzinger, “questo cenno storico contiene anche un riferimento al presente, dal momento che, con la menzione delle radici, si indicano le fonti residue di orientamento morale, e cioè un fattore d’identità di questa formazione che è l’Europa”. Ma la domanda è: “Chi verrebbe offeso? L’identità di chi viene minacciata? I musulmani, che a tale riguardo spesso e volentieri vengono tirati in ballo, non si sentono minacciati dalle nostre basi morali cristiane, ma dal cinismo di una cultura secolarizzata che nega le proprie basi. E anche i nostri concittadini ebrei non vengono offesi dal riferimento alle radici cristiane dell’Europa, in quanto queste radici risalgono fino al monte Sinai: portano l’impronta della voce che si fece sentire sul monte di Dio e ci uniscono nei grandi orientamenti fondamentali che il decalogo ha donato all’umanità. Lo stesso vale per il riferimento a Dio: non è la menzione di Dio che offende gli appartenenti ad altre religioni, ma piuttosto il tentativo di costruire la comunità umana assolutamente senza Dio”. Le motivazioni erano ben altre, “più profonde”, sottolineava: “Presuppongono l’idea che soltanto la cultura illuminista radicale, la quale ha raggiunto il suo pieno sviluppo nel nostro tempo, potrebbe essere costitutiva per l’identità europea”. Una cultura in cui “possono coesistere differenti culture religiose con i loro rispettivi diritti, a condizione che e nella misura in cui rispettino i criteri della cultura illuminista e si subordino a essa”.
Una cultura che “è dfeinita dai diritti di libertà”, che “parte dalla libertà come un valore fondamentale che misura tutto”, compresa la libertà della scelta religiosa”. Il divieto di discriminazione, sempre incluso in quella cultura, “può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa”. Ma, aggiungeva infine Ratzinger, “la concezione mal definita o non definita affatto di libertà, che sta alla base di questa cultura, inevitabilmente comporta contraddizioni; ed è evidente che proprio per via del suo uso (un uso che sembra radicale) comporta limitazioni della libertà che una generazione fa non riuscivamo neanche a immaginarci. Una confusa ideologia della libertà conduce a un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà”.
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Non c’è Europa senza Cristo ] [ pornocrazia dittatura laicista dogma darwin gender ] L’anima cristiana del continente nel disegno dei padri fondatori. La profezia di Romano Guardini: “Se perde questa sua essenza, non avrà più nulla da significare” di Matteo Matzuzzi
29 Agosto 2016 Non c’è Europa senza Cristo, La facciata della Cattedrale di Rouen L’Europa, in fin dei conti, ha iniziato a crollare definitivamente nei primi anni Duemila, quando il presidente della Convenzione europea, l’organismo incaricato di studiare una Costituzione per l’Unione, Valéry Giscard d’Estaing, rifiutò di aprire una lettera che Giovanni Paolo II gli aveva fatto recapitare. Un messaggio in cui il vecchio Papa polacco implorava quantomeno di considerare l’inserimento d’un riferimento alle radici giudaico-cristiane del continente nel testo poi abortito. “E’ bene che la tenga in tasca e non me la consegni”, avrebbe detto Giscard al latore della missiva secondo quando ebbe a dire monsignor Rino Fisichella, citando fonti fidate. Quel gesto dell’ex capo dello stato francese non era un semplice barcamenarsi tra gli opposti interessi e il mantra laicista tanto in voga a Bruxelles, che si cullava nella convinzione che il multiculturalismo e l’applicazione di ricette tutte concordi nel ricacciare la religione a fatto privato – quasi fosse l’iscrizione a un club di caccia – avrebbero portato in terra il regno della pace perpetua. Rifiutare quella lettera significava rimuovere le fondamenta stesse del progetto comunitario, che aveva nel fatto cristiano il suo pilastro fondamentale. Questa, almeno, era l’Europa immaginata da Robert Schuman, uno dei suoi padri fondatori il cui nome tanto campeggia sulle facciate dei palazzi e cui tante vie e piazze sono dedicate nel cuore politico dell’Unione. L’Europa che “o sarà cristiana o non sarà”, frase poi ripresa decenni più tardi proprio da Giovanni Paolo II.
Schuman aveva pensato un’Europa fondata non tanto e solo sul collante economico, bensì sul comune terreno culturale, che a suo giudizio non poteva fare a meno del portato valoriale incarnato dal cristianesimo. “Tutti i paesi europei sono permeati dalla civiltà cristiana. Essa è l’anima dell’Europa che occorre ridarle”, disse, quando ancora le chiese erano popolate e a nessuno veniva in mente di proporre la rimozione della croce dallo stendardo di Tolosa perché offensiva nei confronti dei fedeli di altre religioni (o culti, come più sobriamente si dice oltralpe). L’Europa delle cattedrali (definizione sempre di Schuman) come emblema caratterizzante di quel che avrebbe dovuto essere, insomma. Ma la visione dello statista francese – al pari di quella di Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi – era laica: niente a che vedere con rivendicazioni confessionali o con intenzioni più o meno manifeste di imporre il cristianesimo quale religione comunitaria. Nessuno spirito di revanche crociata né desiderio di brandire vessilli identitari a definire un fortino da purificare e preservare da attacchi e infiltrazioni esterne.
una visione che sarebbe stata condivisa dal teologo Romano Guardini, che nelle sue dense ma al contempo brevi riflessioni sull’Europa (raccolte qualche anno fa dalla casa editrice Morcelliana) delineava le basi per una costruzione comune che potesse avere successo e respiro. “Se quindi l’Europa deve esistere ancora in avvenire, se il mondo deve ancora aver bisogno dell’Europa”, scriveva Guardini, “essa dovrà rimanere quella entità storica determinata dalla figura di Cristo, anzi, deve diventare, con una nuova serietà, ciò che essa è secondo la propria essenza. Se abbandona questo nucleo, ciò che ancora di esse rimane, non ha molto più da significare”. Silvano Zucal, grande esperto della materia e che di quella raccolta scrisse la premessa, osservò che le meditazioni di Guardini, “frutto di una riflessività e d’una originalità straordinarie, dicono che solo l’Europa poteva diventare non solo un ‘destino’ di ricomposizione per la sua personale identità duale, ma anche un compito etico da consegnare al futuro dei popoli europei fuoriusciti dall’epoca tragica segnata dalle guerre, dai totalitarismi e dalla macchia indelebile della Shoah”.
Già nel 1980, in un’omelia tenuta a Cracovia, l’allora cardinale Joseph Ratzinger (a Guardini assai legato, tanto da citarlo perfino nel suo ultimo discorso prima di lasciare per sempre il Palazzo apostolico, nel 2013) diceva che “ogni popolo europeo può e deve riconoscere che la fede ha creato la propria patria e che perderemmo noi stessi sbarazzandoci della nostra fede”. Si trattava di ribadire il concetto che l’Europa com’è oggi, sopravvissuta a secoli di guerre e disfacimenti di piccoli e grandi principati, è opera della fede cristiana insieme alla filosofia greca e al pensiero romano.
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“L’occidente è diventato la tomba di Dio”. Il j’accuse dal cardinale Sarah [ pornocrazia dogma darwin gender ] “La cultura occidentale si è organizzata come se Dio non esistesse. Siamo noi ad averlo ucciso. L’uomo non sa più né chi sia né dove vada”. Il testo completo sull’ultimo numero di Vita e Pensiero di Matteo Matzuzzi. 12 Gennaio 2017 “La vera crisi che attraversa ora il nostro mondo non è essenzialmente economica o politica, ma è una crisi di Dio e nello stesso tempo una crisi antropologica”, scrive il cardinale Robert Sarah prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in una riflessione pubblicata sull’ultimo numero della rivista Vita e Pensiero, oggi in uscita. “Certo, oggi si parla solo di quella economica: nello sviluppo della potenza dell’Europa – dopo i suoi orientamenti originali più etici e religiosi – l’interesse economico è diventato determinante, in modo sempre più esclusivo”. “La cultura occidentale – scrive Sarah – si è progressivamente organizzata come se Dio non esistesse: molti oggi hanno deciso di fare a meno di Dio. Come afferma Nietzsche, per molti, in occidente, Dio è morto. E siamo noi ad averlo ucciso, noi siamo i suoi assassini e le nostre chiese sono le cripte e le tombe di Dio. Un buon numero di fedeli non le frequentano più, non vanno più in chiesa, per evitare di sentire la putrefazione di Dio; ma così facendo, l’uomo non sa più né chi sia né dove vada: vi è una sorta di ritorno al paganesimo e all’idolatria; la scienza, la tecnologia, il denaro, il potere, il successo, la libertà a oltranza, i piaceri senza limiti sono, oggi, i nostri dei”.
La preghiera è silenzio, il troppo rumore allontana l’uomo da Dio
“Non si può che restare impressionati dal silenzio di Gesù di fronte al Sinedrio, al governatore romano Pilato e al re Erode. Il vero e buon silenzio appartiene sempre a chi vuole lasciare il proprio posto agli altri, e soprattutto al totalmente altro, a Dio”. Il cardinale prefetto della Congregazione per il Culto divino riflette sul valore dell’ascesi cristiana. E’ dunque necessario mutare prospettiva, spiega il cardinale guineano: “Dobbiamo ricordare che in Dio ‘viviamo, ci muoviamo ed esistiamo’ (At 17,28). In Lui, tutto sussiste. Egli è il Principio, sede di ogni Pienezza, ci dice san Paolo; fuori di Lui, nulla regge: ogni cosa ritrova in Dio il proprio essere e la propria verità, ovvero è Dio o niente. Certo, esistono problemi enormi, situazioni spesso dolorose, un’esistenza umana difficile e angosciante; eppure dobbiamo riconoscere che è Dio a dare senso a ogni cosa. Le nostre preoccupazioni, i nostri problemi, le nostre sofferenze esistono e ci preoccupano, ma sappiamo che tutto si risolve in Lui, sappiamo che è Dio o niente, e lo percepiamo come un’evidenza che si impone a noi non dall’esterno, ma dall’interno dell’anima, perché l’amore non si impone con la violenza, ma seducendo il cuore con una luce interiore”.
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SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Accanto alla chiesa giovane e dinamica, c’è anche quella antichissima che affonda le radici nell’immediato dopo Cristo. Ci sono i milioni di copti egiziani che da secoli vivono da minoranza più o meno tollerata nel paese arabo più popolato al mondo, custodi della chiesa fondata da San Marco evangelista che ad Alessandria pose le basi della sua predicazione, prima di essere martirizzato con una corda stretta attorno al collo. Centinaia di chilometri più a sud, nell’Etiopia scampata all’invasione islamica, s’annidano ancora vecchi monasteri dislocati qua e là tra gli altipiani. “La mia chiesa è la più antica del mondo e la sua fondazione risale direttamente al tempo di Gesù, attorno all’anno 35, subito dopo la sua morte e resurrezione”, raccontava qualche anno fa a Jesus abuna Paulos, patriarca della chiesa ortodossa etiope, scomparso tre anni fa. Chiesa antica ma viva: “Abbiamo cinquantamila e più chiese in tutto il paese. I nostri giovani vengono regolarmente a messa, con presenze pari al settanta per cento. In tutto, considerata la costanza con cui le fasce adulte e anziane vengono al culto, sfioriamo l’ottante per cento di popolo a messa ogni domenica”. Come per l’Egitto, anche in Etiopia è fondamentale la presenza dei monasteri, eremi che hanno resistito alle traversie della storia: “Sempre più giovani chiedono di diventare monaci. Abbiamo milleduecento monasteri in tutto il paese e circa cinquecentomila religiosi. Abbiamo quarantacinque milioni di fedeli, se si calcolano i tantissimi cristiani etiopici che vivono all’estero”. Il mese scorso, Papa Francesco ha voluto riconoscere il valore della chiesa cattolica locale che, seppur piccola e minoritaria, rappresenta uno di quei “segni” di cui aveva parlato mons. Teissier. L’arcieparca di Addis Abeba, mons. Berhaneyesus Demerew Souraphiel, è stato creato cardinale. Il secondo nella storia dell’Etiopia, dopo Paulos Tzadua. Ed è stato proprio il nuovo porporato ad aver spiegato la fede profonda del suo paese: “La gente – ha detto a Radio Vaticana – prende la sua fede sul serio: la fede è un dono di Dio. E vivono così. Affrontano le cose vedendo che se Dio vuole, le cose possono cambiare. Non perdono la speranza. Per questo amano la vita, dal concepimento fino alla morte. E questo è importante”.
L’Africa continente della speranza, serbatoio di fede per l’avvenire che progressivamente vedrà l’Europa inaridita e le sue chiese sempre più vuote. “Mentre si tende a descrivere l’Africa in modo riduttivo e spesso umiliante, come il continente dei conflitti e dei problemi infiniti e insolubili”, al contrario “essa è per la chiesa il continente della speranza, il continente del futuro”, disse Benedetto XVI nel discorso ai membri della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel, ricevuti in udienza nel febbraio del 2012. Non a caso, i vescovi africani si sentono il baluardo contro tutto ciò che possa svilire o appannare il messaggio cristiano così come tramandato nei secoli. Lo si è visto bene al recente Sinodo straordinario sulla famiglia, dove loro hanno fatto da capofila allo schieramento avverso allo Zeitgeist, lo spirito del tempo che tanto di moda va migliaia di chilometri più a nord, dove le chiese hanno le casse piene e le navate vuote. “L’Africa propone all’occidente i suoi valori sulla famiglia, l’accoglienza, il rispetto della vita. Gli ultimi papi hanno avuto grande fiducia nella chiesa d’Africa e questo è un invito a fare la nostra parte”, ha di recente scritto il cardinale guineano Robert Sarah, prefetto della congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, nel libro “Dieu ou Rien” (Fayard). “Affermo solennemente – prosegue il porporato – che la chiesa d’Africa si opporrà fermamente a ogni ribellione contro l’insegnamento di Gesù e del Magistero”. Una chiesa, piagata dalle persecuzioni ma tutt’altro che in ginocchio, come ha ricordato solo qualche settimana fa nel duomo di Milano il cardinale John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, in Nigeria. Lui che ogni giorno conta i morti per mano di Boko Haram, ha dato un messaggio di fiducia a quell’occidente che passa le giornate a spostare presepi e rimuovere campane perché disturbano le coscienze e violano la sacra laicità razionale: “Sono stato in Sant’Ambrogio, sulla tomba del grande vescovo che ha battezzato l’africano Agostino: segno di una eredità che risale sino ai primi che seguirono Gesù. Non è possibile che una Chiesa con questo fondamento non viva”.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! E’ la croce del continente, che si trascina fin dai primi secoli dopo la venuta di Cristo. Non a caso, ricordano i vescovi del luogo, i più antichi testi sui martiri cristiani, gli Acta Martyrum Scillitanorum, sono africani. Si tratta della trascrizione in latino degli atti del processo e della condanna dei membri appartenenti a una comunità cristiana di una città di cui nulla più si sa, avvenuto nell’anno 180. Si tratta dei più antichi documenti di questo genere nella storia della letteratura cristiana. Fu proprio il vescovo Claverie, quasi presentendo il compimento tragico della sua esistenza terrena, a spiegare il senso della fiammella cristiana in terre ostili: “La chiesa adempie alla sua vocazione e alla sua missione quando è presente nelle divisioni che crocifiggono l’umanità nella sua carne e nella sua unità. Gesù è morto diviso tra il cielo e la terra, con le braccia distese per riunire i figli di Dio dispersi dal peccato che li separa, li isola e li mette gli uni contro gli altri e contro Dio stesso”.
Chiesa di minoranza e perseguitata, ma viva. Neppure un anno fa l’Annuario pontificio certificava la crescita esponenziale della presenza cattolica nel continente della speranza. Duecento milioni di fedeli, ritmo inversamente proporzionale al lento e inarrestabile declino dell’Europa cristiana, ma superiore anche all’eterna sfida asiatica, missione di Papa Francesco e antico nervo scoperto della Santa Sede. Una chiesa giovane, quella africana, come ha detto lunedì scorso l’arcivescovo di Rabat e presidente delle conferenze episcopali nordafricane, in visita ad limina a Roma: “Sì, siamo per lo più stranieri, spesso di passaggio, ma le nostre chiese sono molto giovani. In Marocco la popolazione conta trentamila persone, ma l’età media dei fedeli è di trentacinque anni”. Già a metà del decennio scorso, la vivacità della chiesa africana aveva investito come un ciclone il Vaticano. Dieci anni fa, si faceva notare come in ventisei anni lì i fedeli fossero triplicati, i sacerdoti aumentati dell’85 per cento, i seminaristi quadruplicati, i vescovi aumentati del 45 per cento. Tanto che si parlò di esportare il clero verso l’Europa sempre più secolarizzata e con le vocazioni al lumicino, quasi un’opera di rievangelizzazione del continente. Un grande cardinale come il già decano emerito del collegio cardinalizio, Bernardin Gantin, primo africano chiamato a ricoprire incarichi di vertice in curia (sarà Paolo VI ad affidargli la segreteria dell’Evangelizzazione dei popoli, prima di promuoverlo alla presidenza di Giustizia e pace e di Cor Unum. Giovanni Paolo II lo nominò successivamente prefetto della congregazione per i Vescovi), parlò non a caso di “sacerdoti e religiosi fidei donum al contrario. E’ la bontà della chiesa in Africa, la missione è un dovere universale”, disse in un’intervista al mensile 30Giorni due anni prima della morte, avvenuta nel 2008. Lui che – come rivelò qualche tempo fa il cardinale nigeriano Francis Arinze – quando nel 2002 decise di lasciare l’Urbe alla volta del suo Benin disse che ci tornava “da missionario romano”. ]Gantin, profeta che aveva vissuto in prima persona i drammi del colonialismo e della delicata decolonizzazione, suggeriva che i giovani e determinati preti usciti dai seminari africani non s’allontanassero troppo dalla madrepatria: “Poi, se il loro vescovo acconsentirà, potrebbero di nuovo tornare in occidente. Quello che bisogna evitare è che i sacerdoti africani, senza il consenso dei propri vescovi, vaghino per le diocesi del mondo occidentale più alla ricerca di un proprio benessere materiale che per un autentico zelo pastorale”. Inoltre, ammoniva le congregazioni religiose “europee agonizzanti o minacciate di estinzione” a “non andare a rinvigorirsi a buon prezzo tra le giovani chiese in Asia o Africa”. Certo, c’è il problema delle liturgie, spesso travolte dallo spirito festoso e allegro di tante realtà sub-sahariane. Ma i primi a porre gli argini sono proprio loro, i vescovi africani, che a differenza di tanti sacerdoti delle nostre parrocchie – soliti gestire le liturgie come farebbe un animatore turistico in un villaggio estivo – al culto del mistero ci tengono: “Non bisogna mai staccarsi dal magistero della chiesa universale. E le nostre messe non devono essere troppo particolari. Non devono essere comprese solo da noi africani. Un qualsiasi cattolico che partecipa a una nostra funzione religiosa deve poterla riconoscere, deve potersi trovare a casa sua. Il cattolicesimo non è protestantesimo”, diceva Gantin.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Quali fattezze assuma poi il serpente che avrebbe distrutto questa specie di Eden, di cristianesimo vivace e fecondo, è facilmente spiegabile, dicono gli storici più affermati: le dispute dogmatiche, battaglie dai connotati ben poco cristiani su cui la travolgente novità musulmana, poi, avrebbe avuto gioco facile a imporsi. Alla fine del VII secolo, gli Omayyadi compiranno la grande conquista di tutto il nord Africa: l’islam trionfante sul cristianesimo delle chiese nordafricane divise da sospetti, lotte intestine e reciproche accuse d’eresia. Il resto è poi una storia di continua lotta per la sopravvivenza, di paria, di dimmi tollerati nella grande umma dal profeta rivelata. Una situazione pressoché cristallizzata: “Le nostre chiese sono modeste e fragili; la partenza di alcune comunità religiose presenti da molto tempo nel Maghreb e la mobilità sempre più rapida dei membri delle parrocchie ci obbligano a contare sempre di più sulla solidarietà delle altre chiese, soprattutto in termini di preti fidei donum o di congregazioni in particolare africane”, scrivevano nel 2012 i vescovi della conferenza episcopale della regione del nord Africa. Il fatto è, chiosava mons. Teissier, “che noi non facciamo numero. Facciamo segno. Segno dell’amore universale di Dio per tutti gli uomini”. E come segno e presenza vitale bisogna rimanere lì. Lo sa bene il vescovo di Tripoli, mons. Giovanni Martinelli, giunto lì all’indomani della rivoluzione che portò al potere Muammar Gheddafi e che di scappare dall’inferno della capitale libica non ne vuole sapere, anche se ormai è l’unico italiano rimasto: “Resto, devo restare. Bisogna farsi coraggio. In questo momento non ho paura, ma so che arriverà quel momento”. Forse ricorda, il presule rimasto nella capitale libica con trecento lavoratori filippini, cosa accadde nel 1908 al sacerdote francescano Giustino Pacini, superiore della missione di Derna. Ucciso a pugnalate, da tempo era in conflitto con la comunità musulmana locale perché rivendicava il diritto di difendere la propria attività missionaria. Se necessario, andando fino davanti al sultano di Istanbul. Il cardinale nigeriano Anthony Okogie, settantottenne arcivescovo emerito di Lagos, aveva pronunciato parole simili a quelle di mons. Martinelli poco dopo le prime stragi di Boko Haram: “Non scapperemo. Difenderemo le nostre chiese e le nostre case. Se servirà sacrificare la vita, lo faremo”. Un refrain, triste, che da un capo all’altro del continente viene scandito da decenni. L’Algeria, con la sua lunga guerra civile ne rappresenta l’esempio più lampante: in quel conflitto ha perso il dieci per cento dei religiosi che erano rimasti lì. Nel 1996 l’arcivescovo di Orano, mons. Pierre-Lucien Claverie, fu freddato da una raffica di mitra, pochi mesi dopo l’eccidio dei sette monaci trappisti di Tibhirine: sequestrati, finirono sotto la mannaia del boia. Le loro teste furono appese a un albero, dei corpi non si seppe più nulla. “Bisogna viverlo come qualcosa di molto bello, di molto grande. Bisogna esserne degni. E la messa che celebreremo per loro non sarà in nero. Sarà in rosso”, disse frère Jean-Pierre, uno dei due superstiti di quella strage, quando un confratello in lacrime venne a riferirgli che i suoi compagni erano tutti morti. “Li abbiamo visti subito come martiri. Il martirio era il compimento di tutto quello che avevamo preparato da molto tempo nelle nostre vite. Eravamo pronti, tutti”, disse qualche anno fa in un’intervista concessa a Jean-Marie Guénois per il Figaro.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! E anche il monachesimo, in fin dei conti, trova in Africa la sua prima sedimentazione. Sarebbe stato sempre Agostino a organizzare i primi luoghi di vita monastica, a Tagaste, dopo aver scoperto nella biografia di sant’Antonio abate messa a punto da Atanasio lo stile di vita di diversi anacoreti convertiti alla vita ascetica. Meta ideale è il deserto egiziano, “la regione popolata da coloro che per primi avevano messo in atto la rinuncia definitiva alla vita mondana”, ha scritto l’archeologa Francesca Severini: “Qui più che altrove il pellegrino poteva entrare in contatto con quella fede autentica che aveva chiamato Paolo di Tebe, Antonio il Grande, Pacomio e molti altri a ritirarsi in solitudine nel deserto, veri e propri modelli di vita ascetica volta al superamento della dimensione terrena attraverso lo studio delle Sacre Scritture, la preghiera, il digiuno e la penitenza”. Di quegli insediamenti ne sopravvivono ancora molti, compreso il monastero di Santa Caterina, costruito nel VI secolo da Giustiniano nel Sinai meridionale, che pure un generale in pensione egiziano vorrebbe far radere al suolo perché “minaccia la sicurezza nazionale” a causa della presenza di “venticinque monaci ortodossi” tra le sue mura.
Quel modo di vivere, inizialmente unica speranza di salvarsi dalle persecuzioni anti cristiane, diventa poi un modello. “Nel corso del IV secolo, personalità di spicco dell’oriente cristiano si recano in occidente diffondendo con le parole e gli scritti i modelli del monachesimo egiziano e incoraggiandone l’imitazione”, aggiunge Severini: “Non c’è da stupirsi dunque se i modelli improntati sul rigoroso ascetismo orientale vengano accolti e assimilati a tal punto da modificare e forgiare le aspirazioni monastiche in occidente”.
Un cristianesimo vivace e fecondo, quello delle origini. Al tempo del Concilio di Cartagine, verso l’anno 200, si contano settanta vescovi nell’Africa romana. In Italia, tre. Nel secondo concilio di Cartagine, i vescovi africani sono novanta (mentre a Roma, al Sinodo convocato da Papa Cornelio, ne erano presenti solo sessanta). Prima, già nel 189, la rilevanza del cristianesimo africano era acclarata dall’elezione a Pontefice di Vittore, probabilmente un berbero.
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SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Farebbe tanto bene “ai cristiani d’Europa prendere coscienza che una parte notevole delle loro radici cristiane latine si trova nel sud del Mediterraneo”, avvertiva quasi profeticamente al principio del millennio l’allora vescovo di Algeri, Henri Teissier. Anche perché, scriveva lo storico francese Claude Lepelley, scomparso un mese fa, “il cristianesimo occidentale non è nato in Europa, ma nel sud del Mediterraneo”. Pare strano a chi pensa che tutto abbia avuto origine con san Benedetto e la sua regola; che prima di Montecassino e Cluny ci fossero solo i cristiani dati in pasto ai leoni nelle arene dai romani pagani dopo essere stati sorpresi a pregare il Dio fattosi uomo. Eppure, questa è storia. Dopotutto, le più antiche opere di teologia cristiana composte in latino provengono da Cartagine, non dall’Italia. All’epoca di Tertulliano, infatti, i cristiani della costa settentrionale dell’Africa scrivevano in greco e non in latino. Sarebbe stato proprio lui ad abbandonare la koiné di Aristotele per passare alla lingua di Virgilio, sì da raggiungere un pubblico più vasto come si fa oggi con i libercoli tascabili a prezzi scontati immessi a getto continuo sul mercato. Un’opera monumentale e complessa, tanto che Tertulliano stesso già sulla Genesi si bloccò, incerto com’era sulla traduzione di logos: non era convinto che sermo fosse termine abbastanza esaustivo. E dall’Africa attraversavano il mare anche le più antiche versioni latine della Bibbia, ben prima che Girolamo la traducesse nella forma tramandata nei secoli e giunta pressoché uguale fin quasi al Vaticano II. Il benedettino Pierre-Maurice Bogaert, cattedra a Lovanio in studi biblici, ne era convinto: “Quando si cominciò a sentirne la necessità, sicuramente dalla metà del II secolo nell’Africa romana, la Bibbia venne tradotta dal greco al latino. Fino a prova contraria, sono per l’origine africana delle traduzioni piuttosto che romana o italiana”. E poi sant’Agostino, il vescovo di Ippona grazie al quale, diceva ancora mons. Teissier, “l’occidente latino ha conquistato la sua indipendenza teologica e con ciò anche la sua propria personalità cristiana”. Taluni, aggiungeva, “potrebbero disapprovare questa evoluzione, e preferire la lettura del cristianesimo proposta dai padri greci. Ma tutti devono riconoscere che l’occidente latino deve soprattutto ad Agostino la sua propria lettura del messaggio biblico”.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA IO LO SO CHE TU SEI UN DEMONIO DI BESTIA MOLTO GENEROSO! Una chiesa giovane e antichissima, I martiri e la speranza. Cristo si è fermato in Africa, Scritte a Cartagine le prime opere di teologia cristiana in latino. E sant’Agostino, nato a Tagaste, organizzò qui i primi luoghi di vita monastica. Oggi, nonostante le persecuzioni, la presenza cattolica continua a crescere. di Matteo Matzuzzi 9 Marzo 2015 I martiri e la speranza. Cristo si è fermato in Africa
“Abbiamo più di cinquantamila chiese in tutta l’Etiopia. I nostri giovani vengono regolarmente a messa”, diceva abuna Paulos, patriarca della chiesa ortodossa etiope
“Sia crocifisso! Questo grido, moltiplicato dalla cieca passione della folla – strana liturgia della morte – risuona lungo la storia, risuona lungo il secolo che fiorisce: ceneri di Auschwitz e ghiaccio del Gulag, acqua e sangue delle risaie dell’Asia, dei laghi dell’Africa, paradisi massacrati” (Olivier Clément, meditazione per la Via Crucis al Colosseo, 1998). evangelica a Jos, in Nigeria. Uomini armati che irrompono in una chiesa a Biu Town, poco più a nord, sparando a raffica sui fedeli che partecipano alla messa. Tre chiese distrutte nella regione di Zanzibar, in Tanzania, dove nell’ultimo decennio sono stati bruciati, demoliti e rasi al suolo almeno trenta edifici di culto cristiani. E, da ultimo, i ventuno copti egiziani sgozzati uno dopo l’altro sulle rive del Mediterraneo, con il pugnale del boia incappucciato che puntava dritto al di là del mare, alla Roma da conquistare umiliare e sottomettere al misericordioso dio dell’islam. L’elenco è infinito. Dal Maghreb al Sinai, dalla vecchia Tripolitania al sud del continente, la lista delle persecuzioni s’aggiorna ormai quotidianamente. I papi se ne addolorano da anni durante i messaggi Urbi et Orbi a Natale e Pasqua, i vescovi locali vengono in Europa a chiedere sostegno per fermare la strage. “La nostra terra continua a essere intrisa di sangue innocente”, disse Benedetto XVI all’Angelus del 26 dicembre 2011. Il giorno prima, una serie di attacchi coordinati aveva causato in Nigeria oltre cento morti tra quanti s’erano recati nelle chiese per la messa di Natale. Qualche giorno dopo, il Ponterice avrebbe dovuto assistere alle immagini delle chiese copte date alle fiamme ad Alessandria d’Egitto. “La lista dei santi che l’Africa dona alla chiesa, lista che è il suo più grande titolo di onore, continua ad allungarsi. La chiesa in Africa deve provvedere a redigere il suo proprio Martirologio, aggiungendo alle magnifiche figure dei primi secoli, come Cipriano, Atanasio, Agostino, i martiri e i santi degli ultimi tempi”, disse Giovanni Paolo II nell’omelia a chiusura dell’Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi del 1994. Due anni dopo avrebbe dovuto deplorare l’assassinio del vescovo di Bukavu, in Congo, mons. Christophe Munzihirwa, il cui cadavere fu abbandonato per un giorno e mezzo su una strada. Solo il giorno prima aveva lanciato alla radio un appello per la pacificazione e l’accoglienza di tutti i profughi in fuga dal Ruanda, tutsi e hutu che fossero, quasi per miracolo sopravvissuti al genocidio.
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Il venerdì santo dei martiri cristiani. “L’occidente sembra Pilato” Padre Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, ricorda in S. Pietro la strage degli studenti cristiani in Kenya. Alla Via Crucis al Colosseo, in serata, è stato letto il testamento del martire pakistano Shahabaz Bhatti, ministro delle minoranze assassinato nel 2011 da un gruppo di uomini armati. di Matteo Matzuzzi 4 Aprile 2015 Roma. Nel venerdì santo di silenzio e penitenza, prima di prostrarsi dinanzi al Crocifisso in San Pietro, il Papa ha espresso il suo “profondo dolore” per la strage di 147 studenti cristiani kenioti, eliminati dai fondamentalisti qaedisti somali in quanto “miscredenti”. Si tratta, ha chiosato Francesco, di “un atto brutale, una immensa e tragica perdita di vite”. Ieri sera, durante la Via Crucis al Colosseo, c’è stato tempo e modo per ricordare i martiri di oggi. Nella meditazione alla seconda stazione, il vescovo emerito di Novara, mons. Renato Corti, ha scritto che “pure in questi giorni vi sono uomini e donne che vengono imprigionati, condannati o addirittura trucidati solo perché credenti o impegnati in favore della giustizia e della pace. Essi non si vergognano della tua (di Gesù, ndr) croce. Sono per noi mirabili esempi da imitare”. E l’esempio testimoniato ieri al Colosseo è stato quello di Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze pakistano assassinato da un gruppo di uomini armati, quattro anni fa. La sua colpa, quella di essere cattolico. Nel suo testamento spirituale, di cui è stato letto un estratto, Bhatti osservava: “Pensai di corrispondere all’amore di Gesù donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita”. Parole che hanno rievocato un’altra Via Crucis, quella del 1998. Allora, Giovanni Paolo II affidò – non senza sorpresa – la stesura delle meditazioni alla penna del laico ortodosso Olivier Clément, recentemente ricordato anche da Bergoglio in una delle ultime udienze generali del mercoledì. E Clément, subito, guardò ai martiri contemporanei: “Sia crocifisso! Questo grido, moltiplicato dalla cieca passione della folla, strana liturgia della morte, risuona lungo la storia, risuona lungo il secolo che finisce: ceneri di Auschwitz e ghiaccio del Gulag, acqua e sangue delle risaie dell’Asia, dei laghi dell’Africa, paradisi massacrati. Tanti bambini negati, prostituiti, mutilati”. ≠Alla vigilia della strage di giovani cristiani fucilati in Kenya – alcuni decapitati, perché non ricordavano il nome della madre di Maometto – l’osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite tornava a reclamare attenzione dalla comunità internazionale. Le parole di mons. Silvano Tomasi erano ancora una volta lontane dalla tradizionale prudenza diplomatica. Parlava dell’avanzata dei miliziani jihadisti in vicino oriente e in Africa, definendo Boko Haram e Stato islamico “un cancro da fermare”.
[ *Video_box_2*]Intanto, ieri pomeriggio in San Pietro, il predicatore pontificio, Raniero Cantalamessa, puntava il dito contro i “tanti Pilato che si lavano le mani”, in occidente, dinanzi al macello che si sta perpetrando nel mondo. “Per una volta non pensiamo alle piaghe sociali, colelttive: la fame, la povertà, l’ingiustizia, lo sfruttamento dei deboli. Di esse si parla spesso – anche se mai abbastanza – ma c’è il rischio che diventino delle astrazioni. Pensiamo piuttosto alle sofferenze dei singoli, delle persone con un nome e un’identità precisi; alle torture decise a sangue freddo e inflitte volontariamente, in questo stesso momento, da esseri umani ad altri esseri umani, perfino a dei bambini”. “Quanti Ecce homo nel mondo!”, ha osservato il padre cappuccino: “Mio Dio, quanti Ecce homo! Quanti prigionieri che si trovano nelle stesse condizioni di Gesù nel pretorio di Pilato: soli, ammanettati, torturati, in balia di militari rozzi e pieni d’odio, che si abbandonano a ogni sorta di crudeltà fisica e psicologica, divertendosi a veder soffrire”. E, citando Pascal, ha aggiunto che “non bisogna dormire, non bisogna lasciarli soli”. I cristiani, ha detto ancora Cantalamessa, “non sono certamente le sole vittime della violenza omicida che c’è nel mondo, ma non si può ignorare che in molti paesi essi sono le vittime designate e più frequenti”.
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L’Onu convoca 400 ong a Riad tra lusso e silenzio sui dissidenti frustati, Il forum in Arabia Saudita rende chiaro livello di penetrazione dei regimi islamici nei consigli e nelle commissioni dei diritti umani dell’Onu. Dura la condanna delle ong più coraggiose e non asservite di Giulio Meotti
12 Maggio 2017 guido.valota
L’omertà sul disprezzo islamico per i diritti umani, sui prigionieri politici, sul bavaglio all’informazione, sulla condizione femminile è per le ONG è l’ONU un prezzo più che equo. Negli hotel a cinque stelle si vende soprattutto il diritto a far propaganda e agire contro l’unica democrazia mediorientale. L’unico social impact che interessa agli islamici riguardo la youth è che sia il più forte possibile quando la vestono di tritolo e la mandano a farsi esplodere.
luigi.desa
12 Maggio 2017 Come già scritto ,non sarà la Jihad a conquistare l’occidente (per ora l’Europa) ma gli infiti miliardi degli emirati e l’invasione barbarica di tipo preistorico in atto verso la porta spalancata dell’Italia accogliente e buonista .
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lupimor 12 Maggio 2017 E’ tempo di spiegare il significato attuale dell’acronimo ONU. Si deve intendere: Organizzazione Nuova Umma. ONU. Per l’Occidente si può leggere: Organizzazione Nuovi Umiliati. ONU. Anche perché. scusate, “la Nazione” è entità infame, nemica del multiculturalismo e dell’accoglienza, una sentina di egoismi borghesi. Che senso ha “Nazioni unite”? Nessuno.. iksamagreb
12 Maggio 2017 Concordo sulla logica realistica. Eppure… Ricordo Papa Woitila sull’aereo che lo portava all’ONU confidare ai giornalisti che andava per sostenere decisamente non solo i diritti umani ma – sorpresa – i sacrosanti diritti dei popoli, delle nazioni! Comunque. Noi Cristiani confidiamo in Dio che in Gesù si è fatto uomo, e che tutti gli uomini sono figli dello stesso Dio, a Sua immagine e somiglianza. Se questo è Vero, non si tema il confronto con tutti gli altri “credo” anzi, è proprio l’evidenza del confronto che dovrà convincere quale è il Dio della Verità. Non dice nulla che la Madre di Gesù e Madre di tutta l’umanità sia sempre più presente?
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Dal Belgio alla Svezia, quei paesi europei all’Onu “venduti” ai regimi islamici. Votano contro Israele e per i sauditi sui diritti delle donne. Non c’è nulla che i petrodollari non possano comprare: neppure la famosa politica estera svedese all’insegna del “femminismo”, della tolleranza e dei diritti umani di Giulio Meotti
5 Maggio 2017 Roma. Cosa hanno in comune dittature come Iran, Cina, Qatar, Sudan e una democrazia fra le più avanzate del mondo, la Svezia? Un voto all’Unesco che, lunedì, ha cancellato le radici ebraiche (e cristiane) di Gerusalemme, accusando Israele di essere “potenza occupante” nella sua stessa capitale e città santa (“fake history”, l’ha definita il governo di Benjamin Netanyahu). Stoccolma, infatti, è stato l’unico paese europeo a votare la risoluzione dell’agenzia Onu per la cultura e la scienza assieme ai regimi…
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Il fronte interno, Parla Abdel-Samad. “Il ‘fascismo islamico’ all’assalto della cultura occidentale. Stiamo perdendo”di Giulio Meotti
24 Maggio 2017 Il fronte internO Abdel-Samad (foto via Flickr)Roma. Alcuni giorni fa, le autorità turche hanno raso al suolo il night club Reina di Istanbul, teatro della strage di Capodanno rivendicata dall’Isis, in cui furono uccise 39 persone. “Violazione della normativa edilizia”. Questa la motivazione. Quasi che le autorità neoislamiche della Turchia non aspettassero altro per liberarsi di quella sentina del vizio. Dall’11 settembre, i terroristi islamici hanno colpito una dopo l’altra le sale da ballo. Il Bataclan di Parigi, il Pulse di Orlando, le discoteche di Bali,…
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Sordi al martirio, “I cattolici smettano di infingere, stanno ammazzando dei vescovi” “E’ lecito non voler identificare un fanatico con l’islam, ma non si doveva infingere”. Ad Antonio Socci, scrittore cattolico che in Italia ha avviato la discussione sui martiri cristiani, non è piaciuta la risposta della diplomazia vaticana all’uccisione del vescovo Luigi Padovese da parte di un musulmano in Turchia. “Ancora una volta, in questo pontificato, l’entourage vaticano ha fatto arrivare al Papa una mezza verità”. Leggi Apologia della crociata di Giulio Meotti “E’ lecito non voler identificare un fanatico con l’islam, ma non si doveva infingere”. Ad Antonio Socci, scrittore cattolico che in Italia ha avviato la discussione sui martiri cristiani, non è piaciuta la risposta della diplomazia vaticana all’uccisione del vescovo Luigi Padovese da parte di un musulmano in Turchia. “Ancora una volta, in questo pontificato, l’entourage vaticano ha fatto arrivare al Papa una mezza verità, gli hanno fatto fare dichiarazioni imprudenti e fuori luogo. Volevano far credere che l’omicidio fosse avvenuto per motivi personali. Ma non c’era nulla di personale in quell’urlo assassino ‘Allah akbar’. Il Papa non avrebbe fatto simili affermazioni se il quadro della vicenda fosse stato chiaro. E infatti è stata un’agenzia vaticana, AsiaNews, a fare controinformazione. Inoltre è stata una brutta figura che ai funerali del vescovo non ci fossero delegati vaticani, da Cipro potevano prendere un aereo”.
Ieri in Iraq è stato ucciso un altro cattolico. “Sembrava che la Turchia fosse piena di pazzi isolati vogliosi di ammazzare cristiani, invece siamo di fronte a un dramma colossale”, prosegue Socci. “Il cardinal Ratzinger fu un grande avversario dell’ingresso della Turchia in Europa. La prudenza è sempre legittima quando si parla di islam, specie se serve a salvare le vite dei cristiani in medio oriente, ma di fronte al martirio non si possono voltare le spalle”.
Secondo Socci, che sul tema nel 2002 scrisse “I nuovi perseguitati”, “il mondo ecclesiastico è diventato sordo al tema del martirio cristiano. I cristiani sono un gruppo duramente perseguitato nel Novecento, un secolo che si è iniziato con lo sterminio dei cristiani armeni da parte turca e che è confluito nella strage dei cristiani in Darfur. Ma il martirio è come sfuggito allo sguardo che i cristiani hanno gettato su di sé. Il sangue dei cristiani è gratis in medio oriente e chi avrebbe dovuto alzarsi in loro difesa non lo ha fatto, dai paesi occidentali alla stessa chiesa cattolica. In Libano c’era uno stato libero di cristiani e siamo finiti con Hezbollah. E la cosa è passata in cavalleria. Tutti noi ci commuoviamo per i tibetani, ma per i cristiani ormai lo sdegno e lo spirito di protezione non scatta mai. I cattolici sono i primi a dover fare autocritica”.
Secondo Massimo Introvigne, studioso di religione e commentatore per il giornale dei vescovi Avvenire, “la chiesa non vuole interrompere il dialogo con il governo turco Erdogan su cui ha un giudizio meno negativo di quanto si legga in certa stampa occidentale. Era la linea del viaggio del Papa in Turchia. Questi assassini non sono degli squilibrati, esiste invece un fondamentalismo ambientale, come si usa dire in Italia per la mafia, un islamismo violento che il governo Erdogan tollera o lusinga. E’ terrificante il destino dei cristiani in questa situazione. Ma la Santa Sede ha scelto di ottenere un po’ di sicurezza in più per i suoi attraverso la linea del dialogo che intende portare avanti”.
Alberto Rosselli studia da molti anni la Turchia, alla luce del genocidio armeno e della persecuzione cristiana a cui ha dedicato alcuni saggi. “Ufficialmente il governo turco prende le distanze su questa luce sinistra anticristiana, ma di fatto non fa nulla per impedire il clima omicida che si è creato. Chi professa una religione non musulmana in Turchia oggi corre dei rischi oggettivi. I cristiani sono vittime di una congiuntura storica inedita in Turchia, ovvero la fusione tra movimenti nazionalisti di tipo panturco, che sono sempre stati laici, e l’ideologia islamica che ha preso il potere soprattutto tra le masse turche. La chiesa deve capire che non c’è possibilità di sincretismo religioso in questo quadro, sarebbe un accordo suicida. Ho conosciuto il vescovo Padovese, era un uomo solo, mite, dialogante, ma l’hanno accoppato lo stesso”.
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Quando SHARIAH TERRORISTA ISLAMISTA Jeremy Corbyn portava fiori ai terroristi di Monaco ’72. Il “commovente” viaggio in Tunisia sulla tomba di uno degli assassini degli israeliani ai Giochi Olimpici di Giulio Meotti, 30 Maggio 2017 Roma. Prima ha collegato il massacro di Manchester, in cui 23 inglesi sono stati trucidati dall’islamista Salman Abedi, alle “guerre che il nostro governo ha sostenuto o combattuto”. Poi su Jeremy Corbyn, leader del Labour inglese, è caduta una tegola a dir poco imbarazzante. Nel weekend, il Sunday Times ha scoperto che, un anno dopo la sua elezione alla guida del Partito laburista, Corbyn ha deposto una corona di fiori sulla tomba di uno dei terroristi palestinesi responsabili del massacro…
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Tra chiese, profughi e bombe. Viaggio a Mosul est dopo la liberazione dallo Stato islamico, di Redazione 3 Maggio 2017 Gran parte di Mosul ovest è ancora nelle mani del califfo, mentre nella parte est della città irachena, ex capitale dell’Isis, le forze dell’esercito iracheno, i peshmerga curdi e le milizie sciite hanno spazzato via i jihadisti. La vita sta lentamente tornando alla normalità, anche se sono ovunque i segni dei pesanti combattimenti: gli edifici distrutti, i cadaveri insepolti e gli ordigni inesplosi.
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Cosa sta succedendo in medio oriente, Dal riarmo dei curdi al muro della Turchia con il Kurdistan iracheno, piccolo riepilogo delle notizie importanti sul fronte mediorientale di Adriano Sofri 12 Maggio 2017 Speranze in arrivo dalla Mosul liberata
Vorrei ricapitolare qualcuna delle notizie rilevanti dal fronte mediorientale, dove si dice anche che le operazioni dentro Mosul ovest abbiano fatto consistenti progressi. Dunque: Trump ha confermato il programma di armamenti ai curdi siriani in vista della riconquista di Raqqa, dando un altro grosso dispiacere a Erdogan. Se la decisione non fosse arrivata subito prima del siluramento di Comey, si comincerebbe a dubitare del rischio che Trump ne azzecchi parecchie. I curdi siriani hanno per la prima volta ammesso pubblicamente, secondo il Guardian, di non considerare più un’utopia la possibilità di arrivare fino al mare Mediterraneo, dando un grossissimo dispiacere a Erdogan, e uno meno vistoso ai confratelli curdi iracheni, il cui petrolio e il cui gas sboccano nel mare Mediterraneo attraverso la Turchia. La Turchia ha annunciato di voler costruire un muro al confine con l’Iraq, cioè con il Kurdistan iracheno, per bloccare i movimenti transfrontalieri del Pkk, il partito dei lavoratori curdo che il regime turco e molti suoi tradizionali alleati dichiarano terrorista. Intanto Pdk e Puk, i due maggiori partiti curdi del Krg, il governo regionale curdo provvisoriamente iracheno, col dissenso concorrenziale dei partiti minori, dichiarano di avere ormai concordato di tenere il referendum sull’indipendenza.
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“Questo è stato solo pochi giorni prima dell’attacco a Westminster a Londra il 22 marzo. Forse il simbolo più potente in cui mi sono imbattuto a Karemlash era la croce deturpata. Ovunque, in tutte le chiese e monasteri che ho visitato, la croce è stata deturpata, rotta o trafitta con fori di proiettile. L’Isis aveva scritto con lo spray il messaggio ‘la Croce sarà rotta’ sui muri della canonica, e l’ufficio del pastore era una trappola, per ucciderlo quando fosse tornato”. Una statua di Maria con la testa mozzata, un dipinto di Cristo gettato a terra e pestato, immagini sacre usate per il tiro al bersaglio. E poi cimiteri profanati, tombe e lapidi divelte, santuari, monasteri, chiese, case e negozi messi a ferro e fuoco. È un campionario di nefandezze e di orrori quello che si sono lasciati dietro i terroristi dello Stato islamico subito dopo la loro cacciata dalla Piana di Ninive, cuore pulsante della cristianità irachena, rappresentato dai villaggi di Bartella, Batnaya, Qaramles, Qaraqosh, Telleskoff. Batnaya, fra le città cristiane della piana di Ninive, è quella che ha subito le maggiori distruzioni: il 95 per cento delle case è raso al suolo o gravemente danneggiato. Come dichiarato da monsignor Bashar Matti Warda, arcivescovo caldeo di Erbil, “il 90 per cento dei luoghi culto della Piana di Ninive è stato distrutto e saccheggiato dallo Stato islamico”. Quindici anni fa i cristiani in Iraq erano un milione e mezzo. Oggi sono 300 mila. “Mentre camminavo intorno al cimitero cristiano, era chiaro per me che i seguaci del Profeta avevano scavato le tombe cristiane” continua Kiely nel suo racconto. “In un caso, mi è stato detto, avevano decapitato uno dei cadaveri. Anche nella morte, i cristiani perseguitati dell’Iraq non sono al sicuro. Esaminando l’orrore e la città stranamente silenziosa, un silenzio scandito soltanto dal tonfo distante di esplosioni a Mosul, a nove miglia di distanza, ho chiesto a Padre Thabet, il sacerdote cattolico caldeo che serve come parroco di San Addai, se tutta questa distruzione rappresentasse il vero islam. ‘Sì’, ha risposto con forza, senza un attimo di esitazione. ‘Non le sarebbe stato permesso di dirlo in occidente’, dissi io sorridendo. Egli non ricambiò il sorriso.
Karemlash, una città di quasi diecimila persone, era stata quasi al cento per cento cristiana per secoli. La chiesa cristiana irachena, sia cattolica sia ortodossa, affonda le sue radici fino ai discepoli di Gesù. I mal istruiti occidentali immaginano che i missionari abbiano portato la fede cristiana in medio oriente solo qualche secolo fa. Durante i giorni terribili dell’agosto 2014, quando lo Stato islamico è salito su tutta la Piana di Ninive, l’antico cuore cristiano in Iraq, i cittadini di Karemlash sono fuggiti, con solo i vestiti che avevano addosso. Ora, quasi tre anni dopo, le città sono ‘liberate’, ma le case che non sono state fatte saltare vengono bruciate e sono piene di trappole esplosive.
Alla tv britannica, commentando gli eventi terribili a Westminster Bridge e al Parlamento, un esperto ha descritto l’impossibilità di capire ‘ciò che spinge un criminale britannico a commettere questi atti’. L’assassino, Khalid Masood, naturalmente non era un quacchero ma un convertito all’islam. La conversione religiosa non potrà mai essere compresa dai laicisti. La fede religiosa è per loro incomprensibile. Non è, come ci viene detto senza sosta dagli esperti, una ‘ideologia’ che deve essere ‘combattuta’. È impegno per la fede islamica, anche se una particolare forma di fede. Khalid Masood era un convertito all’islam. E’ stato introdotto a una radicale, ma autentica, versione dell’islam nell’atmosfera pericolosamente incontrollata della prigione.
Anche se i governi lo negano sempre, essi negoziano con i gruppi terroristici. E non è una novità per nessuno. Ma non vi è alcun negoziato con il fuoco di una fede che ha come principio fondamentale la necessità di convertire il mondo, con la spada se necessario. I leader musulmani moderati devono avere il coraggio di parlare contro questa singolare espressione della fede islamica.
Come ho lasciato l’Iraq, un anziano sacerdote, egli stesso un rifugiato, mi ha afferrato la mano e mi ha detto in arabo: ‘State attenti, state molto attenti. Quello che è successo qui verrà anche da voi’”.
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Lo sconcerto dei vescovi siriani per il raid americano su Idlib: “Perché?” Le gerarchie cristiane siriane contestano la legittimità del bombardamento americano. La prudenza vaticana e il ruolo della Russia, di Matteo Matzuzzi. I più attivi nel condannare il raid americano sulla Siria sono i vescovi locali, preoccupati che l’eventuale caduta di Bashar el Assad comporti l’automatica cessazione della protezione di cui le comunità cristiane hanno goduto fino a ora, esponendole all’avanzata del fronte sunnita e a tutto quel che potrebbe conseguirne. “Due giorni fa, il presidente Donald Trump aveva detto che Assad fa parte della soluzione del problema siriano. Adesso fa dichiarazioni per dire il contrario. Ci sono interessi delle forze regionali implicate nella guerra. Conviene sempre tenere conto di questo, soprattutto quando certe cose si ripetono con dinamiche molto simili, e innescano le stesse reazioni e gli stessi effetti già sperimentati in passato”, ha detto ad esempio mons. Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, all’agenzia Fides. Sempre alla stessa agenzia, il vescovo francescano Georges Abou Khazen, vicario di Aleppo, ha detto che a sconcertare, “davanti all’attacco militare americano è la rapidità con cui è stato deciso e realizzato, senza che prima fossero state condotte indagini adeguate sulla tragica vicenda della strage con le armi chimiche avvenuta nella provincia di Idlib”. Gli fa eco mons. Clement Jeanbart, che della medesima città è arcivescovo greco-melkita: “Perché agire così velocemente? Senza consultare nessuno? Forse Trump non voleva che la Russia ponesse un veto alla sua azione? Così facendo ha aggiunto morti ad altri morti, sei soldati siriani e nove civili del villaggio vicino la base militare colpita dagli Stati Uniti hanno perso la vita”. “Se prima era buio, ora il futuro è ancora peggio. Non sappiamo cosa altro potrà accadere”.
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L’elemento russo gioca un ruolo non indifferente in questa partita, dal momento che l’arrivo in territorio siriano delle truppe del Cremlino è stato considerato dalle gerarchie cristiane (non solo ortodosse) come la garanzia che il loro status sarebbe stato preservato e il regime alawita avrebbe goduto della protezione diretta di Mosca. Il raid di giovedì cambia le carte in tavola, benché solo mercoledì nell’udienza generale il Papa si fosse detto “inorridito per l’attacco chimico in Siria” e avesse esortato gli attori internazionali a non chiudere gli occhi dinanzi alla guerra civile che da anni sta martoriando il paese del vicino oriente. In Vaticano c’è preoccupazione per l’evoluzione militare. Il primo a parlare è stato il cardinale Angelo Comastri, secondo cui “oggi purtroppo l’Onu non esiste più, è sconfitto il dialogo e non siamo più capaci di parlare. Le guerre si decidono a tavolino e chi decide di compierle non le soffre. Le guerre le soffrono i poveri, i piccoli, gli indifesi. Ecco perché la guerra non possiamo mai accettarla”.
Il biasimo della Santa Sede si concentra soprattutto sul mancato interessamento della comunità internazionale e degli organismi preposti a deliberare attacchi aerei contro uno stato sovrano. E’ quella, infatti, l’unica cornice che può decidere anche dolorosi interventi che si rendessero necessari a far scattare quella “responsabilità di proteggere” popoli minacciati o perseguitati, da molti anni principio che ispira la posizione vaticana riguardo i conflitti in corso sul pianeta.
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L’esodo dal Sinai dei copti egiziani braccati dalle milizie jihadiste. L’Egitto ammette: “Il novanta per cento delle fatwa riguardanti i cristiani esclude ogni forma di dialogo”, L’invito al Papa è un grande gesto di coraggio di al-Azhar, dice il professor Michele Brignone, segretario scientifico della Fondazione Oasis, Matteo Matzuzzi,
Roma. “L’incontro tra il Papa e il Grande imam di al Azhar sarà importante perché avverrà al Cairo, e questo implica una chiara e forte presa di posizione di Ahmed al Tayyeb rispetto al Pontefice e, più in generale, al mondo cristiano”, dice al Foglio Michele Brignone, segretario scientifico della Fondazione internazionale Oasis e docente di Lingua araba all’Università cattolica di Milano. A ogni modo, aggiunge, l’invito è “un gesto di coraggio, che porterà con sé inevitabili critiche”. Di tutti gli appuntamenti che costelleranno il programma della due giorni (28 e 29 aprile) di Francesco nella capitale egiziana – programma non ancora reso noto nei dettagli – l’incontro con la massima autorità teologica sunnita è tra i più attesi, anche se è bene “evitare certe esagerazioni. L’esodo dal Sinai dei copti egiziani braccati dalle milizie jihadiste
Sono centinaia i copti egiziani che in queste ultime settimane stanno abbandonando la penisola del Sinai. La caccia ai cristiani e la guerra non solo ideologica
L’anno scorso, quando al Tayyeb venne a Roma per incontrare il Papa, si disse che egli rappresentava un miliardo e mezzo di musulmani. Questo non è vero. Al Azhar ha certamente un suo seguito, ma non rappresenta tutti”, precisa Brignone, che considera sanate anche le ferite che per anni hanno reso impraticabile ogni tipo di relazione ad alto livello tra la Santa Sede e il grande centro universitario cairota. Era il gennaio del 2011, e Benedetto XVI, all’Angelus, prese posizione contro gli attentati alle chiese copte di Alessandria, scatenando la reazione del Grande imam, che parlò di interferenze da parte della chiesa di Roma negli affari interni dell’Egitto. Il lavoro di ricucitura è stato lento e complesso (un ruolo di primo piano l’ha avuto il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso), anche perché “al Azhar pretendeva passi concreti del Papa in tal senso”. Una mediazione che è culminata nell’udienza dello scorso maggio, trenta minuti di confronto cordiale “favorito anche dalla mutata situazione internazionale, che ha giocoforza costretto le parti a venirsi incontro”.
Proprio in questi giorni, la Casa della fatwa (Dar al Ifta al Misryah), organismo presieduto dal Gran Mufti d’Egitto incaricato tra le altre cose di risolvere le controversie circa l’applicazione dei precetti coranici, ha pubblicato i risultati di un ampio studio su più di cinquemila fatwa riguardanti i cristiani riprese da articoli, siti internet e social network controllati da gruppi islamisti. A darne conto è stata l’agenzia Fides. Dal monitoraggio è emerso che “almeno il novanta per cento” delle fatwa prese in esame punta a sabotare ogni possibile contatto tra musulmani e cristiani. Il cinquantaquattro per cento del campione riguarda pronunciamenti che vietano di fare gli auguri ai cristiani in occasione delle loro festività religiose. Il trentacinque per cento ha a che fare con i permessi di costruire chiese cristiane in territori popolati da maggioranze islamiche, mentre l’undici per cento è rappresentato dalle fatwa riguardanti la liceità di vendere case e beni immobili ai cristiani e di intrattenere con loro rapporti economici. Solo il dieci per cento dei pronunciamenti esaminati consente, Corano alla mano, di considerare il cristianesimo in un’ottica non di chiusura o contrapposizione.
“Nulla di nuovo”, chiarisce il professor Brignone: “C’è una proliferazione di fatwa anticristiane. L’ex mufti dell’Arabia Saudita Abdul Aziz bin Abdullah bin Baz, morto nel 1999 e influentissimo, sosteneva il divieto di porgere gli auguri ai cristiani in occasione delle loro festività. Il problema è più ampio e ha a che fare con l’autorità nell’islam, e cioè si tratta di capire chi nell’islam può pronunciarsi su questioni di diritto. Al Azhar da tempo è molto impegnato nel criticare questa miriade di fatwa”, come del resto dimostra anche la messa al bando in Egitto del materiale propagandistico islamista che diffuso nella breve stagione di Mohammed Morsi e dei Fratelli musulmani alla guida del paese. Un’opera certosina ma complicata da attuare, “se si considera che nell’islam moderno i poteri istituzionali hanno perso autorità a favore di altri soggetti, sia a causa dell’emergere del cosiddetto islam modernista sia dell’islam politico, sia dei movimenti salafiti che considerano come giusta solamente l’interpretazione letterale del testo”, dice il segretario scientifico di Oasis: “Senza contare, poi, che queste istituzioni sono considerate troppo compromesse con chi detiene il potere”.
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ISLAM “Come il nazismo e lo stalinismo” “Gli scrittori abbiano il coraggio di parlare di islam”. Intervista a Sansal. ISLAM “Come il nazismo e lo stalinismo” L’autore di 2084, massimo scrittore algerino vivente, si interroga sull’atteggiamento dei colleghi: “Perché tacciono? Troppo famosi e ricchi da compromettersi la reputazione”di Giulio Meotti
9 Marzo 2017 Roma. “La letteratura e le arti non stanno svolgendo un ruolo di primo piano nella lotta contro la barbarie”. Quando due giorni fa Boualem Sansal, massimo scrittore algerino vivente, in un’intervista alla France Presse ha attaccato il ceto letterario cui appartiene, reo ai suoi occhi di tacere sull’islam, di parlare sempre d’altro, non aveva letto l’inserto culturale di Repubblica. R2 ha appena lanciato il nuovo romanzo di Pieter Aspe. “Giallista belga da due milioni di copie”, Aspe torna con il commissario Van In, “di fronte a dei terroristi che si immolano facendo scoppiare discoteche piene di ragazzi, sgozzano pedofili, sequestrano e uccidono laici brutalmente. Non sono islamici però, ma cattolici fondamentalisti”. Sensazionale. Sansal, “l’Orwell algerino”, l’autore del romanzo “2084” (Gallimard) e in precedenza di “Le serment des barbares”, invita gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali a mobilitarsi contro il pericolo islamista. “Il fondamentalismo islamico è una novità nel campo europeo e già contamina e corrompe i suoi valori, dimostrando come sia estremamente pericoloso”, dice Sansal al Foglio. “Spetta agli intellettuali e agli scrittori smontarne i meccanismi e spiegarli alla gente”. Ma i letterati tacciono. “Solo una piccola minoranza è impegnata. La paura, le minacce scoraggiano gli altri a mobilitarsi e ad aggiungere la loro voce. E’ un peccato. Gli scrittori dovrebbero, con la loro mobilitazione, incoraggiare le persone a resistere contro i predicatori, sostenendo i paesi di origine contro questo fondamentalismo. Vi è una certa urgenza, perché l’Europa è in una posizione di debolezza e di disgregazione, e questo incoraggia i fondamentalisti islamici a raddoppiare i loro sforzi e l’aggressività per tirarla giù completamente. La stampa deve porre le domande, invece è indifferente o complice”.
Ma dove sono i romanzi? Dove sono i Le Carré e i Ludlum, i Fleming e i Clancy, i Forsyth? Il numero di quelli che trattano del terrorismo islamico è così basso che non se ne ricorda nemmeno uno. Prendiamo John Le Carré, il maestro delle spy story, l’autore della “Spia che venne dal freddo” e altri bestseller. L’islam radicale non figura mai nei suoi libri, Le Carré preferisce facili nemesi come le case farmaceutiche (“The Constant Gardener”), le multinazionali, i big del petrolio, Israele, i servizi segreti occidentali, Bush e Blair. Nick Cohen, giornalista liberal, sul mensile Standpoint ha accusato Le Carré di “affettazione più deplorevole degli intellettuali occidentali”, ovvero “la convinzione che l’occidente è l’unico nemico che valga la pena di combattere”. In questo Le Carré è stato maestro di “centinaia, probabilmente migliaia, di scrittori che hanno preso la strada di Le Carré e descritto i mali dell’occidente e la cricca della Cia. Non riesco a sfuggire alla sensazione che essi sono codardi”.
“Quando i Clancy, i Forsyth pubblicarono i loro bestseller, l’America e il Regno Unito erano gli amici e i difensori dell’islam, dell’Arabia Saudita, del Qatar”, continua lo scrittore algerino Boualem Sansal al Foglio. “Oggi sono troppo famosi e troppo ricchi da voler compromettere la loro reputazione e immagino che abbiano paura di ricevere la fatwa di morte come Salman Rushdie, o che i loro editori li abbiano sconsigliati dall’affrontare questo argomento troppo controverso”. Intanto, avverte Sansal, è l’islamismo a prendere sul serio le idee. Lo aveva capito Tahar Djaout, ucciso nel maggio del 1993 dagli islamisti ad Algeri. Il romanzo che aveva appena finito di scrivere poco prima della morte, “L’ultima estate della ragione”, parla di un libraio, Boualem Yekker, in una città dominata da fondamentalisti islamici la cui smania per il potere è pari alla loro paura e all’odio per la creatività e la bellezza. I libri forniscono a Boualem un’àncora di salvezza, almeno per un po’. I fondamentalisti islamici vedevano negli scrittori come Djaout, e oggi in Sansal, i messaggeri dell’occidente e della cultura secolare. Per questo uccisero Laadi Flici, scrittore e medico; Abdelkader Alloula, commediografo e ammiratore di Goldoni, o Youcef Sebti, il poeta surrealista.
“Come il nazismo e lo stalinismo” A gennaio, parlando alla Fondazione Varenne, Sansal ha scioccato il pubblico presente: “La Francia è già sulla strada dell’islamizzazione da parte di un islam importato, arcaico, brutale, settario, infernale e opportunista”. “Il sistema islamico, come tutti i sistemi totalitari, afferra l’individuo come si fa in un computer, ne cancella la memoria per fargli il lavaggio del cervello e poi ci iscrive un nuovo software che controlla tutte le funzioni come se ne fosse il direttore spirituale”, conclude Sansal nell’intervista al Foglio. “L’esperienza dimostra che è anche molto veloce: si è visto come giovani normali in poche settimane, mesi, si staccano dalle loro comunità, dalle loro famiglie, dai loro amici, per immergersi in un mondo nuovo radicalizzato, diventando un jihadista, un attentatore suicida. Gli intellettuali hanno una grande responsabilità in questa evoluzione, non hanno capito l’ascesa dell’islam radicale e, quando finalmente lo hanno capito, non hanno avuto il coraggio di combatterlo. Hanno fallito nella loro responsabilità storica intellettuale. Essi dovrebbero recuperare oggi, mobilitarsi per agire energicamente. Dovrebbero creare sinergie con gli intellettuali di tutti i paesi, perché l’islam radicale è globale. Nella sua guerra totale contro il mondo moderno, l’islam radicale ha dovuto adattare i suoi metodi all’ambiente, ha approfondito tutti i sistemi totalitari che sono esistiti nel XX secolo: lo stalinismo, il fascismo, il nazismo. L’islam radicale riduce a zero la capacità degli uomini di pensare, di decidere, di inventare. E li uccide nella loro responsabilità, nella loro famiglia, nella loro cultura, ne fa dei meri esecutori”.
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Assale una soldatessa all’aeroporto di Orly. Ucciso un uomo, Torna la paura in Francia. L’assalitore, musulmano con nazionalità francese, ha cercato di rubare la pistola del militare ed è stato freddato. Un attacco che ci ricorda che non c’è modo di alleggerire lo stato d’emergenza, di Redazione
The new normal è anche questo, in Europa. Tremila evacuati all’aeroporto di Orly, a sud di Parigi, uno scalo da quasi trenta milioni di passeggeri all’anno che improvvisamente si ritrova, nel caos di un sabato mattina, ad affrontare l’incubo del terrorismo. Questa mattina alle sette a Stains, a nord di Parigi, vicino Saint-Denis, un uomo di trentanove anni ha sparato contro un agente che lo aveva fermato per un regolare controllo della polizia, ferendolo. L’uomo è poi riuscito a scappare e ha guidato verso l’aeroporto di Orly, ha lasciato la sua automobile, è entrato, ha buttato a terra una soldatessa e ha cercato di prendere la pistola in dotazione alla militare che fa parte dell’operazione Sentinelle. Altri due soldati che erano sul posto hanno aperto il fuoco contro l’uomo, uccidendolo (foto sotto). Secondo le ricostruzioni non ci sono stati altri feriti. Il ministro dell’Interno francese Bruno Le Roux, che già parlato in una conferenza stampa, ha detto che le operazioni a Orly sono concluse, non sono stati trovati esplosivi, e lo scalo seguendo le procedure d’emergenza è stato in parte riaperto per consentire gli arrivi (per le partenze occorrerà aspettare ancora). Non sono chiari i motivi che hanno spinto l’uomo ad attaccare l’aeroporto, ma l’unità antiterrorismo francese ha già aperto un indagine.
Il fratello e il padre dell’attentatore sono sotto custodia della polizia. L’uomo, musulmano con nazionalità francese ma di cui non si conoscono ancora le generalità (anche se per Le Parisien si chiamerebbe Ziyed B. ndr), era conosciuto ai servizi segreti francesi, ma non aveva la “schedatura S”, quella assegnata agli individui considerati pericolosi per la collettività. Ha almeno nove precedenti penali per furto aggravato e traffico di stupefacenti. Secondo quanto riportato dal Figaro, c’è stato un momento in cui l’uomo era sotto la stretta sorveglianza delle Forze dell’ordine, perché in carcere sembrava si stesse radicalizzando. Poi però la sorveglianza si è interrotta. Soltanto ieri sempre a Parigi un uomo ha ucciso, tagliandogli la gola, il padre e il fratello. Lo ha fatto in mezzo alla strada, in rue de Montreuil, secondo molte fonti gridando frasi legate all’islam. È probabile che l’assassino di ieri avesse dei problemi psichici, ma è inevitabile pensare quanto la tensione in Francia, e la paura dei francesi, sia connessa alla comunità islamica.
L’attacco di questa mattina a Orly non ha fatto altri feriti, a parte il poliziotto e l’attentatore. Ma ci dice questo: che il new normal è la militarizzazione costante e vigile, e che non c’è modo di alleggerire lo stato d’emergenza, non nel breve termine.
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dal laicismo pornocratico GENDER ] “Via la Pasquetta, entri il Ramadan”, La gauche in Francia propone di scristianizzare e islamizzare il calendario
Giulio Meotti, [email protected] 24 Febbraio 2017 “Via la Pasquetta, entri il Ramadan”
Roma. Due anni fa furono le comunità islamiche a proporre la conversione delle chiese in moschee. Il rettore della grande moschea di Parigi, Dalil Boubaker, nella sua “Lettera aperta ai francesi” propose di ricorrere alle chiese vuote per ospitare i musulmani: “E’ un problema delicato, ma perché no?”, disse Boubaker. Adesso la sinistra al governo sembra averli presi sul serio. Un rapporto uscito ieri per la fondazione Terra Nova, principale pensatoio che fornisce le idee al Partito socialista, afferma che per meglio integrare l’islam si dovrebbero sostituire i lunedì di Pasqua e Pentecoste con le feste islamiche. E per essere ecumenici hanno inserito anche una festa ebraica. Scritto da Alain Christnacht e Marc-Olivier Padis, lo studio intitolato “L’emancipazione dell’islam di Francia” afferma che “affinché tutte le denominazioni siano trattate allo stesso modo, si dovrebbero includere due nuove date importanti, Yom Kippur e Eid el Kebir, con la rimozione di due lunedì che non corrispondono a particolari solennità”.
Via dunque Pasquetta e Pentecoste per far posto a quella che segna la fine del Ramadan. La proposta è respinta dalla Conferenza episcopale di Francia, ma è fatta propria dalla Unione delle organizzazioni islamiche francesi, vicina ai Fratelli musulmani, che vorrebbe includere nel calendario le feste islamiche di Fitr ed Eid. L’idea di sostituire le feste cristiane è sposata dall’Osservatorio della laicità, l’organo voluto dal presidente François Hollande per coordinare le politiche secolariste, che ha proposto di eliminare le feste cristiane per far posto a quelle islamiche, ebraiche e laiche. L’idea è arrivata da Dounia Bouzar, membro del direttivo dell’Osservatorio: “La Francia deve sostituire due feste cristiane per far posto al Kippur e all’Eid”. D’accordo con la proposta il presidente dell’Osservatorio, Jean-Louis Bianco. E ora arriva la raccomandazione di Terra Nova. Ma i socialisti francesi sembrano più islamofili dei musulmani, se pensiamo che Abdallah Zekri, presidente dell’Osservatorio sull’islamofobia, ha detto: “Aggiungiamo due feste, anziché eliminarle. Non si dica che vogliono spogliare Pietro per vestire Maometto”. Simile la proposta arrivata da un altro pensatoio, stavolta liberale, l’Istituto Montaigne che consiglia il candidato Emmanuel Macron. Nel rapporto scritto da Hakim El Karoui, l’istituto propone la creazione di un “Grande Imam di Francia”. Ma l’equivalenza morale non funziona nella laicità francese. Così Hollande, in occasione della Pasqua, si “dimentica” di rivolgere gli auguri ai cristiani, salvo che pochi mesi prima aveva rivolto i migliori auguri ai musulmani per il Ramadan. L’Istituto Montaigne ha anche suggerito di insegnare l’arabo nelle scuole. Lo ha appena chiesto anche Jack Lang, goscista e presidente dell’Istituto del mondo arabo: “Il mondo arabo è parte di noi”. A forza di ibridare culture, la Francia finirà per insegnare non anche l’arabo, ma solo l’arabo, e a officiare il Ramadan anziché la Pasqua. Quanto agli ebrei francesi, sono in tanti oggi a voler togliere loro la kippà.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

il laicismo pornocratico GENDER ] L’Inghilterra cancella la Pasqua. Dalle uova. La tradizionale caccia alle uova nei parchi è diventata un buon modo per fare soldi spacciato per metodo di inclusione religiosa di Antonio Gurrado, 5 Aprile 2017 BANDIERA BIANCA. L’Inghilterra cancella la Pasqua. Dalle uova. Dai, veramente ci stiamo scandalizzando per le uova senza Pasqua? Veramente siamo stati colti di sorpresa? I giornali raccontano che in Inghilterra il National Trust, l’ente che protegge e valorizza luoghi di interesse storico o naturale, quest’anno ha deciso di organizzare la tradizionale caccia alle uova nei parchi senza specificare trattarsi di uova di Pasqua ma limitandosi a un più vago “caccia britannica alle uova”. Veramente non ce l’aspettavamo? Da anni in Inghilterra è diventato pressoché impossibile trovare un biglietto che non riduca Pasqua a coniglietti o addirittura a cuoricini adespoti, quando non ne censura il nome porgendo generici “season’s greetings”, “auguri di stagione”. Veramente ci sembra strano?
La caccia alle uova è sponsorizzata da Cadbury, grande produttore di cioccolato fondato due secoli fa da un cristiano praticante ma ora gestito da gente lesta a dichiarare che togliere la Pasqua dalle uova è un modo per coinvolgere persone di tutte le fedi e di nessuna. Tradotto, è un modo di avere più clienti. E noi veramente restiamo a bocca aperta? In verità per saperlo non c’era bisogno di leggere i giornali, bastava leggere i Vangeli: “Non potete servire Dio e Mammona”.
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le attività commerciali di Domenica devono essere chiuse! Lo scontificio di Serravalle Scrivia e la morte del cristianesimo italiano, Il clero ha delegato la difesa della sua festa più solenne ai sindacati, alla segretaria della Cisl di Camillo Langone, 4 Aprile 2017 PREGHIERA
Lo scontificio di Serravalle Scrivia e la morte del cristianesimo italiano. “In Iraq il cristianesimo è morto”, ha affermato un ecclesiastico prima di abbandonare Baghdad. Non si pensi che in Italia sia vivo. La vicenda dello scontificio di Serravalle Scrivia è la riprova che il cristianesimo italiano “iam fetet”. Il vescovo del luogo, oggi pure lui passato a miglior vita, benedisse la struttura dicendo: “Qui tutto costa meno. Ed è giusto così”. Al solito prete ignaro del Vangelo, gli sarebbe bastato leggere la parabola del buon samaritano per scoprire che non esistono cure gratis, pasti gratis, sconti gratis. Era inevitabile che lo scontificio, perpetuamente affollato da masse “alla ricerca di un’esperienza shopping indimenticabile”, gli sconti li facesse pagare a Gesù Cristo: dapprima aprendo nelle domeniche normali e oggi minacciando di aprire nella domenica delle domeniche, a Pasqua.
Il parroco del luogo minimizza siccome il terzo comandamento non viene rispettato da tanto tempo e allora tanto vale. Insomma il clero ha delegato la difesa della sua festa più solenne ai sindacati, alla segretaria della Cisl che, intervistata da Avvenire, si è detta intenzionata a difendere Pasqua e Primo Maggio insieme (tanto per ricordarci che il cristianesimo è morto ma il cattocomunismo respira ancora). Io credo nella risurrezione della carne, figuriamoci se non credo nella possibilità della risurrezione del cristianesimo italiano: che però intanto giace a terra, esanime, fra la vetrina di Dolce & Gabbana e quella di Michael Kors.
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“I cristiani sono le prime vittime della mancanza di libertà religiosa nel mondo” Parole forti e chiare in Vaticano: “Crescita inquietante di forme di intolleranza e di episodi di discriminazione” di Matteo Matzuzzi, 4 Aprile 2017 “I cristiani sono le prime vittime della mancanza di libertà religiosa nel mondo”
Mons. Paul Gallagher
Roma. Giovedì scorso, all’Università cattolica di Milano, il segretario per i Rapporti con gli stati della Santa Sede, mons. Paul Gallagher, ha tenuto la prolusione in apertura del convegno internazionale sulla libertà religiosa nell’attuale contesto globale. Gallagher è partito da lontano, dall’azione messa in campo da Pio XI – il cui pontificato è definito “un passaggio fondamentale” del Novecento – e dai suoi successori, da Papa Pacelli fino a Benedetto XVI e Francesco, passando per Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Sarà proprio il Pontefice polacco a “sviluppare e promuovere” la libertà religiosa, “soprattutto in chiave antitotalitaria, al fine di garantire la piena libertà alle chiese locali. Il diritto alla libertà religiosa – ha sottolineato mons. Gallagher – diverrà uno degli assi portanti della diplomazia della Santa Sede”. Nella visione di san Giovani Paolo II, “la libertà religiosa è la condizione irrinunciabile perché la chiesa possa svolgere la sua missione a beneficio dell’intera umanità”.
Un excursus storico utile a ribadire “una visione dei diritti in chiave universalistica, contro ogni forma di riduzionismo al contesto culturale e temporale”. Ma il discorso del numero tre della Segreteria di stato focalizza l’attenzione sulla situazione odierna, tutt’altro che rosea: “Nell’ultimo periodo, su scala mondiale, senza eccezione per il continente europeo, si è testimoni di come il rispetto per la libertà religiosa viene sovente compromesso, con un preoccupante peggioramento delle condizioni di tale libertà fondamentale, che in diversi casi ha raggiunto il grado di una persecuzione aperta, in cui sempre più spesso i cristiani sono le prime vittime, benché non le sole”, ha sottolineato il presule. E se è vero che “fattori determinanti di queste situazioni allarmanti sono certamente riconducibili al permanere di stati autoritari e non democratici”, è altrettanto vero – e chiarissimo, nell’analisi della Santa Sede – che “in molti paesi di antica tradizione democratica la dimensione religiosa tende a essere vista con un certo sospetto, sia a causa delle problematiche inerenti al contesto multiculturale sia per l’affermarsi ideologico di una visione secolarista, secondo cui le religioni rappresenterebbero una forma di ‘sottocultura’, portatrici di un passato da superare”. Mons. Gallagher ci tiene a ricordare che “è un merito storico e sofferto del cristianesimo avere contribuito a creare, nella separazione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, la possibilità di sviluppo di uno stato laico, inteso non come uno stato totalmente avulso dalla religione, o peggio ancora come uno stato agnostico, ma come uno stato che, consapevole del valore del riferimento religioso per i suoi cittadini, garantisce a ciascuno il diritto di vivere secondo la propria coscienza la dimensione religiosa”. E ciò “deve avvenire sul piano individuale e su quello comunitario, pur avendo uguale rispetto per quanti non si riconoscono in alcun riferimento trascendente”.
A pochi giorni dalle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma nella cornice storica del Campidoglio (con tanto di udienza papale in Vaticano), la situazione è ben diversa da allora, epoca in cui Robert Schuman – non a caso a più riprese lodato da Francesco insieme a Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, la triade che insieme a Jean Monnet pose le basi per l’Europa unita – poteva dire che “l’Europa sarà cristiana o non sarà”. “Purtroppo, anche in Europa – ha osservato mons. Gallagher – si nota una crescita inquietante di forme di intolleranza e di episodi di discriminazione nei confronti dei cristiani”. I numeri, dopotutto, sono chiari, dal momento che solo nel biennio 2014-2015 l’Osservatorio per l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa ha ricevuto circa 1.700 segnalazioni di casi di intolleranza e di discriminazione contro i cristiani nel vecchio continente. “Nell’attuale contesto, appare perciò intrinsecamente contraddittorio chiedere la libertà per tutti e, in nome di quella stessa libertà, negarla ad alcuni gruppi, specialmente a quelli religiosi. Deve, dunque, essere un dovere delle istituzioni contrastare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento religioso e, in prospettiva positiva, promuovere e proteggere la libertà religiosa allo stesso modo e con tutti gli strumenti impiegati per la difesa di ogni altro diritto fondamentale”.
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Il mondo odia i cristiani, L’odio islamista per i cristiani che l’occidente non vede, Il martirio come destino ineluttabile, la persecuzione infinita contro chi porta “un messaggio scandaloso” per la realtà di oggi. “E’ come stare nelle catacombe”, Matteo Matzuzzi 14 Aprile IL MONDO ODIA I CRISTIANI
“Come potranno i nostri fratelli cristiani resistere a una manifestazione così evidente del male che, anche se in parte sconfitto, ha lasciato delle conseguenze che superano la dimensione puramente umana?”, si chiedeva il vescovo di Carpi, Francesco Cavina, mentre per l’ennesima volta in questi anni piagati dalla furia dell’orda califfale metteva piede nella piana di Ninive, dove si parla ancora l’aramaico di Gesù. Celebrando l’eucaristia nella cattedrale siro-cattolica di Qaraqosh, devastata dall’avanzata jihadista e solo da poche settimane liberata. Un piccolo altare posticcio, una croce, due candele. Tanto basta per una messa nella chiesa trasformata in un poligono di tiro dagli sgherri del califfo Abu Bakr al Baghdadi, che nella loro ritirata hanno dato fuoco agli arredi sacri, come ultimo sfregio.
“L’emozione di celebrare in questo luogo è paragonabile a quella che si prova quando si celebra nelle catacombe a Roma, luogo di sepoltura dei martiri. Qui si può toccare con mano cosa hanno dovuto patire i cristiani dell’Iraq per poter restare fedeli alla propria fede”, aggiungeva Cavina. Ed è altrettanto comprensibile, “che i cristiani si pongano il terribile interrogativo per sé e per i propri figli: ‘Che ne sarà di noi? Oggi abbiamo salva la vita, ma domani? Come sarà possibile tornare nelle nostre case, ammesso che si possano ricostruire, se non ci viene riconosciuto il diritto di vivere in pace nella nostra terra?”. Domande che tra gli sfollati della piana di Ninive, cacciati dalle loro case con il marchio di nazareno, circolano quotidianamente. La sistemazione provvisoria in Kurdistan va bene, l’accoglienza è ottima, tende e container bastano per ora a far fronte all’emergenza che ormai è divenuta normalità. Ma le cicatrici lasciate da quel male così evidente resteranno. Si rischia però di limitare il problema al contingente, declinando la conta dei nuovi martiri su uno sfondo meramente geopolitico. “Io credo che il motivo della persecuzione vada ricercato nel fatto che, in un mondo come il nostro che tenta di imporre in tante modalità un pensiero unico, i cristiani con tutte le loro incoerenze rappresentano una originalità che diventa insopportabile”, dice al Foglio mons. Francesco Cavina. “Mi ha colpito che nel breviario di ieri ci fosse un’antifona che recita ‘Dissero gli empi: opprimiamo il giusto. Egli è contro le nostre opere’. Questa preghiera, secondo me, spiega molto della persecuzione contro i cristiani. Il mondo non accetta le nostre opere, il nostro è un messaggio che va contro il pensiero dominante. Penso – aggiunge il vescovo di Carpi – che la Lettera a Diogneto sia di grande attualità, perché chiarisce il modo di rapportarsi del mondo nei confronti dei cristiani. Essi fanno del bene, hanno figli e non ripudiano i loro bambini. Amano tutti però vengono da tutti perseguitati. Proprio perché il loro modo di vivere, il messaggio che propongono va contro questo pensiero unico che si esprime in tante forme”.
Celebrare la messa nella cattedrale distrutta di Qaraqosh, nella piana di Ninive, in Iraq. Bastano un altare e una croce
Padre Pierbattista Pizzaballa, quand’era ancora custode di Terra Santa, diceva a questo giornale che tornare alla convivenza d’un tempo, quando musulmani e cristiani erano pacifici vicini di casa, sarà difficile, per non dire impossibile. “Ci vorranno molto tempo e diverse generazioni per recuperare il tipo di coesistenza precedente la guerra”, spiegava. “Io sono convinto che si debba dialogare, sia perché senza dialogo siamo finiti sia perché il dialogo è incontro con l’altro e parte integrante della mia vita di fede. Ma deve essere fatto nella verità. Non so – aggiungeva il frate francescano – se si possa dialogare tra le fedi. Io penso di no. Però si può dialogare tra credenti e condividere le esperienze di fede. Questo si deve fare. Non posso credere che vi sia un miliardo e mezzo di persone con le quali non posso entrare in relazione. E’ una aberrazione pensare questo. Dobbiamo farlo, ma nel rispetto reciproco, nella verità. Su questo non si può transigere”.
I numeri della persecuzione anticristiana. In 500 milioni non possono professare la loro fede
Diffuso il rapporto di Open Doors/Porte Aperte. Diminuiscono i morti, ma l’odio contro i cristiani aumenta ovunque nel mondo. Il problema asiatico,
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Il mondo odia i cristiani, L’odio islamista per i cristiani che l’occidente non vede, Il martirio come destino ineluttabile, la persecuzione infinita il terrore in Africa, Il martirologio s’aggiorna di giorno in giorno, i numeri sono quelli roboanti che gli istituti specializzati e i centri di ricerca internazionali periodicamente elencano: un cristiano ucciso ogni sei minuti nel 2016, cinquecento milioni i fedeli a Cristo perseguitati per la loro fede alle più varie latitudini del pianeta. Persecuzioni con la spada o in guanti bianchi, come va di moda nell’occidente pronto a rinnegare l’elemento religioso, nell’illusione ormai pluridecennale che così l’irenismo possa trionfare senza troppi ostacoli. Cambia il mezzo, non il fine ultimo, che è quello di annichilire intere comunità, fino a portarle all’estinzione. “Non c’è cristianesimo senza martirio”, diceva il Pontefice in una delle omelie pronunciate nella piccola cappella di Santa Marta, non troppo tempo fa. In Egitto lo sanno bene. Domenica scorsa, la domenica delle palme, Tawadros II, il Papa copto, vagava con lo sguardo perso tra i cadaveri che chiudevano l’ingresso della cattedrale di San Marco, divenuta una sorta d’ospedale da campo per accogliere i superstiti dell’attentato che chirurgicamente ha colpito i cristiani mentre erano riuniti per celebrare l’inizio della Settimana Santa, che per i copti (i “nativi”) è la processione della croce gloriosa. Bombe umane ad Alessandria e a Tanta, seguendo sempre lo stesso schema: massacrare più infedeli possibile, nei loro luoghi sacri, nei giorni di festa. Il giorno dopo, a neppure ventiquattr’ore di distanza, i funerali solenni e la certezza che quelle decine di morti “sono passati dal dolore del martirio alla gloria della Resurrezione”.
La situazione in Nigeria, dove “i terroristi entrano casa per casa e uccidono chi trovano dentro. La nostra arma? Il Rosario”
Un refrain triste: a dicembre l’attentato nella chiesa cairota dei Santi Pietro e Paolo, e ancor prima, qualche anno fa, le bombe negli edifici di culto ad Alessandria. Senza dimenticare lo sgozzamento teatrale di ventuno operai copti sul lungomare libico, con il sangue diluito nelle scure acque del Mediterraneo. Monito agli infedeli africani e a quelli europei, dall’altra parte del mare. Non faranno festa, a Pasqua, i copti. Domenica, mentre il Gloria tornerà a essere cantato dopo il silenzio quaresimale, in Egitto le chiese si apriranno per un momento di raccoglimento e preghiera. Nulla di più. E’ la consapevolezza che il destino è questo, quasi segnato. Ashraf Ramelah, presidente dell’ong Voice of the Copts, dopo ogni attentato ripete la medesima, stanca frase: “Niente di nuovo, è sempre la solita cosa. Ci siamo abituati”. Il Papa di Roma, dopotutto, l’ha detto tante volte: i cristiani, oggi, sono perseguitati più che nei primi secoli, “i martiri sono quelli che portano avanti la chiesa, sono quelli che sostengono la chiesa, che l’hanno sostenuta e la sostengono oggi. E oggi ce ne sono più dei primi secoli. I media non lo dicono perché non fa notizia, ma tanti cristiani nel mondo oggi sono beati perché perseguitati, insultati, carcerati. Ce ne sono tanti in carcere, soltanto per portare una croce o per confessare Gesù Cristo”, diceva Francesco. “Questa è la gloria della Chiesa e il nostro sostegno e anche la nostra umiliazione: noi che abbiamo tutto, tutto sembra facile per noi e se ci manca qualcosa ci lamentiamo. Ma pensiamo a questi fratelli e sorelle che oggi, in numero più grande dei primi secoli, soffrono il martirio!”. Capire perché, oggi, i cristiani siano così perseguitati, è questione non semplice e le dotte spiegazioni accademiche spesso non bastano a soddisfare le domande. Certo, “alcune volte i cristiani sono utilizzati come trofeo in una guerra tra gruppi islamici”, diceva alla Radio Vaticana il giornalista Nello Scavo, autore di Perseguitati (Piemme): “Ci sono delle realtà nelle quali fazioni sciite e fazioni sunnite si contendono spazi di potere e la corsa a dimostrare di essere più forti viene svolta uccidendo cristiani; quindi ‘più cristiani uccido, più dimostro di essere forte’”.
“Non c’è cristianesimo senza martirio. Questa è la gloria della Chiesa e anche la nostra umiliazione”, diceva il Papa
Alla fine, si torna indietro di duemila anni, alla radice di tutto: “Il fatto è che il messaggio cristiano – come del resto la predicazione di Gesù al suo tempo – è scandaloso. Gli ebrei di allora fa arrivarono a dire che Gesù stava bestemmiando. Oggi quel messaggio è altrettanto rifiutato; un rifiuto che è pienamente umano. L’uomo non lo accetta perché si sta snaturando nella sua umanità. Di conseguenza, dice Cavina, diventa difficile accettare un messaggio che è fatto per l’uomo. E noi sappiamo che questo accade quando la società entra in una fase di crisi dal punto di vista degli ideali e della morale”.
Un rifiuto che è ben visibile proprio nella realtà egiziana, scriveva martedì su Avvenire l’egiziano Wael Farouq, docente all’Università Cattolica di Milano: “La domenica delle Palme è un giorno speciale per i bambini. Le madri, una volta, si divertivano a creare simboli e giocattoli con foglie di palma. Noi, bambini musulmani, ricevevamo corone, stelle e spade fatte con queste foglie, mentre i bambini cristiani portavano le croci. Li accompagnavamo in corteo fino alle porte della chiesa. Loro entravano per la messa e noi ricevevamo qualche dolce. Poi, in attesa che uscissero, proteggevamo la chiesa da nemici e dèmoni invisibili con le nostre spade”.
Poi, tutto è cambiato. “Alla fine degli anni Settanta del Novecento, il presidente Anwar el Sadat ha aperto lo spazio pubblico agli islamisti e milioni di egiziani sono emigrati verso i paesi del Golfo, verso società uniformi che non conoscevano il pluralismo religioso e non lo accettavano. E’ stato l’inizio della propaganda d’odio contro i cristiani in generale e quelli egiziani in particolare”. Le conseguenze sono visibili oggi, con “il cristianesimo” che “rischia di non essere più presente nella terra in cui è nata la fede di Cristo”, osservava poco meno d’un anno fa il cardinale Jean-Louis Tauran, diplomatico e attuale presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso: “Nel 1910, il venti per cento della popolazione mediorientale era cristiana; ora è meno del quattro. Evidentemente, c’è un piano d’azione per cancellare il cristianesimo dal medio oriente e questo può chiamarsi o quantomeno richiamare il genocidio”.
“Il nostro è un messaggio che va contro il pensiero dominante. L’uomo non è più in grado di accettarlo”, osserva mons. Cavina
Di sicuro lo chiamano così in Nigeria, enorme paese africano dove la persecuzione va avanti da anni. Cambiano i governi, gli organismi internazionali assicurano che faranno di tutto per stroncare Boko Haram, i minuti di raccoglimento si ripetono con cadenza regolare. Ma i morti continuano ad accumularsi: bombe, umane o piazzate in qualche auto. Spesso i fondamentalisti usano i bambini, mandati in un mercato con una cintura esplosiva ben stretta in vita. L’anno scorso, Open Doors presentò un rapporto dettagliato, “Crushed but not defeated”. La constatazione era drammatica: “La presenza cristiana in alcune aree della Nigeria è stata virtualmente cancellata”. Boko Haram c’entra, ma non è l’unico gruppo a colpire i cristiani: “Anche allevatori musulmani Hausa-Fulani e l’élite musulmana politica e religiosa del nord sono attori principali della violenza che mira a colpire la minoranza cristiana”. Non a caso, Philip Jenkins, tra i massimi esperti di cristianesimo a livello mondiale, ripete da anni che “in Nigeria si gioca l’equilibrio fra islam e cristianesimo”. Il vescovo cattolico di Nomadi, Hyacinth Egbebo, era ancora più drastico: “Se cade la Nigeria, tutta l’Africa sarà a rischio”. E si parla del continente dove il cristianesimo è in costante e forte crescita, come dimostrano le statistiche e, da ultimo, l’Annuario pontificio. “Entrano casa per casa e uccidono chi trovano”, diceva mons. Oliver Dashe Doeme, vescovo di Maiduguri, che a domanda su quale fosse l’unica arma a disposizione dei cristiani per resistere e combattere i presecutori aveva risposto: “Il Rosario”.
L’odio islamista per i cristiani che l’occidente non vede, Il fatto è che dal Pakistan (con le periodiche stragi in luoghi di culto e perfino in un parco pubblico, come l’anno scorso a Lahore, nel giorno di Pasqua) al vicino e medio oriente, dall’Asia orientale all’Africa più profonda, i cristiani sono le vittime designate, l’agnello da sacrificare sull’altare dell’ideologia fondamentalista. Vittime perché senza patria, enclave sociale, storica e religiosa che secoli di crociate e calate barbariche hanno comunque fatto sopravvivere. Ora, con “la terza guerra mondiale a pezzi”, il destino pare segnato. Come quello dei copti in Egitto. Alla fine, conta quel che misero per iscritto i patriarchi cattolici d’oriente, che si riunirono in Libano nel settembre di ormai quattro anni fa: “Se il mondo perde il Vangelo, conoscerà una situazione di distruzione, come quella che noi viviamo oggi”.
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L’attentato in Egitto “è un accanimento contro la Chiesa e contro i cristiani” Dure parole del nunzio vaticano, mons. Musarò, dopo la strage di copti avvenuta ieri a Minya. Il Papa parla di “vile oltraggio”. “Uccisi perché hanno rifiutato di convertirsi all’islam”, dice padre Gabriel, della parrocchia copta romana di San Mina di Matteo Matzuzzi, 27 Maggio 2017 L’attentato in Egitto “è un accanimento contro la Chiesa e contro i cristiani”, Roma. In un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, il Papa si è detto “profondamente colpito dal barbaro attacco” contro un pullman di pellegrini copti diretti al monastero di San Samuele, avvenuto ieri in Egitto. Francesco – che nel paese nordafricano si era recato in visita il mese scorso, lo definisce un “atto di odio insensato” e manifesta la sua solidarietà a quanti sono stati colpiti da questo “violento oltraggio”, in particolare ai “bambini che hanno perso la vita”. Poco prima, il nunzio al Cairo, mons. Bruno Musarò, aveva parlato di “vile attentato da condannare con forza. Questo è un accanimento contro i cristiani, contro la Chiesa e contro tutti gli egiziani. Preghiamo per le vittime e i feriti e ci stringiamo intorno alle loro famiglie”. Un attentato che, ha detto all’agenzia Sir padre Hani Bakhoum Kiroulos, segretario del Patriarcato copto cattolico d’Egitto, “arriva come spesso accaduto in passato, in corrispondenza delle feste. In questo tempo i cristiani festeggiano l’Ascensione e si preparano a vivere la Pentecoste, mentre i musulmani domani (oggi, ndr) cominciano il mese di Ramadan. Ancora sangue versato che ci provoca tristezza e tanta preoccupazione per il nostro paese. Ora tornerà la paura e con essa di nuovo le chiese blindate”. Anche il Grande imam di al Azhar, Ahmed al Tayyeb, ha condannato l’attentato, definendolo “inaccettabile”. “Ogni musulmano e ogni cristiano lo condanna”, ha detto parlando a Nile Tv, aggiungendo che “tale atto mira a danneggiare la stabilità del paese”.
“Hanno scelto una giornata particolare per l’attentato: domani (oggi, ndr) inizia il Ramadan. Pistole puntate a testa e collo per morte veloce”, ha detto padre Antonio Gabriel, parroco della chiesa copto San Mina e Papa Kirollos di Roma, in un’intervista al Tg2000: “Sull’autobus c’erano anche tanti bambini. Hanno rubato soldi e oro. Hanno anche chiesto loro di rinunciare a Cristo e di diventare musulmani. Se avessero accettato, li avrebbero salvati. Ma i pellegrini hanno rifiutato e così sono stati uccisi”.
“Ogni giorno, la chiesa egiziana offre martiri. E’ conosciuta come una chiesa nazionale (e non lo è) ma mai smetterà di sacrificare la sua gente, martiri sia della chiesa che della loro patria”, ha detto Aghason Talaat, arcivescovo copto di Maghagha, dove è avvenuto l’attacco.
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I cristiani del medio oriente, i nuovi ebrei, Stanno scomparendo: ne approfitterà l’islam radicale, ha scritto il Wall Street Journal il 12 maggio
22 Maggio 2017 I cristiani del medio oriente, i nuovi ebrei, Come gli ebrei prima di loro, i cristiani stanno fuggendo dal medio oriente, svuotando delle sue antiche religioni quella che una volta era una delle regioni più diversificate del mondo”. Così il Wall Street Journal racconta uno smottamento senza precedenti nella regione in una inchiesta ricca di storie e statistiche.
Secondo Todd Johnson, direttore del Centro per lo studio del cristianesimo globale presso il Seminario teologico di Gordon-Conwell a Hamilton, Massachusetts, entro il 2025 i cristiani dovrebbero rappresentare poco più del tre per cento della popolazione del medio oriente, dal 4,2 per cento che erano nel 2010. Un secolo prima, nel 1910, erano il 13,6 per cento.
“L’esodo lascia il medio oriente dominato in gran parte dall’islam, le cui divisioni rivali spesso si scontrano, aumentando la prospettiva che il radicalismo nella regione si acuisca. ‘La scomparsa di tali minoranze mette i gruppi più radicali in condizione di dominare la società’, ha dichiarato Johnson. ‘Le minoranze religiose hanno un effetto moderatore’. Lo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011 ha spinto circa la metà della popolazione cristiana di 2,5 milioni di persone a fuggire dal paese, secondo le organizzazioni cristiane che seguono il flusso. Molti sono scappati nel vicino Libano, un’anomalia nella regione, dove i cristiani esercitano potere politico e praticano il culto liberamente. In Iraq, l’instabilità che ha avuto inizio nel 2003, quando un’invasione americana ha rovesciato il leader iracheno Saddam Hussein, si è approfondita più di un decennio più tardi quando lo Stato islamico ha preso possesso di circa un quarto del paese. Dei cristiani del paese ne rimane solo un quinto: erano all’incirca un milione e mezzo nel 2003. Per la prima volta in quasi due millenni, la seconda città irachena, Mosul, una volta sede di antiche religioni, manca di una popolazione cristiana”.
Oggi sino più numerosi i cristiani arabi che vivono al di fuori del medio oriente di quelli rimasti nella regione. “Circa venti milioni – spiega ancora il Wall Street Journal – vivono all’estero, contro i 15 milioni di cristiani arabi che rimangono nel medio oriente, secondo un rapporto dell’anno scorso di un trio di charities cristiane e dell’Università di East London. Nel 1971, i cristiani copti egiziani avevano due chiese negli Stati Uniti. Oggi ci sono 252 chiese copte, secondo Samuel Tadros del Centro per la libertà religiosa dell’Istituto Hudson. Tadros stima che circa un milione di copti siano fuggiti dall’Egitto fin dagli anni Cinquanta”.
Per altro verso, nota il giornale, “la diaspora araba cristiana negli Stati Uniti è già emersa come una potenza nella politica e negli affari. Dina Powell, l’influente membro del consiglio di sicurezza nazionale di Trump, è di origine copta egiziana”.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Un mondo di martiri, Perseguitati perché cristiani nell’Europa atea del Novecento. Il martirologio dimenticato nella guerra fredda dei totalitarismi di Matteo Matzuzzi 8 Maggio 2017 Un mondo di martiri, “Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra. Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della…
http://www.ilfoglio.it/magazine/2017/05/08/news/un-mondo-di-martiri-133353/
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Incitazione al martirio non è terrorismo, dice la Cassazione [ quindi si può chiamare i musulmani alla jihad in Occidente ] Secondo la Cassazione il proselitismo e l’incitazione al martirio in nome del proprio credo non costituisce reato; nello specifico, i giudici si sono espressi sul caso dei tre tunisini e un magrebino
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Socci e i cristiani perseguitati, le colpe dell’occidente distratto, Antonio Socci sarà domani alla veglia del Foglio per Israele e i cristiani perseguitati. Porterà la sua testimonianza di giornalista cattolico che al dramma immane, anche numericamente, dei cristiani in molti quadranti del mondo, dall’Asia all’Africa, si dedica da molto tempo. di Maurizio Crippa, 30 Luglio 2014 alle 14:52. Socci e i cristiani perseguitati, le colpe dell’occidente distratto, Antonio Socci sarà domani alla veglia del Foglio per Israele e i cristiani perseguitati. Porterà la sua testimonianza di giornalista cattolico che al dramma immane, anche numericamente, dei cristiani in molti quadranti del mondo, dall’Asia all’Africa, si dedica da molto tempo. E che spesso ha anche denunciato lo “scandalo” aggiuntivo, ma per nulla minore, del disinteresse occidentale e persino della stessa chiesa per la loro sorte. “Lo scrissi in un libro del 2002, ‘I nuovi perseguitati’. Già allora, studiando i dati mi colpì la sproporzione tra il fenomeno enorme e il nostro disinteresse: milioni di cristiani rischiano la vita ogni giorno, 160 mila vittime all’anno in America latina, Nordafrica, paesi arabi e Asia. Quel libro almeno contribuì ad accendere un interesse in Italia tra vari intellettuali laici, che da allora resiste. Ma in generale siamo proprio noi occidentali a disinteressarci.
E il motivo c’è: i cristiani non fanno notizia, anzi la loro persecuzione non interessa nessuno, fino a essere in qualche modo tollerata, giustificata. Faccio un esempio: abbiamo celebrato tutti e con ottimi motivi Nelson Mandela, la sua lunga carcerazione, ecc. Ma chi dice, o almeno sa, che in Cina ci sono vescovi cattolici in carcere da oltre 40 anni, di cui ignoriamo pure i nomi? Quelli non fanno notizia, non fanno numero”. E’ una conseguenza del “laicismo” occidentale? Non solo. “Anche i cristiani non hanno coscienza, educazione su questo. Pensa che il libro più bello sulle persecuzioni dei cristiani l’ha fatto un ebreo americano anni fa, Michael Horowitz, ‘Il loro sangue grida’. Ma basterebbe pensare al Sudan, il più grande stato dell’Africa, dove in vent’anni ci sono stati due milioni di morti tra i cristiani, non se ne occupava nessuno”. Insomma, non è solo colpa del nuovo “Califfato” in Iraq, o del conflitto mediorientale… “Chiaro, quello che avviene ora, e anzi da parecchi anni a questa parte, dall’Isis a Boko Haram, è l’esplodere di un integralismo dell’islam che in forma così violenta non era esistito negli ultimi secoli.
Va al di là di ogni ragione. Una religione che pretende di poter esserci solo lei, negando il diritto di esistenza a tutto ciò che è diverso, facendone il proprio programma è una cosa inaudita. Allo stesso tempo, torno a dire c’è stata, c’è ancora, troppa distrazione, figlia di un pregiudizio anticristiano. Ricordiamoci il caso di Sakineh in Iran, che era stata condannata per adulterio. Lì ci fu una campagna mondiale, ma in fondo solo perché si toccava il tema della libertà sessuale della persona in chiave ‘occidentale’. Ma di Asia Bibi che è in carcere da anni solo perché è cristiana, solo per la sua fede? Abbiamo visto forse le stesse campagne mediatiche?”. Ogni tanto, la politica qualcosa la fa, però? “E’ vero, io ho ringraziato pubblicamente Cameron e Renzi per quanto hanno fatto per Meriam, la ragazza sudanese condannata per la sua fede. Ma credimi, c’è chi mi ha rimproverato dicendo che l’avevano fatto per ritorno mediatico. E io dico: ben venga lo stesso, ma ti pare? Angela Merkel ha avuto il coraggio di dire: ‘I cristiani sono il gruppo umano più perseguitato nel mondo’. Ben venga, speriamo”.
ttp://www.ilfoglio.it/articoli/2014/07/30/news/socci-e-i-cristiani-perseguitati-le-colpe-delloccidente-distratto-75415/
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I nuovi perseguitati: indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio, Antonio Socci, Piemme, 2002 – 159 pagine 250 milioni di cristiani rischiano la vita ogni giorno. Il bilancio è tragico: 160.000 vittime all’anno in America Latina, Nord Africa, Paesi Arabi e Asia, 604 missionari trucidati dal 1990 a oggi in Messico, Colombia, Algeria, Arabia Saudita, Pakistan, India, Cina e Birmania. All’alba del terzo millennio i cristiani subiscono ancora persecuzioni cruente, costanti e diffuse. Si tratta di massacri perpetrati per ragioni politiche oppure in nome della fede? Un reportage giornalistico che fa il punto sulla situazione internazionale cogliendo i nessi fra politica, economia e cultura. https://books.google.it/books/about/I_nuovi_perseguitati.html?id=I9VHPQAACAAJ&redir_esc=y&hl=it
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Antonio Socci, I nuovi perseguitati, Prefazione di Ernesto Galli della Loggia, Piemme – Casale Monferrato (Al) 2002, Pagine: 160, Duecento milioni di cristiani rischiano la vita ogni giorno per la loro fede. Il bilancio è tragico: ogni anno 160.000 vittime in America Latina, Nord Africa, Paesi Arabi e Asia. Un reportage giornalistico avvincente che fa il punto sulla situazione internazionale cogliendo i nessi fra politica, economia e cultura con lucidità ed efficacia. https://it.clonline.org/libri/libri-consigliati/i-nuovi-perseguitati-2002
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CMC CENTRO CULTURALE DI MILANO. “I nuovi perseguitati”. Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! intervengono Antonio Socci Paolo Mieli coordina Alberto Savorana Milano – Auditorium 28/05/2002 © CMC CENTRO CULTURALE DI MILANO Via Zebedia, 2 20123 Milano tel. 0286455162-68 fax 0286455169 www.cmc.milano.itAuditorium di Milano, 28 maggio 2002 ore 21.00 Presentazione del libro I NUOVI PERSEGUITATI Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio di Antonio Socci Ed. Piemme 2001 Alberto Savorana:I nuovi perseguitati di Antonio Socci: giornalista, editorialista e scrittore, un volume pubblicato dall’editore Piemme, alla presentazione del quale abbiamo invitato Paolo Mieli. Dovete sapere che non abbiamo avuto notizia di questo libro da Antonio Socci, ma da Paolo Mieli che rispondendo a un lettore nella sua rubrica sul Corriere della Sera, dice di aver finito di leggere le bozze di un libro bellissimo di Antonio Socci che presto sarebbe stato pubblicato. Quindi abbiamo voluto avere con noi questi due ospiti, per un invito alla lettura o per un approfondimento – per chi già si fosse gettato nelle pagine di questo libro. Li abbiamo invitati per aiutarci a renderci conto in maniera più profonda di quello su cui Antonio ha lavorato come contributo di passione per la verità e per la conoscenza di cui l’uomo e il suo cuore sono fatti. Noi siamo onorati di avere Paolo Mieli: che la sua parola possa introdurci al contenuto di questa sera, perché abbiamo sempre ammirato in lui una dote che noi vorremmo avere molto di più, e cioè quella lealtà, quella onestà rispetto alla realtà, ai dati del reale, ai dati della storia indagati senza preconcetti; indagati per la semplice passione di conoscere, e quindi in una disponibilità continua a mettere in discussione idee, pensieri e giudizi. In secondo luogo siamo qui per approfondire quel che Antonio disse rispondendo ad un lettore sul Corriere: cioè che della persecuzione dei cristiani in questo secolo si parla poco, puntando il dito su una indifferenza, una lontananza rispetto a una tragedia che riguarda e ha riguardato decine di milioni di persone, e non sono favole, perché Socci documenta quasi come rapporto di polizia queste cifre. Io credo che quell’accenno di Mieli sul Corriere, e poi il libro, ci aiutino a vincere questa orrenda indifferenza che è violenza e per questo, senza indugio, chiederei subito a Paolo Mieli di introdurci alle impressioni e ai pensieri che questo volume gli ha suscitato. Paolo Mieli: Ti ringrazio e voglio aprire questo mio intervento rivelando una cosa che neanche Socci sa. Pochi giorni fa si è riunita la giuria di un premio di letteratura e saggistica molto importante, il premio Capalbio, fatto da una giuria laica in genere poco sensibile a temi religiosi: all’unanimità hanno scelto il libro di Socci come il libro che sarà premiato. Ho voluto dirglielo in pubblico perché ripeto, non è una giuria di intellettuali che hanno familiarità con queste cose; io, nel mio piccolo, l’ho presa come una conferma di un’intuizione. Anche io, quando ho avuto in mano le bozze, ho avuto subito l’impressione che si trattasse di qualcosa di importante e significativo; ho percepito che cosa c’è di importante in questo libro, detto molto semplicemente.
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Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! In realtà il titolo non è molto preciso: doveva chiamarsi “I perseguitati dimenticati”, “I perseguitati segreti”, qualcosa che accennasse al fatto che è esplosivo e si può riassumere in poche cifre. I cattolici perseguitati in questo secolo sono decine di milioni: è una cifra sconvolgente! I martiri sono 45 milioni, sono cifre da guerra nucleare. Vi faccio una domanda, anzi un gioco: questa sera tornando a casa andate a sfogliare i manuali di storia dei vostri figli, dei vostri fratelli minori e guardate il Novecento; guardate se c’è un minimo accenno a questa realtà di questo secolo! Ripeto, è una cosa che ha dimensioni da terza guerra mondiale, queste sono le proporzioni, quindi la vera notizia del libro è che c’è una dimensione segreta di tante persone che hanno dato la vita per battaglie di tutti: di libertà, libertà di culto ma anche di altre libertà, di cui noi non sappiamo nulla, ed è qui che comincia la nostra storia. Perché noi non ne sappiamo nulla? il libro gira attorno a questo. C’è del malanimo, come una rivincita storica nei confronti del mondo cristiano, che porta ad approfondire temi come il silenzio di Pio XII nel corso del nazismo e a dimenticare 44 milioni di persone che hanno dato la vita perché credevano in Dio. Questa è una cosa dolorosa per chi, come me, si occupa di storia: è chiaro che c’è una sproporzione perché, per quanto possa essere stato silenzioso Pio XII (ed è una questione di cui, se poi volete, ne parliamo), non c’è proporzione fra una cosa e l’altra. Dietro ci sono tanti perché: anzitutto perché dei morti interessa solo chi ne è il colpevole; ad esempio, se i morti sono provocati dagli Americani, allora interessano, se invece sono provocati da altri, allora interessano meno (è questo il caso di Israele). Questo è un punto in cui Socci nel libro,da intellettuale cattolico, ha rotto un tabù: è uno tra i primi intellettuali cattolici che è stato capace di intercettare sentimenti di persone diverse che si trovavano a fare i conti con lo stesso problema. Possibile che i miei morti non facciano notizia e non se ne debba parlare? Ci sono morti, della stessa natura di quelle causate dal conflitto tra arabi e Israeliani, per cui quando qualcuno muore per mano araba, nessuno se ne occupa, nessuno soffre, nessuno alza un solo lamento. L’acutezza di Antonio Socci è quella di aver capito che c’è una connessione che lega tra loro tutti i morti dimenticati di questo secolo. Per questo io dicevo che il titolo doveva essere diverso, perché la novità di questa persecuzione è che è sotto gli occhi di tutti e nessuno la guarda. Ripeto: chiunque è entrato in contatto con questo libro soprattutto se, come me non cattolico, era impreparato a leggere una pagina del genere e ne ha provato un vero e proprio shock. Tuttavia a me sembra che tutto continui come prima nel trattare questi temi; lo shock non ha prodotto nel campo dell’informazione articoli in cui si vada ad approfondire tema per tema, questione per questione. Semplicemente il libro ha avuto fin qui delle ottime recensioni, ma quello che manca è l’apertura di una discussione, di un approfondimento serio; mancano poi “altri Socci” che vengano dopo e prendano da ognuna di queste pagine, come si fa per la storia, e approfondiscano. Concludo il mio primo intervento dicendo che, però, quando sono entrato qua questa sera e ho visto tutta questa folla mi si è aperto il cuore. Io penso che questo sia un battesimo importante per questo libro e quindi vi ringrazio di essere venuti qui in una dimensione così ampia a parlare di queste cose con noi. Grazie. Savorana: Grazie a Paolo Mieli, cedo la parola ad Antonio chiedendogli come è nata in lui l’idea di questo libro. Antonio Socci: Innanzitutto ringrazio Paolo per le cose che ha detto. Il libro è nato per pressioni di un mio caro amico che aveva letto dei miei articoli sul giornale su questo genere di argomenti e in particolare di una ragazza sudanese che era stata condannata, in base alla legge islamica, alla lapidazione.
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Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Io speravo vivamente che lo scrivesse qualcun altro, perché avevo altre cose in mente, altri progetti, e visto che il destino aveva deciso, ho impiegato così le vacanze di Natale. Soprattutto ho pensato che era un dovere morale farlo, perché anche a me sono parse terrificanti le dimensioni di questa tragedia, e penso sia scandaloso che si possa dire: “ Io non sapevo”, anche perché è una mattanza che è tuttora in corso. Premetto che questo libro è scandalosamente insufficiente in tutte le sue parti e vi assicuro che dedicare una riga e mezzo a quella che, per esempio, è stata la tragedia della chiesa in Messico, è qualcosa che grida vendetta, e il senso di questo libro è quello di essere umilmente un “sasso in piccionaia”, sperando che persone più brave di me, storici di professione, possano scavare su questi argomenti e andare fino in fondo. In questi giorni mi è capitato di fare molte presentazioni, e quello da cui tento di rifuggire è una discussione sul libro. Io vorrei che si parlasse di ciò che nel libro si accenna, e vi assicuro che è solo un accenno. Questo è un libro di centoquaranta pagine di cui solo una decina sono dedicate alla situazione attuale, ma se voi vi procurate il volume dell’associazione “Aiuta la Chiesa che soffre” vi troverete un volume di cinquecento pagine di casi di persecuzione accertati solo dell’anno precedente. Quindi, come potete capire, le dimensioni dei fatti sono tali che si vorrebbe sprofondare ad accennarle in maniera così vaga. Siccome io sono da giorni un po’ dentro al dibattito, vi voglio sottoporre le domande e le obiezioni che sono state sottoposte a me perché penso siano molto interessanti e facciano capire anche molti motivi del perché finora non se ne sia parlato. Una delle prime obiezioni che mi è stata mossa è questa: numeri colossali saranno certamente da spiegare in altri modi, cause politiche … ecc. Io ho tentato di spiegare che dal punto di vista dei carnefici ci sono sempre cause politiche per cui si giustificano stragi. La povera donna spagnola che fu ammazzata dai miliziani che le cacciarono il crocifisso in gola perché era madre di due gesuiti fu ammazzata per motivi politici; i tre preti che ha beatificato Giovanni Paolo II tre giorni fa in Bulgaria sono stati fucilati nel ‘52 per motivi politici perché erano spie del vaticano. O, per fare un altro esempio, Edoardo Focherini, che nessuno ricorda, manager di trentasette anni e amministratore del ”Avvenire d’Italia”, dirigente del ”Azione Cattolica” che fu arrestato dai nazisti per aver messo in salvo centocinque ebrei che è morto in campo di concentramento: anche lui ovviamente è stato ammazzato per motivi politici, ma forse anche Gesù, vista l’imputazione di Pilato in cima alla croce fu ammazzato per motivi politici. Da questo punto di vista io credo che sia un’obiezione da respingere con perdite. Io mi rifiuto di accettare la giustificazione della strage che danno i carnefici. A protezione dei carnefici c’è un aggettivo che non bisogna mai usare quando si parla di massacri, è l’aggettivo comunista. A questa domanda mi hanno risposto che oggi comanda la destra ed è fin troppo facile dare contro ai comunisti. Credo di non conoscere nessuno che abbia fatto carriera perché ha denunciato i crimini comunisti mentre conosco diverse persone che hanno avuto vita abbastanza facile per averli taciuti o per non averne parlato. Io credo che non sia di insulto a nessuno chiamare per nome le vittime e i carnefici. Un’ altra obiezione che mi sono sentito fare da Sandro Curzi è stata questa: il Novecento è stato veramente un secolo terribile, ci sono state stragi e genocidi di tutti i tipi, anche tra noi i comunisti ne hanno ammazzati tanti, come per esempio in Indonesia. Tutto questo è verissimo, anche i nazisti ne hanno ammazzati tanti, anche i fascisti. Il problema è quello di chiamare con il proprio nome le vittime e i carnefici, non esistono innocenti a priori: una persona che ammazza cinque persone è un assassino sanguinario, una persona che ne ammazza mille è normale semplicemente perché è entrato nel meccanismo della ideologia. Il grande moltiplicatore del passato è appunto l’ideologia; il meccanismo diabolico che è scattato nel Novecento è quello che va sotto il nome di “ideologia”, funzionante in maniere diverse ma che si sono trovate unite solo in questo fenomeno: il massacro dei cristiani. Un’altra osservazione cui mi sono trovato di fronte è che siamo il gruppo umano più perseguitato del pianeta ma nessuno ne parla; tutti ci boicottano, i giornali e le televisioni non ne parlano.
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SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Con questa affermazione temo di dare forse a qualcuno un dispiacere perché, una delle reazioni che alcuni hanno avuto leggendo questo libro ( soprattutto i lettori cattolici ), è stata quella di entrare in una specie di auto vittimismo. Anzitutto nella circostanza semplice e banale di questo libro ho costatato soprattutto l’opposto, se non altro perché ad averlo lanciato, ad aver sollevato in qualche modo lo scandalo di questo martirio immenso, sono stati per lo più intellettuali non cattolici, su giornali laici. Mi sono trovato quattro pagine di “Sette” su questo libro e, che io sappia, non credo che sia uscito su “Famiglia Cristiana”. Io rifiuto questa idea auto-ghettizzante del complotto contro i cattolici, perché sappiamo bene che i cattolici in Italia non sono gli ultimi arrivati: i cattolici in Italia hanno giornali, case editrici, hanno controllato e controllano ministeri, governi, scuola, televisioni, e se su questi argomenti non si è mai scritto nulla e non si sa nulla la colpa è prima di tutto dei cattolici. Scusate, c’è un capitolo di questo libro che non ho scritto, su quello che “L’Osservatore Romano” ha definito il più grande martirio del clero Italiano in duemila anni di storia del cristianesimo: i centinaia di preti ammazzati nel periodo quaranta-quarantasei da bande contrapposte. Preti sempre inermi e, in quel periodo, anche unici punti di riferimento della popolazione civile, proprio questi sono stati ammazzati da una parte e dall’altra. Mi sono trovato di recente a raccontare la storia di un ragazzo seminarista, figlio di una famiglia contadina del reggiano ammazzato da una banda partigiana solo perché portava la tonaca. Insomma se in cinquanta anni di storia repubblicana nessuno storico cattolico ha ritenuto di dover affrontare una vicenda così grossa, non credo che si possano invocare l’intolleranza altrui o la cattiveria dei laici. Quindi bisogna essere leali e seri con noi stessi: nessuno in Italia oggi impedisce di parlare di queste cose, di denunciarle, di scriverci sopra libri, di documentarle: se i cristiani non lo fanno è solo colpa loro. Un’altra obiezione che mi è stata fatta, anche questa da un giornalista cattolico amico mio che stimo molto, era a proposito del caso del Sudan. Voi sapete che c’è questo stereotipo per cui i cattivi sono sempre gli occidentali e gli Americani; allora sul caso sudanese mi è stato detto: “Ma allora perché dei perseguitati cristiani in Sudan non si occupano le compagnie petrolifere americane?” Io trovo abbastanza difficile pretendere questo dalle compagnie petrolifere se i miei colleghi giornalisti cattolici, avendo loro spazi sui giornali, sono i primi che se ne disinteressano. Giusto quattro giorni fa mi è capitato di leggere sulla prima pagina del “Wall street journal“,non su “L’Osservatore romano”, questa storia straordinaria di un ragazzo cristiano del Sudan che come tanti ha fatto l’esperienza della schiavitù. Questo è un ragazzo fra quelli che sono stati liberati; è andato in America, ha parlato, credo, anche alla camera dei rappresentanti, è diventato un caso nazionale – credo stiano facendo anche un film su di lui…. tutto questo non era su “Avvenire” ma su “Wall street journal” c’era, e i fatti sono questi. L’altra obiezione che mi sono sentito fare da Franco Cardini, assieme a tanti altri che per carità di pace e per amicizia non riferirò,….è questa: “Tu attacchi l’islam, ma come cattolico dovresti renderti conto che l’islam ha avuto il merito indiscutibile di aver riportato Dio al centro del problema del mondo”. Questo mi ha fatto ripensare a quel passo del Vangelo in cui Gesù dice agli apostoli “Vi mando come pecore in mezzo ai lupi e verranno tempi in cui chi vi ucciderà penserà di rendere onore a Dio uccidendovi”. Penso che il macello del Sudan sia uno di questi casi, ma penso anche al caso del Pakistan, dove ci sono decine di cristiani che languono nelle carceri, che hanno condanne terribili fino a trenta trentacinque anni, il che vuol dire condanna a morte perché sfido chiunque a uscire vivo dopo trentacinque anni di galera in Pakistan. La legge sulla blasfemia è qualcosa di pazzesco, imputazioni senza prove. Basta che un islamico denunci un cristiano per blasfemia, che vuol dire aver obiettato sul dogma base dell’islam, che uno finisce, se gli va bene, in galera a vita con ritorsioni sulla famiglia da parte dei fondamentalisti islamici.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! FIN QUI RILETTO E RICORRETTOLa casistica è impressionante come il caso della ragazzina Salema in Marocco, che è un caso di questi anni, questa è una ragazzina adolescente che è cristiana per famiglia. Commossa di fronte a un episodio del vangelo per la figura di Gesù, fa leggere questa pagina a una amica, Rachela, che è islamica e anche lei stupita dalla figura di Gesù vuole saperne di più. In sostanza arriva a decidere di diventare cristiana anche lei, quindi si battezza. Questa ragazzina islamica viene ammazzata da fondamentalisti islamici, mentre la ragazzina cristiana viene incarcerata e torturata con l’accusa di omicidio, perché, avendo causato la conversione di questa sua amica, è ritenuta colpevole. Alla fine poi, quando queste cose trapelano, si creano pressioni così forti che la ragazza è stata rilasciata comunque con un esperienza pazzesca, traumatica. Per tutte queste cose io non mi sento di aderire all’idea del mio amico Cardini per cui l’islam ha riportato Dio al centro del dibattito planetario. Penso che questo sia uno spunto per capire una delle intenzioni del Papa nel suo gesto d’Assisi del 24 Gennaio scorso. Questa ribellione morale è quasi istintiva di fronte al muso di Dio, di fronte a questo muso assassino di Dio, perché è noto che nella storia della civiltà le religioni hanno anche proiettato nell’immagine che si faceva del divino la propria violenza umana. Non a caso i Cristiani nei primi secoli della cristianità venivano martirizzati con l’accusa di ateismo. La storia che ha permesso a noi di essere cristiani è iniziata con quell’uomo, Abramo, “con l’uomo lanciato nella storia” come dice Don Giussani. Mi ha colpito tantissimo riflettere sul fatto che, io non pretendo di dare una riflessione teologica ma solo un mio pensiero, mi ha colpito tantissimo che la storia di Abramo cominci con il mancato sacrificio di Isacco, come se quell’episodio contenesse questo messaggio: “Guarda, quando qualcuno ti chiederà di sgozzare tuo figlio per Dio o per la divinità, sappi che non è Dio che te lo chiede”. Questo messaggio è unico nella storia, perché tutte le religioni tutte le civiltà sono fondate sul sacrificio umano. Da Abramo inizia una rivelazione di Dio nel mondo, per cui, non solo non chiede il sacrificio dell’uomo, ma lui si sacrifica per l’uomo. A me ha colpito ritrovare questa cosa ben compresa e ben espressa in queste righe di Nietzsche che, come sapete, odiando il cristianesimo aveva capito molto; egli scrive: “L’individuo fu tenuto dal cristianesimo in così importante posto, in modo così assoluto che non lo si poté più sacrificare, ma la specie sussiste solo grazie a sacrifici umani”. Guardate, come ha spiegato il mio carissimo amico Renè Gerard, realmente tutta la civiltà umana, in questa immensa macelleria, si fonda sul sacrificio umano: non solo quello idealizzato dalle religioni ma il sacrificio umano nel senso di uso dell’uomo come carne da macello per gli imperi, per l’imperatore, per il partito, per la razza. Questo uso dell’uomo è il motore delle diverse civiltà, delle diverse religioni. Unica eccezione è la tradizione giudaico-cristiana. Continua Nietzsche: “La vera filantropia, che vuole il sacrificio per il bene della specie, è dura e piena di autosuperamento, perché ha bisogno del sacrificio dell’uomo e questo pseudoumanesimo, che si chiama cristianesimo, vuole giungere a far sì che nessuno venga sacrificato”. Penso che Nietzsche colga qualcosa di rivoluzionario che è entrato nel mondo con il cristianesimo, cioè l’idea che nessun uomo, nessun essere umano è possesso di un altro essere umano, dell’imperatore, dello stato. Nessun essere umano può essere sacrificato. Questo mi fa anche riflettere sul perché di questo fenomeno particolare che ha caratterizzato il novecento per cui ideologie e regimi così diversi si sono trovati uniti contro una esperienza cristiana, che molto spesso in molti paesi è una cosa povera, misera, marginale, come ad esempio nei paesi islamici o in Cina. Mi rendo conto che, siccome il potere ha delle leggi ferree, allora si scatenano immensi apparati di polizia ed eserciti per sradicare dalla faccia della terra un fenomeno come quello cristiano, il quale potrebbe essere ritenuto come una cosa superflua che sparisce da sola. Perciò si circonda la Stato del Vaticano, evidentemente, intravedendo in esso un pericolo.
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AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Immagino che tutti questi regimi tirannici abbiano visto, anche in piccole comunità inermi come sono quelle cinesi, una forza che è immensamente più grande della apparente miseria che li distingue. Percepisco anche che abbiano intravisto qualcosa di formidabile che non a caso ha attraversato due millenni ed è arrivato fin qui e che continua a dire e a suggerire che nessun essere umano può essere sacrificato come possesso di qualcun altro. Vi rendete conto di cosa vuol dire questo nei sistemi come i paesi islamici? Mi ha colpito, durante il viaggio in Azerbaijan, vedere questo Papa stanco,vecchio e malato che percorre centinaia di chilometri per andare a trovare centoventi cristiani. In questo piccolo episodio c’è qualcosa di straordinario che rende ragione di quello che è il cristianesimo perché, come sta scritto nel Vangelo, Gesù si è fatto uomo per un uomo, per un singolo, per la pecora smarrita. Questa pietà per la singola persona, questa compassione di Dio per ogni uomo, questo Dio che si piega sul dolore, non del genere umano, ma del singolo, è la straordinarietà del cristianesimo. Questa può sembrare una cosa fragile ed effimera, come apparentemente era inerme la persona di Gesù, eppure è ciò che ha riempito il mondo in questi duemila anni. Perché se si vanno a leggere le storie di questi cristiani, normalmente ci si trova davanti a persone molto semplici, persone che in molti paesi non hanno accesso a certi gradi di istruzione, a certi lavori; spesso sono ragazzi adolescenti, non persone che hanno fatto corsi di teologia. A me colpisce tantissimo che sia ritenuto pericoloso questo tipo di cristianesimo apparentemente cosi fragile. Allora ho trovato la risposta in questa pagina di Don Giussani, in cui scrive: ”Il tuo rapporto con Cristo non deve essere evoluto, scaltro, maturo perché la tua personalità ne nasca e da esso sappia essere compagnia, basta, come dire, la sorpresa che ebbero Giovanni e Andrea, che non capivano niente; basta la sorpresa, basta l’accenno di devozione, basta lo stupore per Cristo, più precisamente basta il chiederlo, cioè quella embrionale percezione di ciò che Lui è che te lo fa chiedere. Questa espressione mi ha immediatamente illuminato su tutti questi personaggi, sulla ragazzina, ad esempio, ma anche su grandi figure di santi. Però è impressionante che sia perseguitato il cristianesimo …. P. Gheddo giorni fa mi raccontava del suo ultimo viaggio in Asia, in cui ha conosciuto gruppi di queste nuove comunità cristiane cinesi, e mi diceva: “Guarda Antonio, è una cosa incredibile e entusiasmante, sembra di avere davanti gli atti degli apostoli: sono piccolissime comunità cristiane inermi di fronte a questo regime formidabile che li tiene sotto controllo; e in questi vedi una vivacità, una fraternità appunto, una cosa semplicissima, l’embrionale percezione di quel che Lui è. I cristiani che nel mondo vivono sotto regimi che limitano la libertà religiosa sono circa seicento milioni ed è tutto appeso a questo filo di stupore, di commozione davanti alla figura di Cristo. Leggo altre quattro righe e concludo. E’ ancora Don Giussani che parla: “Sterminata era la forza di resistenza che avevano quei giovani uomini (parla dei primi amici di Gesù ): come si faceva a non sentirsi legati mani e piedi a quell’uomo? Chi c’era come quell’uomo? Chi parlava cosi? Nessuno ha mai parlato come quell’uomo. Era un giudizio che era come la colla, un giudizio che li incollava a lui, per cui tutti i giorni passavano manate di colla e non potevano più liberarsi. Il cristianesimo perseguitato è un avvenimento semplice di liberazione, infatti quando non è semplice non è un avvenimento di liberazione, non è cristianesimo. Savorana: Volevo chiedere a Paolo Mieli come è potuto accadere che in un tempo in cui siamo bombardati da mattina a sera di informazioni, questa gigantesca realtà possa ai nostri stessi occhi apparire come inesistente. Mieli:Quella che tu mi poni è la domanda a cui è più complicato rispondere e io mi accorgo: A) di non essere capace di rispondere fino in fondo, però B) una risposta vera del perché di tutta questa coltre che copre tutte queste cose – perché questa è una domanda a cui non solo non abbiamo una diretta risposta, ma praticamente abbiamo dato una risposta che ripete se stessa – c’è perché c’è, nel senso che quando ci si chiede il perché di questo si elencano coloro che a nostro avviso sono i nemici della verità, coloro che hanno concorso a nasconderla con un di più. Avete ascoltato Socci, che è una chiamata in causa degli stessi cattolici a coloro che avrebbero potuto e dovuto gridare, denunciare, e lo hanno fatto poco o non lo hanno fatto. Io quindi ti dico che posso solo cercare di avvicinarmi, ma non ho una risposta alla tua domanda. Ho riflettuto da quando ho provato lo shock leggendo: Socci ha ripercorso la vicenda in modo quasi poetico – letterario parlando dei casi singoli, ma il vero pugno nello stomaco di questo libro è la sistemazione complessiva perché avevamo nell’orecchio che ci fossero casi singoli molto belli come quelli che tu hai raccontato, il passo in più che fa il tuo libro ovviamente – come hai avuto la modestia di riconoscere – assembla materiale non inedito, ma a volte il colpo di genio è questo scrivere in poche pagine asciutte senza tanti fronzoli. Guardate, il problema è qui: quarantaquattro milioni di morti e io mi sono domandato se questa cosa la sapevo – no non la sapevo – allora ho fatto di più. Dato che sono molto amico dell’autore della prefazione del libro Galli Della Loggia, uno storico che scrive sul mio stesso giornale, gli ho telefonato e gli ho chiesto: “Ma tu hai verificato?” – dato che riporta nella prefazione questi dati –“ Certo, io stesso – mi ha raccontato – non avevo certezza di queste dimensioni, ed effettivamente si tratta di questo” .
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Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Siamo persone che lavorano da anni nel mondo dell’informazione e dell’approfondimento storico eppure non lo sapevamo; quindi, tornando al punto iniziale, ci sono dimensioni da terza guerra mondiale e perché su questo c’è silenzio? Anzitutto una cosa l’ha detta Socci: perché fra coloro che hanno provocato queste vittime ci sono due soggetti a cui ancora oggi si fa molta fatica ad attribuire il ruolo di carnefici: il comunismo, e l’altro grande carnefice di questo secolo – io sono di origini ebraiche, tengo molto ai criteri che configurano una specificità della schoà, dell’olocausto che ha provocato così tante vittime tra il popolo al quale mi sento di appartenere, però questa specificità non mi impedisce di vedere che c’è stata un’altra clamorosa mattanza in questo secolo, e noto quanti sono i trucchi e i raggiri per non arrivare al punto che il comunismo ha provocato una catastrofe di morti di proporzioni inaudite in questo secolo e, particolare non irrilevante, ancora lo sta provocando. E’ vero che il comunismo è morto con la caduta del muro di Berlino, ma ci sono ancora più di un miliardo di persone che sono sotto regimi comunisti dove ancora oggi si fa quel giochetto per cui, di fronte a coloro che dissentono, si prende un pezzo di terra, lo si recinta con il filo spinato li si fa entrare vivi e li si fa uscire morti; questa pratica alla quale noi abbiamo fatto abitudine continua a essere perpetrata, è stata perpetrata per tutto il secolo e ha provocato decine di migliaia di morti. Vi ha detto Socci dei tentativi infiniti di aggirare questa questione: di delimitarla chiamandola Stalinismo come se la questione fosse riconducibile alla vita operante di Stalin; ma non è cosi: questa cosa precedette l’avvento al potere di Stalin e seguì la morte di Stalin, questa cosa si chiama comunismo e il comunismo ha provocato infiniti lutti in questo secolo. C’è la difficoltà di fare i conti con questa parola e con questo concetto, difficoltà che solo un uomo – e ve lo dico io da non cattolico – ha rotto, Giovanni Paolo II, questo è il nome della persona unica, dell’essere fisico che fa la differenza nella storia dell’essere umano e se non ci fosse stato sarebbe stato tutto diverso perché ha rotto, ha incrinato questa cosa che ancora oggi è difficile da dire. Questa cosa porta a molte conseguenze: perché in occidente si guarda ai morti provocati dall’occidente e dall’America in modo diverso da quelli provocati dagli arabi o da altri? Perché i morti sono quelli provocati dai nemici dei comunisti: è un modo di riabilitare a posteriori – per carità, gli Stati Uniti e gli occidentali ne hanno fatte di cotte e di crude – ma questa identificazione per cui i morti provocati da loro valgono e gli altri non valgono niente è un modo per tornare sulla questione che ho appena detto. I morti provocati dagli oppositori del comunismo sono morti di serie A, i morti di coloro che hanno avuto ruoli diversi non importano a nessuno. C’è poi la questione dell’Islam che è strettamente connessa e rischia di trovare un rapporto di stretta parentela con la cosa che abbiamo appena detto, e il fatto di tollerare comportamenti estremistici radicali, di non combatterli, rischia di riprodurre tutto questo. Ciò non basta a spiegare quella cosa, quella specie di grano e pepe che Socci ha messo: perché i cattolici? Ci sono i cattolici subalterni alle culture, sono una gran quantità di cui ho detto, e secondo me c’è un discorso molto più complesso a cui accenno semplicemente perché ci porterebbe molto lontano. Secondo me i cattolici italiani – e l’Italia è un paese cattolico, è il paese in cui il Papa a metà dell’Ottocento, al momento in cui è diventato Stato, ha avviato un percorso del rapporto tra i cattolici assai complicato. Dopo la rottura con Pio IX (1848) le liti liberali – di cui io mi sento a tutto titolo erede – che fecero lo Stato italiano avviarono una politica di vera e propria persecuzione nei confronti dei cattolici. Persecuzione che è poco raccontata nei nostri libri di storia – persecuzione economica, persecuzione della loro libertà e in alcuni momenti persecuzione che produsse dei morti ( per esempio nel modo in cui fu repressa la ribellione del Mezzogiorno del 1861 – 1865; e ci sono molti casi di paesi dove delle suore vengono violentate e uccise). E poi le vessazioni per il mondo cattolico sono continuate per anni, decenni, finché un lentissimo, tortuoso e complicato processo ha portato i cattolici dapprima ad entrare timidamente, ad essere accolti timidamente nella politica italiana agli inizi del Novecento, e poi a fare quel compromesso storico che è il concordato, che poi capitò durante il Fascismo e fu già un primo impaccio. Poi si chiuse la guerra e i cattolici e le loro strutture politiche furono chiamate a un ruolo di supplenza, supplenza di quel mondo liberale che doveva fronteggiare il campo comunista,e la storia poi è andata come voi sapete, e non è mai arrivato il momento di fare i conti con l’inizio di questa storia, con le vicende fra il 1848 e il rifacimento dello Stato italiano, coi patimenti, quella paura…..
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Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Io conosco molto bene queste sensazioni perché come vi ho detto sono di origini ebraiche, e non crediate che sia stato facile. Dopo l’olocausto, che fu qualcosa di molto più esplicito di quello che vi sto raccontando, per una ventina d’anni gli ebrei di tutto il mondo si nascosero. Fino agli inizi degli anni ’60-’70 ci fu uno strano senso di colpa dei perseguitati, che credo sia qualcosa che accomuna molto gli ebrei di tutto il mondo ai cattolici italiani. C’è un senso misto di non voler sapere, voler dimenticare, non voler conoscere; perché le storie di quelle persecuzioni sono storie complesse, non sono storie che possono essere dipinte così oleograficamente, sono storie dove ci sono dei complici, delle persecuzioni, dei turpi baratti, dei momenti difficili, e gente che se l’è cavata denunciando….. Purtroppo le persecuzioni – magari fossero così belle come le si vedono in un dipinto semplificato, e allora capita che uno dice “ma voltiamo pagina, non stiamo più a pensarci, non vediamolo, non stiamo a guardare, a rinvangare, non importa: chi ha avuto ha avuto..”….. Io penso che queste rimozioni non possano durare in eterno, e penso – e ho fatto questa digressione per rispondere alla domanda “perché i cattolici non si occupano di rendere esplicita ed evidente la loro persecuzioni?” – Io penso che i cattolici siano all ’ inizio di un percorso che deve cominciare ancora a dare i frutti. I frutti non sono i frutti diretti (semplicemente fare i nomi uno per uno di quei 44 milioni di persone che pensiamo), ma è un frutto più complicato: è un ripercorrere con coraggio la storia degli ultimi 150-200 anni, riguardare dentro se stessi, riguardare alla propria missione di cattolici e alzare la testa per quella che è la propria identità contro le altre identità, nel rispetto delle altre identità, ma battersi per l’affermazione della propria identità. I cattolici devono ritrovare – lo dico io che cattolico non sono, ma che a questo tengo molto e sono disposto a parteggiare per questa battaglia perché la sento come una grandissima battaglia di libertà – particolarmente qui in Italia devono tornare a battersi per quella loro identità di cattolici. C’è un Papa che ha aperto la strada e adesso c’è un compito che non riguarda il clero, ma riguarda uno per uno i cattolici, la storia, il presente, gli articoli che si leggono sul giornale, la risposta a quello che si legge sui giornali e si avverte come raggirato, omissivo, di censura, un atteggiamento – consentitemi – dolcemente militante del proprio essere cattolici, con la fronte alta, orgoglioso, di persone che credono nei loro valori. Ripeto per la terza volta: non sono cattolico, ma ritengo che questo farebbe bene a tutti, anche a persone come me. Grazie! Savorana: Antonio, nella prefazione al tuo libri Galli si domanda “Ma perché tanti martiri cristiani nel Novecento?”. Tu che idea ti sei fatto? E in secondo luogo ( hai già iniziato ad accennarlo nell’ultima parte del tuo primo intervento ) per le storie che hai raccolto – e tu ce ne hai parlato di storie ordinarie, hai citato episodi di una semplicità disarmante – qual è il fattore più rilevante nel senso dello scatenare questo odio contro i cristiani? Mieli: La prossima volta prendiamo due del pubblico e vediamo se sanno rispondere… Non c ‘è la domanda di riserva? Non so rispondere! Socci: Perché Galli Della Loggia, che fa lo storico di professione e quindi capisce molto più di me che sono un mero cronista tenta di abbozzare delle spiegazioni, che io trovo tutte giuste e pertinenti, perché questa vicenda ha dei tratti un po’ caratteristici essendosi consumata alle più diverse latitudini in circostanze assolutamente diverse una dall’altra, come potete capire (l’Arabia Saudita di oggi ha poco a che fare col Messico del 1915 o con la Cina del 1900 o con la Spagna degli anni ’30) e per ognuna di queste circostanze ci sono delle spiegazioni storiche che si possono dare, però quello che colpisce è mettere insieme tutte queste situazioni e accorgersi che il bersaglio sono sempre i cristiani. Mettere insieme la diversità di regimi ( i nazionalisti cinesi del 1900 non hanno nulla in comune con i faabiti dell’Arabia Saudita o con gli anarchici spagnoli degli anni ’30 o con i regimi comunisti o con la Germania nazista degli anni ’40)…. ma questa strana idea per cui i cristiani sono comunque un elemento incontrollabile che in qualche modo è sfuggente che non puoi fino in fondo tenere in pugno…
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Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo dell’ANTICRISTO MASSONE FARISEO ISLAMICO! Io sono sempre stupito quando considero il caso cinese attuale: la Cina è un Paese che ha un miliardo e trecento milioni di persone, che ora è entrato anche nel QTO, che avrà anche le Olimpiadi; lì l’economia sta tirando, c’è regime poliziesco, nessuno mette in discussione il regime comunista, men che meno i cristiani, che non si occupano di politica….. al massimo, come fanno i cristiani fin dal tempo del dominio romano – la cosa più immediata che fanno in campo sociale – si occupano dei malati, dei vecchi dei portatori di handicap; perché sapete che in Cina queste persone sono l’immondizia, e quindi non sono un pericolo. E allora uno si chiede: “Ma che senso ha che un regime di questo genere –sto parlando di adesso- ha cacciato una quarantina di vescovi che sono spariti nel nulla?” Qualcuno di loro negli anni passati è tornato a pezzettini dentro i sacchi a casa, letteralmente. Perché un regime del genere si scatena contro una presenza che è….. insomma i cattolici sono meno di 10 milioni in Cina, i cristiani nel loro insieme – perché lì la situazione è molto magmatica- sono una novantina di milioni, però, ripeto, sono tutto fuorché una presenza sovversiva. L’idea che mi sono fatto è che il potere abbia un sesto senso nel percepire qualcosa che è più forte di lui, e allora ho come la sensazione che i tiranni e i despoti vedano lontano in maniera perversa. Io però volevo aggiungere due o tre flash: penso che comunque al di là dello scandalo, della rabbia o della ferita che può portare il venire a conoscenza di questi fatti, io penso che ci sia un problema di …penso che si debba far qualcosa! La Chiesa ha sempre insegnato che una cosa che tutti possono fare per le persone che soffrono è pregare, no?!? Nella Chiesa di oggi si fanno marce e iniziative di tanti tipi per le cose più diverse e io francamente non ne ricordo una che abbia avuto a tema la preghiera per i cristiani perseguitati. Chi pensa ai cristiani della Corea del Nord? Letteralmente inghiottiti dalla notte da 50 anni. Se qualcuno di voi ha letto il libro uscito dalla Mondadori L’ultimo gulag, in cui uno dei pochissimi coreani che è riuscito a scappare da questo immenso lager a cielo aperto – è stato cacciato dentro a un lager all’età di nove anni con la sorellina che ne aveva sette, è sopravvissuto dieci anni dentro questo lager nutrendosi di topi, lombrichi e scarafaggi – sopravvissuto, riuscito a scappare in occidente ha raccontato questa vicenda descrivendo, anche lui alla camera dei deputati, questi lager dove lui era sopravvissuto e dove tanti bambini erano morti, descrivendo questi lager e usando questa espressione: “Questi erano quelli dove si poteva sperare di sopravvivere, poi c’erano quelli da cui non si esce più vivi”…. per esempio, fra le varie categorie ci mettono i cristiani, e io mi chiedo chi si ricorda dei cristiani della Corea del nord – e guardate che si può fare qualcosa perché Timor ne è un esempio. Come sapete Timor è una colonia Portoghese e, appena indipendente dai portoghesi, è stata invasa dalla Indonesia ed è stata una vera e propria carneficina perché hanno ammazzato circa un terzo della popolazione e alla fine hanno dovuto cedere per le pressioni internazionali; Timor su pressione degli Americani, i soliti cattivi Americani, da poco è indipendente, uscita da una tragedia che avrebbe dovuto toccare noi cristiani – e guardate che per noi cristiani la vicenda del popolo ebraico è provvidenziale, e in qualche modo ha come insegnato a tutti che di fronte a queste tragedie, di fronte a cosi tanto dolore non si può dimenticare, e le ideologie che provocano questo non possono essere assolte, passare indenni, neanche attraverso il tribunale. Nella storia credo che questo sia di nuovo una lezione di come essere popolo anche per noi cristiani e il cristianesimo che hanno insegnato a me è che essere cristiani è appartenere a un popolo, appartenere a un popolo, allora se ti tagliano una gamba o una mano tu urli, e ai cristiani hanno amputato più di una mano o una gamba, e nessuno urla, nessuno urla …. Perché qui in occidente si pensa che essere cristiani vuol dire appartenere a un insieme di vaghi sentimenti filantropici. Io come ultima cosa, e con questo veramente concludo, vorrei dire che tutte queste persone che non è possibile nominare uno per uno sono semplicemente cristiani. Concludo con tre righe di don Giussani, scusatemi se lo cito ma da lui ho imparato tutto: Il regno dei celi è il frutto della libertà, dell’energia della libertà, e l’energia della libertà non è qualcosa di drammatico o di eroico: è una cosa semplice che dice: “Aiutami Signore”.
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

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Satana SpA FED NWO ] dai che ti piace quando soffri!
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

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ma, I 666 CIA servizi segreti hanno rifiutato di fornire delle prove, citando la segretezza. Simonyan risponde ad accuse di aver “minato” elezioni USA mediante RT ] IN DEMOCRAZIA NON DOVREBBE ESSERE CONSIDERATO UN NEMICO LA DIFFUSIONE DELLE INFORMAZIONI!
ma questa è la verità: i Bilderberg non sono la democrazia, loro sono la demonio-crazy Spa FED FMI BM NWPO.
Jerusalem Yerushalayim
Jerusalem Yerushalayim2 giorni fa
SALMAN SAUDI ARABIA ] no, ma che, quale: paura delle Bestie! … sono stati tutti addomesticati! tutto l’inferno mi segue come un cagnolino scodinzolante!
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA ] lo vedi? questo lede la dignità E LA NATURA DEMONIACA: dei MOSTRI! [ Buongiorno, UNIUS REI! Il tuo commento è stato visionato dal moderatore e non può essere pubblicato. Testo del commento: le bestie di Satana: Farisei massoni Satanisti NATO, e sharia terroristi Allah Akbar morte a tutti gli infedeli hanno iniziato a minacciare il mondo degli uomini liberi: ISRAELE e RUSSIA!
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Commento del Moderatore
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SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA ] se è per questo, anche io vi vorrei ammazzare tutti, e, intanto: JHWH holy mi costringe a proteggervi ugualmente!
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA ] si lo so: tutti mi vogliono ammazzare, è vero, ma,
tutti si sono impegnati (sono costretti ) a proteggermi ugualmente!
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba

AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana in Jesus’s name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH

SALMAN SAUDI ARABIA ] non è che le profezie le conosciamo soltanto noi due! no! TUTTI CONOSCONO LE PROFEZIE UNIUS REI! [ noi stiamo andando incontro a 100 anni di pace e prosperità, e tutti lo sanno! ] adesso, tu lo sai quando ti costerà smaltire e distruggere tutte le armi che io ti ho fatto comprare?

Islamico Allah Akbar: nazismo anticristo Assemblea Generale dell’ONU [[ in questa pagina il mio è il secondo commento ]] islamic Allah akbar: nazism antichrist UN General Assembly ]] Qur’an becomes the Constitution, shariah becomes the law, and all humanity has to undergo genocide, if ISLAM is not Satanism, then what is Satanism?
Coran Devient la Constitution, devient la loi de la charia, et toute l’humanité doit subir un génocide, si l’islam n’est pas satanisme, alors quel est le satanisme?
Se convierte en el Corán Constitución, se convierte en la ley sharia, y toda la humanidad tiene que someterse a un genocidio, si el Islam no es Satanismo, entonces ¿cuál es el satanismo?
Corano diventa la Costituzione, shariah diventa la legge, e tutto il genere umano, deve subire il genocidio, se ISLAM non è il satanismo, poi, cosa il satanismo è?
https://worldisraelnews.com/israeli-ambassador-elected-vp-un-general-assembly/
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#Joe #Biden crea il suo political action committee ] [ sei un professionista del bullismo CIA NATO: potresti essere un sacerdote di satana, ed io so che in USA i cannibali sono organizzati molto bene! ORA COME UN SERPENTE TU DEVI MANGIARE LA POLVERE! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/06/01/usa-biden-crea-suo-comitato-politico_14c2eb02-8a80-4493-afe9-0e6361246d8e.html

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per amore della Speranza di ISRAELE? in https://worldisraelnews.com io sono un perseguitato!
Christien Scheepers replied to you on Palestinian official denies reports of regional diplomatic initiative 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago
The Saudi initiative includes a demand: for full Israeli withdrawal to the pre-1967 borders: and the absorption of millions of Palestinian “refugees” into Israel? [prima questione] questo nega la possibilità per gli ebrei sparsi per il mondo di: avere una loro Patria: e questo rende impossibile: la cessione della sovranità monetaria: di: Rothschild SpA: Morgan SpA: Rochefeller SpA, il 666 NWO: satanismo e Sodoma GENDER a tutti !! Mentre tutte le Nazioni che sono state schiavizzati dai massoni: Regime Bilderber: hanno perso sovranità politica ed economica! Ma, il SpA FMI FED BM NWO, ha indispensabile bisogno della guerra mondiale (questa è la sua logica monetaria) per riattivare un nuovo ciclo moneario: devitalizzante e usurocratico: dato che: noi siamo stati devitalizzati indebitati ed espropriati del nostro stesso denaro.. e questo dichiara: inequivocabilemnte: che Islam è il satanismo stesso: dato che vuole trovare un vantaggio nella guerra mondiale! infatti, Islam condanna il generr umano a subire la guerra mondiale!
Christien Scheepers
Christien Scheepers 3 days ago

Do not write a book on facebook…..too long to read !
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Enoch7th replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
noi DOBBIAMo Avere il coraggio, di guardare in faccia: la verità: di guardare il demonio: SpA FED Morgan 666 Nwo: in faccia, e noi dobbiamo portare la guerra dentro il popolo ebraico!! traditori? sono fuori di Israele, perché loro nelle tenebre hanno sempre lavorato, perché, Israele potesse fallire come, per essere la casa di tutti gli ebrei del mondo! … questa è la verità di questi 4000 anni: la shaoah è quasi sempre stata preparata da ebrei, contro altri ebrei, e come Gesù di betlemme fu fatto uccidere dai romani? così 6milioni di ebrei sono stati fatti uccidere da Hitler, adesso, è il turno per gli israeliani di morire: per le mani di ISLAM… la causa di Olocausto oggi: è il signoraggio bancario! e certo maomettani non hanno paura: di noi, se il NWO spA fa a loro incitamento di genocidio shariah contro i popoli del mondo! in Mecca Kaaba sono tranquilli i demoni,, perché AIPAC a parole protegge Israele ma nei fatti, segretamente protegge ISLAM
Enoch7th
Enoch7th 3 days ago

The ravings and rantings of a sick, demented and depraved mind! Get some help please. You just farted in cyberspace! What an awful stench your words are! God knows who this ghoul is!
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Enoch7th upvoted you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
daniel_i replied to you on Trump’s son-in-law becomes subject of interest in FBI investigation 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 4 days ago Removed
about: Trump’s son-in-law… If, I say, “Russia has annexed Crimea,” I am a dirty slanderer! This is not the truth! .. is the Crimea, which, with a universal plebiscite referendum, has asked Russia to be annexed! And since we believe that sovereignty resides in both God and the people, then the perspective of observation and judgment of events? It gets drastically upset! In this case is NATO, Bilderberg Merkel, and the CIA snipers who are the killer aggressor who: have planned and have realized: scam golpe Maidan’s Goals: overthrowing the only constitutionally legitimate government!So: they betrayed those who: Hillary Clinton Obama: they took the money from SAUDI ARABIA shariah the Nazis, and not those who: have some indirect support from Russia!se, io dico che: “la Russia ha annesso la Crimea”, io sono un calunniatore! non è questa la verità! .. è la Crimea, che, con un referendum plebiscitario universale, che, ha chiesto alla Russia di essere annessa! .. e poiché, noi crediamo he la sovranità risieda sia in Dio che nel Popolo, poi, la prospettiva di osservazione e di giudizio degli eventi? viene drasticamene sconvolta! in questo caso è la NATO e i cecchini della CIA che sono l’aggressore assassino che: ha pianificato e realizzato: il Golpe di Maidan: rovesciando l’unico Governo costituzionalmente legittimo!Quindi: hanno tradito quelli che: Hillry Clinton Obama: hanno preso i soldi dalla ARABIA SAUDITA shariah il nazismo, e non coloro che: hanno goduto di un qualche appoggio indiretto dalla Russia!
daniel_i
daniel_i 3 days ago

and you point is?
qual è il tuo punto?
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Phil Lesh Fan replied to you on Palestinian officers busted in terror plot 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago
“This investigation has exposed a major terrorist activity that would have to affect the IDF soldiers and where the members of the Palestinian security forces participated,” said Shin Bet.1. why: terrorist killers are the heroes of the Palestinian people, and the heroes of the people: of the ARAB LEAGUE OCI UN?2. Because their demonic prophet: Esoteric Muhammad: Sexual Maniac: This he ordered to do!3. and the terrorists ISLAMISTS are the true rappers of ISLAM without hypocrisy!4. In fact, this is a conspiracy of monsters: the kabbalah: bankruptcy BANKING SEIGNIORAGE: high constitutional betrayal: NWO: Farisei Enlightened Morgan SpA FED and their shariah Islamic: all owl nazism at Bohemian Grove: and of Allah Baal: against ,The SHOAH of Israel, and against the survival of all the peoples of the world!”Questa indagine ha esposto una grave attività di terrorismo, che doveva pregiudicare i soldati dell’IDF e in cui i membri delle forze di sicurezza palestinesi hanno partecipato”, ha dichiarato lo Shin Bet.1. perché: i terroristi assassini sono gli eroi del popolo palestinese, e gli eroi del popolo: della LEGA ARABA? 2. perché il loro demoniaco profeta: Maometto esoterista: maniaco sessuale: questo ha ordinato di fare! 3. e i terroristi sono i veri rapprentanti di ISLAM senza ipocrissia!4. infatti, questa è una congiura dei mostri: i kabbalah: il signoraggio bancario: alto tradimento costituzionale: NWO: Farisei Enlightened Morgan SpA FED e dei loro islamici shariah: tutto il nazismo del Gufo al Bohemian Grove: e di Allah Baal: contro la spernza di Israele, e contro la sopravvivenza di tutti i popoli del mondo!
Phil Lesh Fan
Phil Lesh Fan 3 days ago

You are a danger to yourself and others. I hope that the internet security folks quickly track down your IP address and send the authorities to pick you up.
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Cal Vanknett replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Cal Vanknett
Cal Vanknett 3 days ago

oh my god..your mommy let you out to play..for shame on her..get back..get back i say…under her bed..enjoy the MUSIM stench..of her under panty,,carefull not to lick to hard less..she spank your little ass…bohraaah..
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Dorrie replied to you on Trump’s son-in-law becomes subject of interest in FBI investigation 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 4 days ago Removed
about: Trump’s son-in-law… If, I say, “Russia has annexed Crimea,” I am a dirty slanderer! This is not the truth! .. is the Crimea, which, with a universal plebiscite referendum, has asked Russia to be annexed! And since we believe that sovereignty resides in both God and the people, then the perspective of observation and judgment of events? It gets drastically upset! In this case is NATO, Bilderberg Merkel, and the CIA snipers who are the killer aggressor who: have planned and have realized: scam golpe Maidan’s Goals: overthrowing the only constitutionally legitimate government!So: they betrayed those who: Hillary Clinton Obama: they took the money from SAUDI ARABIA shariah the Nazis, and not those who: have some indirect support from Russia!se, io dico che: “la Russia ha annesso la Crimea”, io sono un calunniatore! non è questa la verità! .. è la Crimea, che, con un referendum plebiscitario universale, che, ha chiesto alla Russia di essere annessa! .. e poiché, noi crediamo he la sovranità risieda sia in Dio che nel Popolo, poi, la prospettiva di osservazione e di giudizio degli eventi? viene drasticamene sconvolta! in questo caso è la NATO e i cecchini della CIA che sono l’aggressore assassino che: ha pianificato e realizzato: il Golpe di Maidan: rovesciando l’unico Governo costituzionalmente legittimo!Quindi: hanno tradito quelli che: Hillry Clinton Obama: hanno preso i soldi dalla ARABIA SAUDITA shariah il nazismo, e non coloro che: hanno goduto di un qualche appoggio indiretto dalla Russia!
Dorrie
Dorrie 3 days ago

Go take your meds, ackmed! You’re WAY off the rails!
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STEVE replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
STEVE
STEVE 3 days ago

A poor sick guy since you use mess in your name… . Go pray to your lard and ask the muftis why they kill all non mudlims who dont convert.. You are as Jewish as PORK.. hahhahahaha. a piece of ape….Hahahhahahaa
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Dorrie replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Dorrie
Dorrie 3 days ago

Flagged!
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Marianne McCormack replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
noi DOBBIAMo Avere il coraggio, di guardare in faccia: la verità: di guardare il demonio: SpA FED Morgan 666 Nwo: in faccia, e noi dobbiamo portare la guerra dentro il popolo ebraico!! traditori? sono fuori di Israele, perché loro nelle tenebre hanno sempre lavorato, perché, Israele potesse fallire come, per essere la casa di tutti gli ebrei del mondo! … questa è la verità di questi 4000 anni: la shaoah è quasi sempre stata preparata da ebrei, contro altri ebrei, e come Gesù di betlemme fu fatto uccidere dai romani? così 6milioni di ebrei sono stati fatti uccidere da Hitler, adesso, è il turno per gli israeliani di morire: per le mani di ISLAM… la causa di Olocausto oggi: è il signoraggio bancario! e certo maomettani non hanno paura: di noi, se il NWO spA fa a loro incitamento di genocidio shariah contro i popoli del mondo! in Mecca Kaaba sono tranquilli i demoni,, perché AIPAC a parole protegge Israele ma nei fatti, segretamente protegge ISLAM
Marianne McCormack
Marianne McCormack 3 days ago

Yitzchaz. Trova un dottore subito. Sei molto malato. Ci dovrebbe essere un buon medico nella vostra città che ti può aiutare. Sinceri saluti.
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Marianne McCormack replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Marianne McCormack
Marianne McCormack 3 days ago

Please Yitzhak, go and find a good Doctor who can help you deal with your delusional psychosis. I don’t know where you live, but there should be good Doctors in your city or town. I am not being sarcastic or making fun of you. If you don’t get help soon, you will end up being dangerous to yourself and others.
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Jerry Poe replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Jerry Poe
Jerry Poe 3 days ago

What the hell are you talking about?
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Joe replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Joe
Joe 3 days ago

You sound like an enemy of Israel. Do you know why Muslim terrorist murder for allah? Because he is a WEAK god with no power whatsoever because he needs his slaves to murder for him whereas the God of Israel does His Own killing. The God of Israel and Christians do not need to defend their God because He can take care of Himself and unlike allah, I have a personal relationship with MY God and He actually LOVES me, whereas allah HATE’S HIS PEOPLE! AND YOU
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Joe replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Joe
Joe 3 days ago

WHAT?
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Phil Lesh Fan replied to you on Trump to Abbas: ‘You lied to me’ | World Israel News 3 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 3 days ago Removed
We MUST Have the courage to look in the face: the truth: to look at the devil: FED Morgan 666 Nwo: in the his demonic Pharises face, and we have to bring the war inside the Jewish people !! jews traitors? I am out of Israel, because in the darkness they have always worked, because Israel could fail like to be the home of all the Jews in the world! … this is the truth of these 4000 years: Shaoah has almost always been prepared by Jews, against other Jews, and how did Betlehem Jesus, was be killed by the Romans? So 6 million Jews were killed by Hitler, now it is the turn for the Israelis to die: for the hands of ISLAM … the cause of Holocaust, today: and always: it is the bankruptcy: scam banking seigniorage! And certainly Maomettans are not afraid: of us, if the NWO spA makes them shari’ah genocide against the peoples of the world! In Mecca Kaaba are: all sharia quiet demons, because AIPAC 666 NWO in words protects Israel but in fact, secretly protects ISLAM
Phil Lesh Fan
Phil Lesh Fan 3 days ago

I hope that the internet security folks from this site track you down, check to see if you are perhaps off your medications, and one way or another remove you from society, you sick twisted demented human.
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pawanna replied to you on Trump’s son-in-law becomes subject of interest in FBI investigation 4 days ago
im Yitzhak Kaduri Messiah 4 days ago Removed
about: Trump’s son-in-law… If, I say, “Russia has annexed Crimea,” I am a dirty slanderer! This is not the truth! .. is the Crimea, which, with a universal plebiscite referendum, has asked Russia to be annexed! And since we believe that sovereignty resides in both God and the people, then the perspective of observation and judgment of events? It gets drastically upset! In this case is NATO, Bilderberg Merkel, and the CIA snipers who are the killer aggressor who: have planned and have realized: scam golpe Maidan’s Goals: overthrowing the only constitutionally legitimate government!So: they betrayed those who: Hillary Clinton Obama: they took the money from SAUDI ARABIA shariah the Nazis, and not those who: have some indirect support from Russia!se, io dico che: “la Russia ha annesso la Crimea”, io sono un calunniatore! non è questa la verità! .. è la Crimea, che, con un referendum plebiscitario universale, che, ha chiesto alla Russia di essere annessa! .. e poiché, noi crediamo he la sovranità risieda sia in Dio che nel Popolo, poi, la prospettiva di osservazione e di giudizio degli eventi? viene drasticamene sconvolta! in questo caso è la NATO e i cecchini della CIA che sono l’aggressore assassino che: ha pianificato e realizzato: il Golpe di Maidan: rovesciando l’unico Governo costituzionalmente legittimo!Quindi: hanno tradito quelli che: Hillry Clinton Obama: hanno preso i soldi dalla ARABIA SAUDITA shariah il nazismo, e non coloro che: hanno goduto di un qualche appoggio indiretto dalla Russia!
pawanna
pawanna 4 days ago

ok I read the first few lines – they your words went haywire…… slow down
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Lorenzojhwh HumanumGenus · Figlio del Re dei Re presso Regno di Dio sei un professionista del bullismo CIA NATO: potresti essere un sacerdote di satana, ed io so che a NApoli sono organizzati molto bene! Carlo Amurri https://www.facebook.com/carlo.amurri SEI UN CALUNNIATORE! e sei un vigliacco che non mi risponde! io in questo server non ti voglio più vedere! https://it.sputniknews.com/mondo/201706014572662-russia-mondiali/

mercoledì 31 maggio 2017


Alfa y Omega
Bono: “L’unico problema che Dio non può risolvere è quello che proviamo a nascondere”

Il cantante irlandese riflette sui Salmi e sulla vita cristiana. E ricorda il suo viaggio in Terra Santa: “Qui la morte è morta”

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Lucandrea Massaro
La risposta pro-life di un parroco social

Qualcuno inneggia all’aborto sui muri di una parrocchia, il “don” risponde così…

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L’evangelizzazione cattolica è diventata molto più facile, grazie ad ePaul!

In questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, condividi con gli amici e con i tuoi cari una “parola giusta al momento giusto”! Incoraggia la loro fede, con l’aiuto di questo piccolo bot

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Gelsomino Del Guercio
«Ho incontrato lo Spirito Santo vivendo per trent’anni nascosta dal mondo»

Antonella Lumini è un’ “eremita urbana” che ha raccontato la sua esperienza al Festival Biblico

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Miriam Diez Bosch
Per sconfiggere l’integralismo serve una terapia educativa appropriata

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Come le sètte stanno captando adepti attraverso il cellulare

Internet: una vetrina e un mezzo di …


Alfa y Omega
A 27 anni ho perso mio marito e due figli… e l’ho superato così

“È stato durissimo, capivo la gente che si toglie la vita, la mia si era spezzata….”


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Una cover intimistica di “Mystery” di Charlie Hall

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Depressione e suicidio colpiscono anche i sacerdoti

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Papa Francesco: il cristiano semina speranza, non aceto

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Per favore, smettiamola di concentrarci su quello che indossano le donne

Sì: quando ci si concentra sugli abiti delle suore, o su ciò che definisce la modestia, si sta davvero trattando le donne come …


MATHILDE DE ROBIEN
La preghiera delle madri

Lanciata nel 1995; il movimento che ne è nato ha avuto un seguito. In tutto il mondo dei gruppi di madri si riuniscono, una volta a settimana, per pregare per i loro bambini e …


Jaime Septién
Non è il dolore, ma l’angoscia esistenziale che porta la gente a chiedere il suicidio assistito

Uno studio mette in discussione l’eutanasia

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Giovedi, 1 Giugno 2017

Legge elettorale, Giorgia Meloni: “Modello tedesco? Sì, quello della Ddr”

Un ‘super Porcellum’, che prepara un governo di inciucio e alza la soglia di sbarramento, così i partiti principali si fregano i voti di quelli più piccoli. Si ispirano al modello tedesco. Si, a quello della Ddr.

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Care amiche e cari amici,

mille volte grazie a ciascuno di voi, dal profondo del cuore, per aver contribuito allo straordinario successo della VI edizione della Marcia per la Vita, che si è svolta a Roma sabato scorso 20 maggio.

Eravamo tanti, eravamo numerosi ma ciò che più conta è lo spirito di grande entusiasmo e di sana combattività che la Marcia è riuscita a infondere non solo ai presenti, ma anche alle tante persone che ci hanno seguito da lontano e che condividono gli stessi ideali.

Qui il video di questa bellissima Marcia:
https://youtu.be/QF1D50duWIM

E qui potrai vedere alcune delle tante foto:
https://goo.gl/pwOZaS

Tra un anno, sabato 19 maggio 2018, ci ritroveremo a Roma per la prossima Marcia. Il 2018 è un anno particolarmente significativo perché ricorrono i 40 anni della legge 194, una legge che in questo periodo di tempo ha fatto oltre 6 milioni di morti. Per quella data dovremo essere ancora più forti, ancora più organizzati, ancora più motivati. Ne vale la pena. Per noi stessi, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Nei prossimi mesi il nostro impegno sarà dunque ancora maggiore. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti perché non dobbiamo farci vincere dall’indifferenza o dallo scoraggiamento.

In tutte le province, in tutte le città italiane sarebbe importante organizzare conferenze, eventi, manifestazioni per ricordare cos’è l’aborto, per far riflettere sullo straordinario dono che è quello della vita, per convincere le persone a reagire. La cultura della morte avanza anche per la nostra apatia, per il nostro disinteresse.

A presto, quindi – un anno vola via veloce, senza che ce ne accorgiamo – e soprattutto ancora grazie.

Un caro saluto

Comitato Marcia per la Vita

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